Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino


Gianni Soldati, candidato socialista per il Gran consiglio. Elezione del 1 aprile 2007



Gianni Soldati, municipale a Sonvico, è in corsa per il Gran Consiglio (candidato n. 82) sulla lista del Partito Socialista






Nato nel 1958 a Lugano, Gianni Soldati ha studiato a Lugano, dove ha ottenuto il suo diploma di formazione come docente di scuola elementare.

Nel 1981 ha iniziato il suo curriculum nel campo della biologia a Ginevra, Facoltà di Scienze, ottenendo nel 1985 il diploma in Biologia presso il "Centre Médical Universitaire" (CMU). Ha poi concluso il suo Ph.D a Locarno, presso il "Centro di Endocrinologia per la Riproduzione" diretto dai Dr. M. Balerna e Dr. A. Campana.

Nel 1991 ha conseguito la sua tesi di Ph.D all'Università di Basilea dove ha effettuato un periodo post-dottorato presso il "Friedrich Miescher Institut" e il "Zentrum für Lehre und Forschung".

Dopo questo periodo è ritornato a Locarno per lavorare sulla diagnosi molecolare dei tumori presso il "Servizio Oncologico Cantonale" con il Prof. F. Cavalli per 5 anni. Nel 1996 l'idea di creare una struttura nella quale la biologia molecolare potesse servire alla diagnosi clinica era già nell'aria e mentre lavorava su una Borsa di Ricerca del Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica decise di creare il Laboratorio di Diagnostica Molecolare, che diventò finalmente una realtà all'inizio del 1998.

Nel 2004 venne nominato Docente presso l’Università dell’Insubria dove insegna attualmente farmacogenomica agli studenti di farmacia. Nello stesso anno il Laboratorio di Diagnostica Molecolare si trasferì al Cardiocentro Ticino dove, in collaborazione con la Clinica, venne eseguito il primo trapianto svizzero di cellule staminali in un paziente con infarto. Nel 2005 ha fondato la Swiss Stem Cells Bank di Lugano per la raccolta e la conservazione delle cellule staminali contenute nel sangue di cordone.

Oggi svolge la sua attività al Cardiocentro Ticino come direttore del Laboratorio di Diagnostica Molecolare, come direttore scientifico della Swiss Stem Cells Bank e come responsabile dell’Unità di Terapie Cellulari del Cardiocentro Ticino.



Laboratorio di Diagnostica Molecolare: una struttura dedicata al DNA

A 50 anni dalla scoperta del DNA da parte di Francis Crick e James Watson (1953) e a 20 anni dalla scoperta dell’amplificazione di frammenti di DNA con la PCR di Kary Mullis (1984), abbiamo assistito negli ultimi anni alla creazione di laboratori che applicano tecniche molecolari a scopo medico-diagnostico.

Il Laboratorio di Diagnostica Molecolare (LDM) è stata la prima struttura fondata in Svizzera interamente dedicata all’applicazione della biologia molecolare alla diagnosi delle malattie genetiche. Il LDM è stato fondato all’inizio del 1998 dai Dr.es Gianni Soldati e Tiziano Balmelli per raccogliere e rispondere alla domanda crescente di diagnostica molecolare in ambito clinico. Le analisi proposte dal LDM vanno dalla detezione con metodi molecolari di microorganismi alla messa in evidenza di mutazioni che danno luogo a malattie genetiche. A tutti è conosciuta la familiarità delle malattie, in particolare di quelle cardiovascolari, dove la componente genetica è considerata sempre più importante. Recentemente con la sequenza del genoma umano si è aperto un nuovo grande capitolo per la medicina, la messa in evidenza di particolari cambiamenti nella sequenza del DNA (polimorfismi) che portano ad un aumentato/diminuito rischio di sviluppare determinate patologie.

Il LDM è organizzato sulla base di una Società Anonima ed è situato all’interno del Cardiocentro Ticino a Lugano. Fornisce i propri servizi sia a strutture pubbliche (Ospedali) che private (Cliniche, studi medici, Laboratori) di tutta la Svizzera. La Direzione del Laboratorio è affidata al Dr. Gianni Soldati ed al Dr. FAMH Mauro Gola.

L’analitica proposta dal LDM è basata sull'amplificazione del DNA tramite PCR e può essere suddivisa in analisi genetiche e microbiologiche. In quelle genetiche si mettono in evidenza delle mutazioni/polimorfismi sul DNA umano che sono responsabili di malattie genetiche (fibrosi cistica ecc...) o di un rischio aumentato a sviluppare una determinata patologia (malattie cardiovascolari, Alzheimer ecc...). In ambito microbiologico si mette in evidenza il genoma di microorganismi. Un nuovo settore analitico che deriva direttamente dalla variabilità individuale alla risposta ai medicamenti, ha visto l'unione della farmacologia e della biologia molecolare (farmacogenetica) nella ricerca di mutazioni/polimorfismi responsabili di questa variabilità. In questo tipo di approccio vengono analizzati i geni coinvolti nel metabolismo di un farmaco (prevalentemente i citocromi P450) allo scopo di identificare delle mutazioni/polimorfismi che causano un metabolismo accelerato o rallentato di un medicamento definito con dei conseguenti effetti collaterali tossici (metabolismo rallentato) o un mancato effetto (metabolismo accelerato). Sarà così possibile adattare i farmaci ed i loro dosaggi al paziente limitando gli effetti avversi dovuti alla variabilità individuale.

Da diversi anni il nostro laboratorio si è inoltre specializzato nell’allestimento di carte d’identità genetica che sono utilizzate sia in medicina legale (nella tipizzazione delle tracce provenienti dai luoghi di crimini) che per l’accertamento di paternità.

Il LDM investe costantemente nella ricerca e sviluppo finalizzata ad introdurre nuove metodiche analitiche nella routine cercando  così di contribuire al costante miglioramento della medicina di laboratorio ma anche partecipando a numerosi progetti di ricerca applicata e di base che spaziano dalla farmacogenetica alla biologia molecolare e cellulare.



venerdì 23 marzo, ore 18.00, Sonvico, Grotto del Faggio a Madonna d´Arla, Elezioni cantonali. Aperitivo elettorale a tema
Democrazia, partecipazione: hanno ancora spazio nel nostro sistema?

Le sezioni socialiste della sponda sinistra del Cassarate a Nord di Lugano sono coinvolte nei grandi mutamenti che vive il Ticino, ma anche tutto il globo: cambiamenti economici e sociali, questioni ambientali, aggregazioni.
Non si tratta solo di trovare risposte ai nuovi problemi, ma anche di costruire modalità partecipative per gestire i cambiamenti.
I cittadini e le cittadine, il partito, le candidate e i candidati, gli eletti e le elette, cosa hanno da dire in merito?
Hanno assicurato la loro presenza le candidate al Consiglio di Stato Patrizia Pesenti e
Marina Carobbio
L’invito è esteso a tutte le candidate e i candidati della sinistra, alle compagne, ai compagni, ai simpatizzanti e a tutte le persone interessate.
La discussione inizierà puntualmente alle 18.00, si protrarrà poi informalmente a piacere.
Org. e info: Sezione socialista Sonvico – Dino e Cadro – Villa Luganese

Socialista da tre generazioni
di Gianni Soldati

C’era da aspettarselo che prima o poi ci scappava il candidato al Gran Consiglio, da uno che è stato immerso nella politica fin dai primi anni della sua vita, quando con il padre attivista veniva trascinato nelle manifestazioni, alle conferenze, al Congresso del Monte Ceneri per anni, con il gagliardetto rosso appeso al colletto della maglia, la coperta per terra e qualche panino ascoltando i Robbiani, i Carobbio ed i Martinelli nelle loro infuocate allocuzioni all’aperto. Poi più tardi come promotore del Gruppo giovanile Sonvico-Dino nel trovare un locale per i giovani di quel tempo, qualcosa dove poter esprimere i loro sentimenti in santa pace al riparo dalla pioggia, poi gli studi e via, a Ginevra per quasi 20 anni, via dal Comune e dai suoi problemi ma anche dai suoi luoghi sicuri e dalla sua calda accoglienza giornaliera. Sì c’era proprio da aspettarselo ed ora che sono qui, davanti alla tastiera, mi sembra di tornare a quei tempi di militanza, non nel senso di manifestare per manifestare, eh sì perché ai tempi c’era la moda di manifestare, ma nel senso più concreto e costruttivo del termine, mettere tempo ed energie per costruire qualcosa di buono ed utile per il Comune (cosa che cerco di fare da 8 anni prima in Consiglio Comunale poi in Municipio) ma anche per il nostro Cantone.

E’ difficile pretendere qualcosa se non si ha dimostrato di saper “fare” qualcosa, questo sentimento si chiama credibilità e credo sia arrivato il momento di mettermi in gioco ancora una volta con una conoscenza che oserei definire profonda del sistema socio-economico del Canton Ticino. Credo di poter portare delle nuove idee, come ho cercato di fare in Comune, dei nuovi modi di pensare che non sono più quelli conservatori che stanno dimostrando i loro limiti nella gestione pratica della cosa comune, ma idee di sviluppo sociale ed economico.

Non vi nascondo che credo che il benessere sociale di una regione come la nostra, passi anche dal suo benessere economico e quindi dalla sua capacità di generare posti di lavoro qualificati, di occupare i giovani, di creare substrato per nuove attività ad alto valore aggiunto cosa che sto peraltro facendo con il Laboratorio di Diagnostica Molecolare di Lugano che esiste da 8 anni e con la Swiss Stem Cells Bank di Lugano che esiste da 2 anni e che insieme hanno creato una quindicina di posti di lavoro altamente qualificato e di valore accademico.

Penso che questo modo di affrontare i problemi, con un certo pragmatismo, permetta di andare avanti, senza realizzare sogni faraonici, ma di andare avanti, in modo sicuro e passo dopo passo, perché questo è il trucco. E’ inutile fare grandi teorie sui massimi sistemi o sul sesso degli angeli sapendo sin dall’inizio che non potranno comunque mai essere realizzate, è sensato e concreto invece proporre soluzioni semplici sì, ma realizzabili.

Beh, questo sono io, uno dei tanti candidati che come avrete già capito non è perfettamente allineato con la nomenclatura, ma si sa, le soluzioni nascono dalle discussioni e dal confronto e se c’è una cosa che odio è chi ha le idee preconcette, che non si smuove dalle sue posizioni, solo perché “era stato deciso così” oppure perché “noi abbiamo lavorato tanto per arrivare qui” o altre posizioni prese.

Se mio nonno Aldo detto “ur Grìis” da buon socialista di sacrestia mi sentisse probabilmente dissentirebbe, forse un po’ meno mio padre Guido col quale ho condiviso una gran parte delle convinzioni politiche, ma il procedere del tempo ha fatto sì che il “fil rouge” che si stende tra queste tre generazioni si allunghi ulteriormente oggi ed indipendentemente dal fatto di essere eletto o meno, perché quello di cui sto parlando non è aria fritta, è costanza, convinzione e coraggio delle proprie idee, che non dipendono solamente dall’educazione, è qualcosa che si sta tramandando da oltre 80 anni e che rischia di continuare a discapito di tutti i potenziali detrattori.


Vai alla pagina principale