Su questo secondo numero di "Contatti" si ritorna a parlare di anziani, non tanto per propagandare una proposta pro o contro la "casa per anziani", ma piuttosto per cercar di analizzare un po' più da vicino un problema molto importante e delicato sia da un punto di vista umano, sociale che politico.
Il raggiungimento della "sospirata" e meritata pensione rappresenta nella vita di un uomo un momento molto importante. Il brusco passaggio da un ruolo attivo all'interno della società, dal lavoro quotidiano, dal contatto con i propri colleghi, ecc., ad un ruolo di passivo consumatore di ciò che accade altrove, il ritiro in una dimensione privata, domestica, crea nell'anziano seri problemi esistenziali.
Egli, passando da protagonista ad osservatore della vita comunitaria, si sente escluso, si sente inutile. Nasce quindi il desiderio di vivere con gli altri, di ricercare un contatto anche con i giovani. L'anziano vuole sentirsi nuovamente utile. Purtroppo a queste esigenze non sempre si è voluto dare delle risposte adeguate, ciò ha condotto inevitabilmente l'anziano ad una visione pessimistica della prospettiva di terminare la propria esistenza in modo felice.
Questo stato d'animo presente nell'anziano, questo decadimento psichico può portare, in alcuni casi, anche ad un conseguente decadimento fisico, che genera evidentemente una situazione a dir poco angosciosa. Ci sembra importante puntualizzare le diverse condizioni in cui si trovano la donna e l'uomo al momento del pensionamento. La donna, specialmente nel caso più comune in cui lavora come casalinga, non accusa una rottura così intensa con il sistema di vita precedente, in quanto ella continua anche da pensionata, se in buona salute, il suo solito lavoro domestico. Ella semmai, ha già subito, nella maggior parte dei casi, un cambiamento abbastanza traumatico nel momento della separazione dai figli, che generalmente rappresentano lo scopo principale della propria vita.
L'emarginazione dell'anziano è iniziata con la scomparsa della famiglia patriarcale. In quel caso "il vecchio" occupava un ruolo importantissimo nell'ambito della comunità familiare. Egli era considerato quasi una persona guida, il saggio a cui si poteva far capo per consigli e suggerimenti. Si utilizzava la sua sapienza, la conoscenza e l'esperienza accumulata durante la propria vita. Da vari anni assistiamo, invece, a causa di uno sviluppo inumano del nostro modo di produzione, ad un isolamento dell'anziano, che ormai è diventato improduttivo e quindi inutile secondo una logica capitalistica. Di conseguenza rifiutiamo e restiamo indifferenti anche a tutto quel bagaglio culturale e di esperienza e conoscenze che l'anziano ha acquisito nel corso di tutta la sua vita.
Quest'ultimo problema ci sembra molto importante e degno di alcune considerazioni particolari. La prima amara considerazione è quella di constatare la nostra incapacità (o non volontà) di utilizzare quel capitale culturale posseduto dai nostri anziani. Ci sembra utile ribadire l'importanza della conoscenza delle nostre tradizioni, della nostra storia contadina, del fenomeno dell'emigrazione, delle vecchie tecniche di lavoro (è in progetto di sistemazione il vecchio torchio delle noci di Sonvico e quasi non ci si ricorda più come funziona) e di tutte quelle altre attività o altri fenomeni che hanno caratterizzato la vita della nostra gente. Tutto ciò è importante perché è la nostra storia, è la nostra cultura e non dobbiamo assolutamente perderla e dimenticarla. Per non perderla dobbiamo rivolgerci a coloro che l'hanno vissuta in prima persona, dobbiamo rivolgerci a coloro che troppe volte dimentichiamo in qualche ospizio.
Questa rivalutazione dell'anziano all'interno della comunità deve coinvolgerci tutti in prima persona, già a partire dall'età scolastica. La presenza dell'anziano nella scuola risulterebbe molto valida, sia per l'educazione del bambino che come esperienza per l'anziano.
Lavori di questo tipo, dove l'anziano entra nella scuola per parlare e discutere con i bambini sulla propria vita passata o per spiegare una particolare attività, sono già state svolte anche in Ticino con risultati molto positivi.
La stessa cosa si potrebbe fare anche da noi con un po' più di buona volontà, così cominceremmo finalmente a fare qualcosa di concreto per gli anziani.
A Sonvico ci sono, a parer nostro, dei problemi che vengono risolti senza batter ciglio e altri che invece invecchiano nei cassetti del Municipio. Fra quelli che filano a dovere citiamo la proposta di acquistare il sedime di proprietà delle Autolinee Regionali Luganesi a Dino per la bella cifra di circa fr. 300'000.-. Questo acquisto caricherebbe le finanze comunali di oneri non indifferenti, quali interessi, ammortamenti, manutenzione, ecc., chissà per quanti anni. Pur ben sapendo che detto sedime si trova in zona EAP (Edifici e Aree Pubbliche) del Piano Regolatore ed è quindi sempre a disposizione del comune qualora si presentasse la necessità per l'acquisto.
Una seconda proposta che, a quanto pare, sta molto a cuore ai pipidini, ai liberali e ai frazionisti, è quella di ridurre nuovamente il moltiplicatore d'imposta. Ciò potrebbe anche sembrare un'iniziativa tesa a favorire tutti i contribuenti, ma la realtà è un po' diversa. Infatti un simile agire favorisce maggiormente i contribuenti più ricchi, che si vedono una riduzione delle imposte dell'ordine di varie migliaia di franchi, mentre per i contribuenti che hanno un modesto salario la riduzione sarà di poche decine di franchi. Da questo piccolo fatto possiamo capire perché i partiti sopraccitati vengono solitamente definiti partiti borghesi. Essi, infatti, vogliono favorire le persone più facoltose, coloro che potrebbero permettersi di pagare senza difficoltà anche le imposte. Il nostro gruppo in un precedente consiglio comunale aveva fatto la proposta di ridurre le imposte in modo uguale per tutti, così si sarebbe potuto favorire la maggioranza dei contribuenti. Questa proposta venne accolta con risatine e rifiutata perché la loro legge non lo permette...
A parte ciò bisogna tener presente un altro problema strettamente legato con l'intenzione di ridurre il moltiplicatore d'imposta. Il comune di Sonvico, proprio in questo periodo, ha impellenti necessità finanziarie per attuare diversi progetti che interessano tutta la collettività. Ad esempio: il piano regolatore, il piano delle canalizzazioni, l'acquedotto, i sussidi al Consorzio Raggruppamento Terreni, il Consorzio Depurazione Acque del Medio Cassarate, ecc. Quindi, per ora, non vediamo dei motivi validi per dover ridurre il moltiplicatore d'imposta. I motivi per gli altri partiti forse vanno ricercati, come detto prima, nella volontà di favorire ben determinate persone. Voi che pensate?
Ci sono comunque ancora parecchie proposte o problemi che attendono ormai da troppo tempo una soluzione. Pensiamo, ad esempio, al vincolo imposto ai proprietari di terreni adiacenti le scuole comunali. E' ormai da parecchi anni che questi proprietari non possono disporre dei loro terreni, questa è una situazione molto penosa soprattutto per coloro che legittimamente pensavano di costruire la propria casetta. Anche se si sussurra che qualcosa si sta muovendo al proposito, sarebbe ora e tempo di decidere per una soluzione, magari vagliando la possibilità di mettere a disposizione dei proprietari che lo desiderano degli appezzamenti che possano ancora essere inseriti in zona edificabile.
Parlando di acqua potabile ci meraviglia non poco l'intervento fatto in Consiglio Comunale dall'on. dott. Franco Ghiggia in cui biasimava il Municipio per non aver presentato i due progetti possibili, la sorgente d'Isona e il torrente Franscinone, per la captazione dell'acqua, in base ai quali l'esecutivo avrebbe dovuto scegliere la soluzione più a buon mercato. Secondo noi, in casi simili, non bisogna assolutamente fare una questione di prezzo, in quanto si tratta di distribuire nel miglior modo possibile un elemento indispensabile e di primaria importanza per tutti.
Vogliamo quindi invitare il Municipio ad adoperarsi per il sollecito compimento delle opere che ancora rimangono da eseguire e auspichiamo pure che lo stesso si interessi sulle possibilità di installare un impianto di filtrazione per eliminare, nel limite del possibile, quegli inconvenienti (ruggine, depositi vari, ecc.) che causano danni notevoli alle canalizzazioni pubbliche e private. Questa situazione ha obbligato non pochi utenti a munire i loro impianti di appositi filtri dal costo non indifferente.
Un altro problema che ci sta a cuore è quello degli anziani. Alcuni dei nostri giovani compagni, come avete potuto leggere sul nostro periodico, tentano di analizzare i diversi aspetti che interessano la terza età. Vogliamo però aggiungere che il nostro gruppo ha già presentato una mozione per la costruzione di una casa per anziani, proponendo anche l'acquisto dell'Albergo Stazione di Dino, che a nostro avviso meritava un po' più di attenzione da parte del Municipio o meglio da parte di taluni membri dello stesso. Prova della mancata attenzione è che il Dipartimento Opere Sociali aveva, a suo tempo, fatto pervenire delle schede per una indagine atta a vagliare le necessità dei comuni entranti in considerazione per un eventuale consorziamento. Queste schede, non sappiamo bene per quale motivo, non sono state usate. Questa è, a nostro parere, una ulteriore prova della mancanza di volontà politica per tentare di risolvere un problema.
Due altri argomenti interessano la nostra gente: il raggruppamento terreni e il piano regolatore. Il primo, lo sappiamo, non è di competenza né del Municipio, né del Consiglio Comunale. Ormai questo piano si trascina stanco da troppo tempo, causando malumore e lamentele. Questa penosa situazione causa anche altri gravi scompensi. La nostra campagna, o parte di essa, è ormai ridotta a un cumulo di spine. Sarebbe quindi auspicabile una energica sollecitazione presso gli organi incaricati dell'esecuzione dell'opera invitandoli ad una maggiore incisività e impegno.
Il Piano Regolatore, non c'è dubbio, è un problema molto complesso che richiede ovviamente parecchio tempo per la sua preparazione. Ci dicono, ma non è la prima volta che questo progetto si trova a Bellinzona per essere esaminato dal dipartimento competente. Ma ciò che ci preoccupa maggiormente è la mancanza d'informazione e quindi anche l'impossibilità, da parte della popolazione, di intervenire con proposte, suggerimenti o richieste di chiarimenti.
Il nostro gruppo aveva appunto richiesto l'organizzazione di pubbliche riunioni, con la presenza di esperti, cosicché la popolazione potesse anch'essa esprimere le proprie esigenze e intervenire con domande varie.