Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino


Contatti: aprile 1980, Numero 3
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Vai... Bilancio di un esperienza quadriennale
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Editoriale

Le prossime votazioni comunali rappresentano per il nostro gruppo una buona occasione per chiarire e specificare meglio a tutti chi siamo e cosa vogliamo. Il Gruppo Socialista Sonvico-Dino vuole raggruppare tutte quelle persone che intendono portare avanti un modo diverso di fare Politica e quello solitamente fatto dagli altri partiti presente nel comune.
La parola politica, dal greco politikos, che vuole dire "corrente, comune", indica in sé il significato e la pratica a cui noi vorremmo si giungesse per intervenire nella vita pubblica. Se si parla di "corrente", "comune", s'intende qualcosa di attuale che interessa e coinvolge tutti. Risulta quindi evidente che la vita di un comune non riguarda unicamente sette municipali e ventisette consiglieri, ma interessa principalmente tutti gli abitanti del paese, perché essi ci vivono ed hanno il diritto di cercare delle soddisfazioni ai bisogni della propria vita.
Bisogna perciò intervenire, in modo diverso, per salvaguardare gli interessi di tutta la comunità, preservare, ad esempio, l'ambiente naturale dall'inquinamento e dalla speculazione edilizia (necessità di un piano regolatore, però non scelto, studiato, e attuato solo da un manipolo di esperti, ma ragionato e discusso pubblicamente con tutti gli interessati, come chiesto in Consiglio Comunale dal nostro Gruppo). Dare a tutti la possibilità di utilizzare quei beni importanti e indispensabili nella nostra vita quotidiana: possibilità di usufruire dell'acqua (possibilmente non rossa), consentire a tutti di utilizzare le strade ed i viottoli (anche d'inverno), i sentieri (anche quello occupato dal signor Gasser che, a quanto pare, come vari altri a Sonvico, ha maggiori privilegi di noi umili cittadini). Migliorare inoltre altri servizi per il pubblico, come ad esempio la Cancelleria Comunale (a quanto si sente dire le prestazioni che essa offre non soddisfano sempre i richiedenti).
Per risolvere questi problemi e ricercare altri bisogni inespressi, noi intendiamo prima di tutto lavorare in un modo diverso, vogliamo cioè promuovere un'attività alla base per poi organizzare, a dipendenza delle necessità, serate d'informazione o manifestazioni varie, oppure proporre ed attuare (se ne abbiamo la forza) nel Consiglio Comunale e nel Municipio proposte reali. E sarà a questo momento che il Consiglio Comunale ed il Municipio non saranno più dei semplici organi amministrativi, ma rappresenteranno l'espressione e la volontà della popolazione. Questo diverso modo di lavorare abbiamo tentato di iniziarlo con la pubblicazione del nostro giornale. Con esso, infatti, raggiungiamo tutti gli abitanti del nostro Comune e cominciamo a creare le condizioni per aprire un dibattito, informando e proponendo le nostre idee, che dovrebbero sollecitare un po' tutti ad una partecipazione alla vita politica e culturale che ci sta attorno.

Noi non abbiamo la pretesa di creare il socialismo a Sonvico, vogliamo però cercare di raggruppare tutti coloro che alla sera ritornano stanchi dal lavoro, le casalinghe, i pensionati, ecc. per prendere coscienza tutti assieme che gli interessi e i bisogni di chi lavora sono gli stessi, e in seguito lavorare e lottare per il soddisfacimento di questi bisogni, dimostrando così, tra l'altro, che anche fare politica può essere bello e gratificante. Siamo coscienti che ciò non potrà essere realizzato facilmente e in poco tempo, ma ci sembra comunque importante intraprendere un lavoro di questo tipo proprio perché la partecipazione ad ogni livello della popolazione nel proporre soluzioni e nelle decisioni, senza delega alcuna, é uno dei concetti base di ciò che noi intendiamo come democrazia.

"E soprattutto, compagni, non bisogna dire: non so, non sono esperto, non so parlare, non c'è bisogno di me: il paese ha bisogno in primo luogo dei lavoratori, degli uomini e delle donne semplici; ha bisogno di impegno; di partecipazione, di tensione democratica e ideale".

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Bilancio di un esperienza quadriennale

Il 16 febbraio 1976 il PST, PSA e PdL sottoscrivevano in vista delle elezioni comunali per il quadriennio '76-'80 un documento dal titolo:
V "Per un forte movimento d'opposizione di sinistra nelle istituzioni e nel paese".

Si realizzava così, su piano cantonale, l'accordo unitario della sinistra.
L'accordo mirava:

1. al rafforzamento della sinistra e l'opposizione alla politica dei partiti storici nei comuni.

2. a sviluppare un'alternativa socialista nella gestione dei Comuni e a lottare per le riforme d'interesse sociale e culturale.

3. a promuovere l'informazione e la partecipazione della popolazione attorno ai problemi locali.

I risultati ottenuti nel 1976 confermarono la giustezza della linea scelta, risultati che permisero ai rappresentanti della sinistra di:

- essere più numerosi nei consigli comunali e nei municipi;

- di sviluppare una politica d'opposizione alla gestione clientelare dei partiti storici nei comuni;

- di svolgere un lavoro d'informazione e controinformazione della popolazione mediante la diffusione di fogli locali.

Una valutazione pur sommaria dell'esperienza 1976-1980, ci porta a dare di quell'accordo una valutazione globalmente positiva

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Prospettive per gli anni '80

Nel corso del mese di febbraio, i tre partiti della sinistra ticinese (PST, PSA, PdL) hanno approvato il cosiddetto "Progetto di dichiarazione politica e piattaforma programmatica".
Questo accordo, essenzialmente costituito da due parti, cioè la "dichiarazione politica" e la "Piattaforma programmatica", non è una semplice elencazione di principi e di intenzioni, ma è soprattutto una presa di posizione della sinistra di fronte alla situazione politica odierna. Infatti l'accordo inizia con un preambolo in cui si fa il bilancio dell'esperienza unitaria dell'ultimo quadriennio, giudicato essenzialmente positivo; si passa poi all'analisi della posizione del comune nella realtà politica cantonale (esso "dovrebbe costituire un luogo di partecipazione diretta della popolazione alla soluzione di problemi che la interessano quali le infrastrutture, determinati servizi sociali, l'uso delle risorse finanziarie e del territorio") e successivamente al significato dell'accordo stesso e alla manifestazione di volontà di un'azione comune atta a potenziare, a livello cantonale, il ruolo politica e democratica del comune.
Spetta ora alle sezioni e ai gruppi locali fare in modo che tale accordo divenga operativo e possa quindi permettere la realizzazione di risultati oggettivamente favorevoli a tutta la sinistra.

Nel nostro comune abbiamo già vissuto nello scorso quadriennio l'esperienza dell'unità di sinistra. L'esperimento va considerato globalmente positivo; vi è stato infatti un rilancio d'interesse per la politica nei militanti di sinistra. Vi è stata in generale una consonanza di idee tra i due rappresentanti della sinistra in Municipio, ed anche tra i membri del gruppo del consiglio comunale.
Tutti insieme abbiamo cercato di lavorare sui problemi comunali, ed ognuno ha dato il proprio contributo di idee e di tempo teso alla risoluzione dei problemi sociali.
Abbiamo preso coscienza del fatto che in questi quattro anni è stato possibile, all'interno della sinistra, lavorare insieme e ciò ci ha convinti a continuare su questa strada.
Ci presenteremo dunque alle prossime elezioni comunali con una lista unitaria denominata "Gruppo socialista" (PST - PSA - PdL - Indipendenti di sinistra).
Partecipano al nostro gruppo i militanti dei tre partiti della sinistra e quelle persone, che pur non essendo iscritte ad alcun partito, condividono le nostre scelte politiche e sono fautori di una politica veramente democratica che vada a beneficio dell'intera comunità. In base all'esperienza fatta abbiamo pure notato delle carenze nella nostra attività, in particolare per quanto riguarda il problema dell'informazione e coinvolgimento della popolazione: dobbiamo in futuro sforzarci di ovviare a tali lacune, assumendo un ruolo ancora più dinamico e trainante.
Per fare questo occorre che tutti diano il proprio contributo fattivo dedicando più tempo alla cosa pubblica: dobbiamo sforzarci di abbandonare un po' il privato per dedicarci di più al sociale.
Nel nostro comune il potere è detenuto dai partiti borghesi: basti pensare che abbiamo 2 municipali su 7 e 7 consiglieri comunali su 27. Tuttavia con un'azione costante e coerente possiamo far sentire la nostra voce ed anche influenzare le scelte politiche affinché il comune non venga gestito come un'azienda privata, ma bensì in modo democratico e socialmente aperto.
I principali punti programmatici per la nostra futura azione a livello comunale, possono essere così riassunti;

a) In generale la scelta di fondo deve orientarsi verso una politica dell'uso delle risorse comunali ancora disponibili a favore di interventi sociali, culturali e di difesa dell'ambiente, limitando sempre più quegli interventi urbanistici che vanno a favore di interessi privati e particolari, con denuncia in particolare del clientelismo.

b) In particolare:
Finanze
- uso prioritario delle risorse comunali per i servizi sociali e acquisto di terreni ed immobili.
- politica sociale e differenziata delle tasse e delle imposte indirette
- esenzione fiscale per beneficiari di rendite AVS/AI con reddito minimo vitale.

Problemi sociali
- creazione di servizi medico-assistenziali regionali
- studio e risoluzione del problema della casa per anziani sviluppando ulteriormente l'aiuto domiciliare
- realizzazione di strutture per i giovani.

Scuola
- promozione della partecipazione dei genitori alla gestione della scuola
- mantenimento delle attuali 5 sezioni nelle scuole elementari
- perizia circa lo stato attuale delle scuole, ristrutturazione delle stesse, ampliamento con formazione di una sala multi uso.
- Protezione dell'ambiente, in particolare difesa dell'ambiente naturale.

Cultura e sport
- promuovere attività culturali, ricreative e sportive (per creare occasioni di incontro e di vita collettiva per la popolazione, direttamente o tramite le società locali esistenti).

Uso del territorio
- democratizzazione della pianificazione territoriale
- coinvolgimento della popolazione sull'impostazione definitiva del piano regolatore
- estensione della proprietà pubblica
- acquisizione di aree da destinare ad uso pubblico.

Inoltre due punti devono essere rilevati come molto importanti:
Innanzitutto occorre presentare all'inizio una pianificazione dell'attività che si intende svolgere durante il quadriennio. Occorre pertanto analizzare quali siano le opere più importanti da realizzare, stabilire quindi un ordine di priorità e verificare il piano di attuazione dal punto di vista finanziario, accertarsi cioè se le finanze comunali permettano la realizzazione del programma.

Dobbiamo ora abbandonare la politica del giorno dopo giorno, finora praticata, che tende a favorire interessi particolari e privati a discapito di un armonioso sviluppo a favore della comunità intera.
Secondariamente occorre provvedere ad una debita informazione anche verso l'esterno, con bollettini d'informazione, dibattiti pubblici. Ciò è molto importante poiché per svolgere una politica veramente democratica occorre coinvolgere il più grande numero di cittadini ai problemi del comune: essendo la struttura comunale di dimensioni ridotte, ciò é senz'altro possibile ed attuabile.

Questi sono i principi programmativi dell'azione che il nostro gruppo intende sviluppare e portare avanti nel prossimo quadriennio.
Facciamo quindi caldo appello a tutte le forze di sinistra e a tutte quelle persone che condividono i nostri principi a volerci dare tutto il loro appoggio, sia in occasione delle elezioni del prossimo 27 aprile votando la lista del nostro gruppo, sia in particolar modo durante il corso del quadriennio, portando contributi di idee, di scritti, di lavoro, in modo costante e responsabile.





La cultura con i socialisti

All'inizio di una nuova legislatura, ci permettiamo di proporre alle Autorità che sortiranno dalle prossime elezioni del 27 aprile, alcune considerazioni sul nostro programma di politica culturale.
Anzitutto una premessa: fin qui, le nostre Autorità, e non solo le esecutive, salvo qualche modesto accenno, non si sono mai preoccupate di proporre iniziative atte a valorizzare la parte culturale e storica del nostro Comune.

La storia di Sonvico, l'antica storia, è particolarmente sconosciuta alla popolazione in età scolastica del Comune, E questo è tutto dire: l'unica pubblicazione che in modo giudicato dai più, ottimo, recava la nostra storia: "LA CASTELLANZA DI SONVICO", è da anni esaurita. Una sua riedizione era stata prospettata e studiata alcuni anni or sono, proprio, guarda caso, durante il quadriennio con il sindaco Soldati, ma poi, il problema è stato accantonato con lui.
E ci sarebbe di che vergognarsi se non si trovasse la volontà politica per proseguire.

La valorizzazione del nostro patrimonio, è stata purtroppo ultimamente messa in dubbio, dalla sistemazione al pianterreno della "CASA DELLA RAGIONE" dove, il Comune per primo, ha contribuito ad "abbellire" con dubbio gusto la facciata esterna. Inoltre, la mancanza di direttive da parte dell'ente pubblico anche verso gli interventi privati, ha forse irrimediabilmente compromesso una facciata che, per la sua originalità, marcava l'entrata al nucleo vecchio del paese.
Noi socialisti, chiederemo pertanto un intervento da parte delle Autorità, atto a ridare a questa facciata l'antica foggia, valorizzando nel contempo questa tipica costruzione.

Un altro segno dei tempi, che deve essere salvato, figura infatti sui prospetti turistici, l'iscrizione etrusca scolpita su un architrave e che è tuttora in uno stato pietoso.

L'appoggio delle Autorità verso un monumento quale la chiesa di San Martino, dovrà essere inteso a proseguire nella sistemazione interna.
La nuova strada forestale, porterà infatti il turista ad apprezzare e conoscere meglio questo monumento.

Il contributo a salvare questo segno di civiltà trascorse dovrà essere tangibile da parte delle Autorità e non soltanto, come ora assistiamo, con sbandieramento di contributi nel bollettino parrocchiale in occasione delle elezioni!

Per giungere finalmente al "Torchio delle noci", per il quale, noi socialisti, ci siamo sempre preoccupati, a cominciare dalla proposta del suo acquisto da parte del Comune, fino allo studio, ormai pronto, della sua sistemazione. Siamo per una soluzione sobria e senza sprechi, una soluzione che ci svegli dal "letargo" che è solo nostro e non, come affermato dall'Informatore, dell'Ente Turistico Regionale, il quale a questo proposito aveva versato un tangibile contributo per l'acquisto.

Certamente combatteremo contro mozioni, tipo l'ultima del Gruppo Liberale Radicale per l'abbattimento dello stabile e la creazione di posteggi!

Il turismo, data la posizione geografica del nostro Comune, potrebbe se opportunamente attirato, darci una mano ad uscire da un isolamento che ci deprime.

Noi socialisti lo auspichiamo vivamente e daremo la nostra collaborazione ad ogni iniziativa verso questi obiettivi.

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