| Contatti: marzo 1982, Numero 5 |
Riflessioni a voce altaSi discuteva, giorni fa, di elezione del Tribunale d'Appello e quasi senza accorgersene si cominciò a parlare di Partiti. Il nostro interlocutore, non è un compagno, ma un caro amico, ci disse che tutti i partiti sono uguali.Al che noi ribattemmo che dietro i partiti politici si trovano due sole tendenze: quella di colore che si preoccupano dei propri simili e quella di coloro che non se ne occupano affatto. Con questa nostra dichiarazione mettemmo un po' in imbarazzo il nostro amico, il quale ci rispose perentoriamente: "non faccio politica. La politica non mi interessa, è troppo complessa e non ci capisco niente". Queste frasi, e altre che hanno lo stesso senso, le usiamo spesso, troppo spesso. Tentiamo ora di riflettere sopra e di cercare che cosa c'è dietro a queste parole. "Non faccio politica, non mi interessa". Si dice questa frase allo stesso modo con cui si direbbe: "Sono un cittadino onorato e non sguazzo nel pantano, non voglio sporcarmi con la politica". Come se la politica fosse qualche cosa di cattivo, di sporco. Allora per rimanere puliti non facciamo politica, non occupiamocene. Ma siccome non possiamo lavarci senza bagnarci, succede che la politica si occupa di noi, di ognuno di noi. Le leggi, le imposte, i regolamenti sono il frutto della politica. Chi fa le leggi? Gli eletti dal popolo. Chi fa i regolamenti, chi fissa le imposte? Sempre gli eletti, e il governo che ne è l'emanazione. Chi sono dunque questi eletti le cui decisioni sono così importanti, così determinanti, così condizionanti per la vita quotidiana di ognuno di noi? Sono gli uomini che sono stati chiamati dal popolo, e scelti dal popolo, per amministrare a suo nome il villaggio, gestire il Cantone, dirigere lo Stato. Se non si fa politica, ci si rifiuta automaticamente di partecipare all'elezione dei rappresentanti popolari. Ci si astiene. Certo, astenendosi si esercita un diritto riconosciuto in democrazia. Ma, astenendosi , si perde nel contempo il diritto di criticare, discutere, di giudicare gli eletti, le leggi, le imposte, i regolamenti. Se non si partecipa alla scelta dei responsabili, non si può nemmeno prendere parte alla discussione sui loro atti, sulla loro politica. E' la logica che lo esige. Come si può chiedere la parola in una assemblea, 1'assemblea dei cittadini, dopo aver rifiutato d'entrarci? Il dibattito politico,, la discussione, concernono i cittadini. Il solo diritto che scaturisce dall'astensione e quello di tacere. E' di obbedire alle leggi, di pagare le imposte, come tutti gli altri. Tacere e obbedire; era cosi al tempo dei re e dei signorotti. I servi non avevano nessun diritto. dovevano tacere e obbedire. Ma il medioevo e lontano! Ogni cittadino, nel suo paese, in democrazia, può esprimersi, il primo modo di esprimersi è quello di votare. L'elezione è libera. Ci sono diversi candidati. Se nessuno ci soddisfa mettiamo nell'urna la scheda bianca, ma astenersi ,:rifiutare il gesto elementare del voto, è mettersi deliberatamente dalla parte dei sudditi, come al tempo del servaggio. Partecipare, invece, alla vita della comunità alla quale si appartiene, votare, esprimersi, tutto questo è essere cittadini. E significa già, lo si voglia o no, fare politica. In realtà il famoso "non faccio politica", nasconde due sentimenti, dei quali non si può essere fieri. Talora, è un comodo modo di nascondere precisi interessi di classe: siccome la politica non ha buona reputazione, si dichiara ad alta voce che la si ripudia, mentre ci si aggrappa sornionamente ai. propri privilegi, ai propri. vantaggi, ai propri beni. Altre volte, è una prova di egoismo impaurito; si ha paura di assumere la propria parte di responsabilità collettiva, si ha paura di scegliere durante un'elezione, si ha paura di scalfire 1'ordine costituito. Allora ci si ritira nella propria torre d'avorio. Che siano gli altri a discutere, decidere, votare, "non faccio politica io! Si dice anche che le questioni politiche sono difficili da capire. E' vero, non sono cose semplici. Niente è semplice a questo mondo. Per esempio: siete capaci di riparare il vostro televisore che si é guastato? 0 la vostra automobile, se non siete meccanici? No, evidentemente. Però nonostante questo, guardate la televisione, viaggiate alla guida della vostra vettura. Quando li avete acquistati, avete sce1to il televisore, la vettura. Amministrare un villaggio, governare uno Stato, é difficile. Se la vita locale, se lo Stato, subiscono un guasto, è molto più grave che un guasto alla televisione o all'automobile. Il tecnico, il meccanico elimineranno i guasti. In politica, si chiamano gli specialisti, persone che hanno esperienza e sapienza. Sono gli e1etti. Il vostro compito e di sceglierli bene. Poi di verificare se hanno svolto bene le loro mansioni. Non è chiesto all'elettore di sapere tutto, di avere un'opinione su tutto. Semplicemente, di fare uno sforzo di ascoltare gli argomenti degli uni e degli altri. Di soppesare, con buon senso e onestà, le loro spiegazioni. Poi, di scegliere il migliore fra i candidati. Ci si può sbagliare. Si può essere ingannati; chi può vantarsi di non aver mai commesso errori? Durante la successiva elezione se ne trarrà la necessaria lezione. Ma non bisogna lasciarsi impressionare dalla comp1essità degli affari pubblici. Compito del cittadino è quello, di scegliere, coloro i quali, a suo nome, governeranno per il meglio: e di controllare in seguito la loro attività. E' questo. la politica. Come definirla? La politica é: "l'arte di riunire in una unità armoniosa innumerevoli uomini diversi". In teoria tutti ammettono questa formula. Ma é una formula poetica e abbastanza vaga. E in pratica le difficoltà sorgono non appena è stata adombrata la, definizione. Per gli uni, il fine della politica, è di far vivere un paese, una comunità, di darle una organizzazione con delle leggi, di garantire la prosperità, il progresso dei suoi componenti, dei suoi abitanti. Per gli altri la politica è l'insierne dei mezzi che permettono di fare prevalere l'interesse generale, 1'interesse della collettività nel suo insieme, sugli interessi partico1ari di ciascuno. Torna all'indice... Piano regolatore e raggruppamento terreniFinalmente, dopo un parto durato quasi 10 anni, il piano regolatore (PR) del nostro Comune e giunto davanti al legislativo, il quale nelle sedute della scorsa estate 1'ha approvato con. solo qualche modifica di lieve entità.Vi è stata successivamente la pubblicazione del piano, con la possibilità di ricorso al Consiglio di Stato da parte dei cittadini e enti interessati. Il Municipio dovrà trasmettere gli atti con le proprie osservazioni ai singoli ricorsi (ciò che sta attualmente facendo) al Consiglio di Stato entro il termine di 6 mesi alla pubblicazione. Con 1'approvazione del Consiglio di Stato il PR entra in vigore. Tuttavia già. prima dell'approvazione tale piano ha un certo effetto anticipato, nel senso che è data facoltà al Municipio di bloccare quelle domande di costruzione- che risultano in contrasto con le previsioni del piano (cosiddetto "blocco edilizio"). In pratica quindi le nuove domande di costruzione dovranno essere conformi alle prescrizioni del PR. Il PR è un atto assai importante anche politicamente per il Comune, che travalica il valore contingente di rendere possibile 1'organizzazione razionale del territorio e lo sviluppo armonico del Comune. Se si parte dalla constatazione che i1 suolo e un bene limitato che non si può accrescere e che in Svizzera è oggetto di libero mercato, si può ben vedere come ogni qualvolta la domanda di suolo varia,, correlativamente varia il prezzo del terreno. L'incremento demografico, 1'industrializzazione, la svalutazione del denaro hanno esasperato il fenomeno dell'accaparramento del terreno con conseguente speculazione edilizia. Di riflesso si ebbero insediamenti disordinati, sperpero del suolo e riduzione progressiva dell'aerea agricola. Gli insediamenti disordinati causarono gravi costi alla comunità (si pensi alle spese per infrastrutturare i terreni), che andarono in genere a beneficio dei più forti economicamente, che potevano permettersi di accaparrarsi terreni agendo speculativamente sul mercato immobiliare. Si può quindi rilevare quale portata politica abbia i1 PR, inteso appunto quale mezzo pianificatorio che pone dei limiti giuridici entro i quali contenere gli eccessi di un libero mercato fondiario. Per quanto concerne il caso particolare del nostro PR, un. giudizio sulle scelte operate dall'autorità politica all'epoca dell'incarico conferito ai pianificatori e sul lavoro svolto da questi ultimi, é forse prematuro: una valutazione la si potrà fare dopo qualche tempo di applicazione del piano stesso, quando si potrà verificare se esiste discrepanza tra scelte fatte e tendenze naturali ed oggettive di sviluppo del paese. Un punto che riteniamo in ogni caso positivo è costituito dalla scelta operata di proteggere i due nuclei di Sonvico e di Dino e di non permettere uno sfruttamento intensivo e molesto (si pensi agli insediamenti industriali) del terreno, e ciò a salvaguardia della bellezza paesaggistica del nostro Comune. Di riflesso poi 1'approvazione del PR ha (o per lo meno dovrebbe) sbloccato la procedura di raggruppamento terreni che si trascina ormai da lunghissimi anni. E' chiaro che una sistemazione urbanistica del territorio comunale, senza una contestuale riordinazione particellare, preclude. una realizzazione armoniosa degli intenti del PR e quindi dello sviluppo del Comune. Il Municipio ha percepito questo fatto e sta ora facendo pressione sul geometra incaricato Ing. Malfanti affinché la procedura, sia portata avanti senza remore. Lo stesso ha promesso che nel corso dei primi mesi di quest'anno avverrà la pubblicazione del progetto di nuovo riparto particellare. Quindi ogni proprietario può presentare ricorso al Consiglio di Stato, entro 15 giorni dalla scadenza del periodo di pubblicazione contro il progetto di nuovo riparto. La decisione dei ricorsi è affidata alla Commissione di prima istanza contro le cui decisioni e data possibilità di ricorso in seconda istanza. Le decisioni della Commissione di seconda istanza sono inappellabili. Esaurita la procedura di ricorso, il Consiglio di Stato dichiara definitivo il nuovo riparto dei fondi. Come ben si può vedere, è imminente la pubblicazione del nuovo riparto. Con questo atto, che però non è ancora definitivo, i proprietari potranno finalmente conoscere 1'esatta ubicazione e i confini dei loro fondi. L'incertezza quindi che regna tuttora, in particolare nella zona agricola, circa 1'attribuzione e 1'ubicazione dei fondi verrà meno: ciascun proprietario pertanto potrà ora lavorare con una certa tranquillità 1'appezzamento di terreno a lui attribuito, senza incorrere nel rischio di vederselo attribuito in altra parte del territorio. Con la pubblicazione del nuovo riparto e 1'evasione dei ricorsi contro il PR sarà pertanto dato avvio all'ultima fase della pianificazione comunale, così da poter realizzare il postulato dell'organizzazione razionale del territorio e lo sviluppo economico del paese, dandogli forza legale vincolante. Torna all'indice... Potenziamento dell'acquedotto comunaleAll'inizio del quadriennio corrente il Municipio ha allestito un piano di legislatura; ebbene in questo piano il potenziamento dell'acquedotto figurava in ordine di priorità come terza opera in programma. Dopo la messa in ordine, o se volete il risanamento delle scuole elementari, l'approvazione da parte del Consiglio comunale del Piano Regolatore, si arrivava alla terza priorità: ossia il potenziamento del nostro acquedotto.Ora dopo aver risolto in parte la prima e la seconda opera in programma, per la terza il problema è ben lungi dall'essere risolto. La prima e forse più importante questione che il Municipio si è trovato di fronte era assai delicata e di difficile soluzione. Infatti si trattava di decidere, per poter affrettare i tempi, quale sorgente o acqua captare per potenziare l'acquedotto. Dopo aver misurato e controllato con lo Studio dell'ing. Malfanti e il laboratorio cantonale d'igiene, tutte le sorgenti del nostro territorio, le captazioni rimaste in predicato per il potenziamento erano due e cioè: a)quella della sorgente Isòna sopra il monte Mùrio a circa 1020 metri sopra il mare b)quella dell'acqua del fiume Franscinone in Val d'Usìn a circa 920 metri sopra il mare. L'esecutivo dopo parecchie sedute di discussione ha deciso per la captazione del fiume Franscinone e ciò principalmente per i seguenti motivi: 1) Il primo punto a favore del fiume in Vàl d'Usìn è la quantità di acqua che noi possiamo prelevare e portare alla stazione di filtraggio. Secondo studi elaborati dai nostri progettisti del PR in collaborazione con lo Studio dell'ing. Malfanti avremo negli anni a venire un fabbisogno di circa 900mq. di acqua giornaliero. Dalla sorgente dell'Isòna che dà circa 300 litri al minuto, porteremo nei nostri serbatoi circa 220 mq. di acqua al giorno, sommati ai 220 mq. che danno Giairora e Rosone, le nostre attuali sorgenti in esercizio, si ha un totale di 650 mq. di acqua al giorno; invece dal fiume Franscinone, con l'accordo del Dipartimento Cantonale competente, potremo prelevare 10 litri di acqua al secondo, cioè 600 litri al minuto, ossia circa 800 mq. e più al giorno. Così che per i prossimi vent'anni non dovremo più preoccuparci per soddisfare le esigenze di acqua potabile degli utenti. 2) Il secondo punto è un fattore costi: bisogna premettere che sia per l'Isòna che per il fiume Franscinone l'acqua dovrà essere filtrata mediante procedimento meccanico. Comunque analizzando da vicino i costi balza subito all'occhio la differenza di tracciato che esiste dalla sorgente Isòna al bacino di Roncarìsc, di circa 1000 metri lineari più lungo di quello che da Val d'Usìn porta a Rosone.Dunque già da, questo profilo le spese di realizzazione risultano raddoppiate prima di tutto anche per 1'impervio tracciato dove si vorrebbe posare la tubazione, e secondariamente poiché dovremmo costruire delle camere di rottura data la forte pendenza del tracciato. 3) 3) Il terzo punto è un fattore giuridico. Voi tutti sapete, che la sorgente dell'Isòna alimenta il fiume da dove il Comune di Paradiso preleva 1'acqua da portare al prato filtro di Cima Pönte che serve poi a soddisfare le necessità di alcuni Comuni del luganese, che fanno appunto capo all'acquedotto comunale di Paradiso. 4) Con la pubblicazione della domanda di captazione della sorgente Isòna, il Comune di Paradiso, molto probabilmente interporrebbe ricorso; dovremmo perdere ulteriore tempo nel disbrigo di queste pratiche, e state pure certi che il potenziamento del nostro acquedotto subirebbe un notevole ritardo, ritardo che il nostro Comune non può più permettersi date le circostanze. Sulla base di questi fattori e altri meno importanti qui non menzionati, il Municipio ha deciso per potenziare 1'acquedotto comunale, il prelevamento dell'acqua del fiume Franscinone in Val d'Usìn. A questo scopo e stato incaricato lo Studio dell'ing. Malfanti già progettista delle prime due fasi, di allestire piani, progetti e capitolati, nel più breve tempo possibile onde garantire senza. ulteriori remore alla nostra popolazione un'acqua decisamente migliore sia in quantità che in qualità. Torna all'indice... |