Nella natura dell'uomo é sempre presente la ricerca del miglioramento della propria condizione, sia materiale che spirituale. Grandi investimenti si fanno nella ricerca per il miglioramento della vita, ma, come ogni medaglia ha il suo rovescio, enormi investimenti vengono fatti nella ricerca della distruzione, nella ricerca di armi destinate a compiere stragi immani, destinate a far scomparire ogni forma di vita dalla terra. Se l'uomo arrivasse a capire le enormi forze che vanno perdute nell'armamento, non potrebbe più capacitarsi ed adagiarsi a vivere accanto a tanti sprechi, ma dovrebbe farsi una ragione di vita nella lotta per la pace. Ogni e qualsiasi arma dovrebbe essere bandita dalla faccia della terra per permettere una vita che vale la pena di essere vissuta. Tra le molte teorie che predicano l'uguaglianza, la fratellanza e la libertà, va considerato, e non ultimo, il socialismo, cioè la concezione di una società in cui si realizzi una piena eguaglianza sul piano giuridico, sociale ed economico, Con questa teoria si sono apportati in Svizzera molti vantaggi a favore dell'emancipazione della classe lavoratrice, specialmente negli anni dopo l'ultima guerra. Il popolo lavoratore svizzero, grazie al lavoro dei socialisti, ha potuto migliorare notevolmente la sua posizione, sia materiale che spirituale (vedi AVS, Ass, disoccupazione). Ora, nelle spire della retrocessione economica, la classe che detiene il potere (la destra, per intenderci) tenta con ogni mezzo di ridimensionare le conquiste sociali così duramente ottenute, a favore del meno Stato, ciò potrebbe significare tornare agli anni dei nostri padri (vedi riduzione dei sussidi e tagli alle spese sociali). E' auspicabile che tutti i lavoratori si rendano conto di questa realtà al fine di essere pronti a reagire. Due sono i problemi prioritari, che nessuno deve dimenticare: il mantenimento delle conquiste sociali e la lotta per la pace. Il socialismo è la garanzia per il conseguimento di queste due componenti, si deve perciò dar maggior peso all'azione socialista ad ogni livello, pensando e meditando a queste cose prima di mettere la scheda nell'urna.
Al termine di questa legislatura assume carattere rilevante, la valutazione in genere negativa dell'alleanza di sinistra che non ha funzionato nei principali Comuni. Per cui si é ritenuto non più opportuno riproporre tale esperienza, per lo meno a livello cantonale. Ci si è resi conto che ogni situazione locale ha le sue peculiarità che devono essere valutate attentamente dai militanti del partito allorché si accingono a mettere in pratica gli indirizzi programmatici.
Nel nostro comune è oramai prassi consolidata da due legislature che la sinistra si presenti unitaria sotto la denominazione "gruppo socialista". Considerata la positiva esperienza nel passato anche per questa legislatura la sinistra si presenta unita alle prossime elezioni comunali.
Il nostro programma non é una elencazione roboante di intenzioni che poi mai si potranno realizzare, ma una elencazione di problemi concreti che si spera poter realizzare nel prossimo quadriennio anche con la collaborazione di altre forze politiche. In effetti a livello comunale occorre occuparsi e preoccuparsi di problemi concreti in modo da migliorare la situazione generale del Comune. Dobbiamo inoltre tener conto della nostra limitata forza politica (non siamo infatti il partito di maggioranza) e di conseguenza dobbiamo cercare di coinvolgere e convincere altre forze politiche per portare avanti i nostri postulati,
Tra i problemi che dovremo affrontare e cercare di risolvere nella legislatura che viene, possiamo annoverare:
a) La continuazione del potenziamento delle infrastrutture comunali ( nuovi tratti stradali, fognature, sostituzione di vecchie tubazioni dell'acqua potabile). In questo campo dobbiamo recuperare ritardi accumulati nei tempi addietro. In particolare risulta di impellente necessità la soluzione del problema dei posteggi: in effetti la situazione nei vicoli e piazze dei nuclei si è fatta insostenibile.
b) L'istituzione di un ufficio tecnico (comunale? consortile? ) per l'esame di progetti di costruzione, direzione lavori, controllo preventivi consuntivi, ecc.).
c) Sistemazione e utilizzazione edifici scuole comunali e maggiori a Dino, piazzale ARL.
d) Revisione del regolamento comunale e di quello dell'acqua potabile.
e) Promuovimento dello studio della toponomastica comunale.
f) Studio di un centro sportivo, in collaborazione con le associazioni sportive del Comune, ed in particolare in favore dei giovani.
g) Potenziare il servizio di aiuto domiciliare.
h) Proteggere attivamente i nuclei e fissare una destinazione d'uso ( primaria, secondaria) delle abitazioni.
i) Potenziare e attualizzare l'informazione della popolazione.
l) Privilegiare la formazione di aziende e uffici intercomunali in alternativa ai consorzi.
m) Elaborazione di un piano finanziario come strumento di pianificazione (fissazione di priorità ) della politica comunale.
Per cercare di attuare se non tutto, almeno gran parte del programma sovraesposto, è necessario che il nostro gruppo, rappresentante tutta la sinistra esca rafforzato dal prossimo confronto elettorale. Esortiamo quindi tutti i nostri militanti, nonché tutti i cittadini che approvano il nostro programma e che credono nella serietà di azione e di lavoro dei nostri rappresentanti a darci il loro appoggio in occasione delle elezioni del prossimo 8 aprile.
L'imminente rinnovo dei poteri comunali, invoglia i diversi gruppi politici ad allestire programmi, far promesse, al fine di far presa sugli elettori sicuri e su quelli potenziali. Capita sovente di ricordare i piccoli successi del proprio partito nell'ultima legislatura.
In questo scritto vogliamo semplicemente dare un'idea di quello che ci sembra siano i punti fondamentali dell'attività del legislativo e dell'esecutivo in questo quadriennio. Tanto più che è stato eccezionalmente importante, perché il lavoro svolto é stato intenso e i messaggi passati al vaglio del Consiglio Comunale erano numerosi e impegnativi sotto ogni punto di vista.
Elenchiamone i più significativi:
Novembre 1980
Accettato il credito di fr 150'000.-- per il pagamento del contributo fisso allo Stato, per la correzione della strada nell'abitato di Dino.
La situazione era disagevole e durava ormai da troppo tempo Il nostro gruppo ha dato l'adesione a questo messaggio, proponendo però al C. C. di adottare una risoluzione nella quale si invitava il Consiglio di Stato a comunicare al nostro municipio la data dell'inizio dei lavori. La risoluzione e stata accettata dal legislativo.
Aprile 1981
Respinto il messaggio del municipio chiedente un credito di fr 453'000.- per la sistemazione dell'attuale edificio scolastico. Il nostro gruppo era contrario all'unanimità a questo messaggio. Le motivazioni di questo voto negativo sono state ampiamente illustrate sul precedente numero di "Contatti". Comunque secondo noi la soluzione indicata dal municipio non era felice: non ci siamo limitati a respingerlo "tout-cour", ma tramite una mozione abbiamo proposto una soluzione più completa e ottimale.
Purtroppo non é stata accettata dal C. C.
Luglio 1981
Accettato il Piano Regolatore, Evento abbastanza notevole perché lo studio durava da più di un decennio.
Questo ha permesso oltretutto di poter concludere l'ancor più annoso problema del R.T., i cui i piani sono già stati esposti e una commissione sta tuttora esaminando i ricorsi.
Maggio 1982
Accettato il credito di fr 306'000.-- per la realizzazione del nuovo tronco di fognatura Pian-Versce-Oglia. Si trattava di dar inizio al tronco prioritario di canalizzazioni, visto il forte sviluppo abitativo in questi ultimi anni. I lavori sono in corso.
Maggio 1982
Accettato il credito di fr 306'000.-- per la sistemazione di alcune strade comunali a Sonvico e a Dino, e più precisamente:
- accesso al campo sportivo
- strada degli Orti
- accesso al laghetto AECM, strada ex RT 4a e 4b a Dino.
Queste opere si sono rese necessarie anche perché queste strade richiedevano frequenti e costose manutenzioni. I lavori sono conclusi.
Maggio 1982
Accettato il credito di fr 645'000.-- per l'attuazione della lll fase dell'acquedotto comunale. (V. "contatti" no, 5 e no. 6) Il messaggio originale proponeva ca. 100'000.- fr. in più per un quadro di controllo a distanza. Il C.C. non ha ritenuto quest'ultimo indispensabile, ma dopo una visita a diversi acquedotti già operanti e dopo attenti esami, il nostro gruppo tramite una mozione ha riproposto la reintroduzione del telecomando. A nostro avviso é indispensabile.
Maggio 1982
Accettato il credito di fr 168'000. - per il riattamento dello stabile del "Torchio delle noci".
Per fortuna non si e' dato credito a proposte assurde di demolizione (mozione PLR), che avrebbero privato il nostro comune di una delle più originali ed antiche macchine rurali. I restauri sono ora terminati e una commissione speciale del municipio sta lavorando anche con la collaborazione di esperti cantonali per allestire un museo. L'inaugurazione é prevista per la fine di questa primavera.
Luglio 1982
Accettato un credito di fr 203'000.-- per l'anticipazione dei lavori per il collettore depurazione acque a Dino. Visto l'inizio dei lavori nell'abitato di Dino é stata buona scelta quella di anticipare i lavori per il collettore. Questo ha permesso di evitare in futuro spese inutili quale la nuova rottura del fondo stradale e il conseguente rifacimento della pavimentazione. Lavori costosi e disagevoli.
Luglio 1982
Accettato un credito di fr 66'000.-- e di fr 49'800.- per la posa della condotta di acqua potabile rispettivamente per il tronco fognature nell'abitato di Dino. Anche qui si é colta l'occasione di far coincidere queste realizzazioni con i lavori già in corso, sempre per i motivi elencati prima.
Dicembre 1983
Accettato un credito di fr 306'000.-- per l'acquisto del piazzale ARL a Dino. L'acquisto di quest'area (che già da tempo era ad uso del comune) é di interesse pubblico. Diventerà così per il futuro un prezioso sedime a disposizione del nostro comune per realizzazioni non tutte ancora definite.
Dicembre 1983
Respinto un credito di fr 75'000.-- per lo studio del P. P. per la protezione del Nucleo di Sonvico. Per il commento rimandiamo allo scritto "Un'occasione perduta" di questo "Contatti".
Anche in questo passato quadriennio riteniamo di aver lavorato con coscienza e di aver collaborato con le altre forze politiche in modo costruttivo per risolvere i diversi problemi del nostro comune.
Le nostre idee (e naturalmente le proposte dei simpatizzanti raccolte durante le assemblee) prima di essere sottoposte ai consessi comunali, sono sempre state ben meditate in seno al nostro comitato, e si sono caratterizzate per la loro concretezza in modo da facilitare il compito alle commissioni.
Nella seduta del mese di dicembre 1983 il Consiglio Comunale ha respinto (12 contrari, 7 favorevoli, 2 astenuti) il messaggio municipale chiedente un credito di fr. 75'000.-- per l'allestimento di un piano particolareggiato di protezione del nucleo di Sonvico.
Tra le motivazioni dei fautori, il richiamo all'art. 34 del Piano Regolatore (approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta del mese di luglio 1981, e che prevede appunto tale piano particolareggiato) e, in generale, l'opportunità, più volte ribadita, di difendere meglio che in passato il notevole legato storico lasciatoci dai nostri padri. Non sempre chiari e coerenti, e soprattutto troppi gli argomenti degli oppositori. Tra l'altro una gustosa documentazione fotografica ( a colori) a definitiva e perenne dimostrazione che a Sonvico da proteggere non rimane oramai più nulla ( meglio così, possiamo risparmiare 75'000 fr.?)
E' nostra impressione che i punti importanti del dibattito sul nucleo fossero, in realtà, almeno due (e quasi sempre confusi tra loro ).
1) Il riconoscimento del valore storico del nostro villaggio e, in generale, la necessità di proteggerlo.
2) L'opportunità di accettare ( se d'accordo sul punto 1 ) senz'altro ( senza maggiori garanzie) il
messaggio municipale.
1) VALORE DEL NUCLEO.
Non possiamo che rammaricarci per il qualunquismo e la faciloneria che informano il rapporto di minoranza, nel quale viene combattuta persino l'idea di un intervento a tutela del nostro centro storico. A questo proposito, tanto per dire pane al pane, ci basta ricordare che un grande uomo di cultura del passato ebbe a scrivere che il grado di civiltà di un popolo si misura anche dalla cura che lo stesso riserva alla conservazione dei monumenti del proprio passato (e non può trattarsi sempre della torre di Pisa o dei bronzi di Riace).
E pensiamo sempre che non é assolutamente possibile (soprattutto in questi anni in cui tanto si parla di riscoperta e valorizzazione del nostro passato) affermare in buona fede che il nucleo di Sonvico, preso nel suo insieme, nella sua struttura urbanistica e architettonica (origine medievale e successive sovrapposizioni) non é degno di particolare attenzione.
2) (S) FIDUCIA NELL'AUTORITA', NEI BUROCRATI, NEI PIANIFICATORI.
E' sempre difficile cogliere il senso di un voto negativo in un campo così ricco di implicazioni, anche personali, oltretutto in una situazione di disinformazione e di incertezza generale.
In parte il rifiuto é sicuramente dovuto alla diffidenza della nostra popolazione nei confronti di ogni intervento pianificatore calato dall'alto. Diffidenza ampiamente giustificata e che condividiamo (basti pensare alle esperienze negative del recente passato, anzi tuttora in corso, come l'elaborazione del Piano Regolatore e del Raggruppamento Terreni, o il non sempre trasparente funzionamento della procedura in materia di licenze edilizie, dentro e fuori dal nucleo).
Ci sembra quindi più che comprensibile che, in tale contesto, il piano particolareggiato non possa essere recepito che come un nuovo inasprimento delle già discutibili norme vigenti; e diamo atto a coloro che hanno votato contro del buon senso di chi rifiuta di sottoscrivere cambiali in bianco.
Purtroppo, però, in questo modo é stato rifiutato anche quanto di positivo ci si poteva ragionevolmente attendere da un piano particolareggiato, se allestito con un minimo di serietà professionale. E i riferimenti agli aspetti progressivi e dinamici non sono certo mancati, da parte dei sostenitori.
In particolare, pur nella generale ignoranza (anche nostra, beninteso) della natura di un piano particolareggiato, abbiamo rilevato l'esigenza di voler superare il mero e statico conservatismo che tutti conosciamo, per un approccio, diciamo, funzionale, atto a risolvere in via prioritaria i problemi attuali, e non (solo) quelli posti dal passato.
Non si tratta, infatti, tanto di ricercare parametri che regolino l'aspetto esterno degli stabili (dimensioni e forma delle finestre, tipo di copertura, aspetto delle facciate, ecc.), quanto di conciliare le moderne esigenze abitative col rispetto e la conservazione di un complesso urbanistico degno, lo ripetiamo, di tutte le nostre attenzioni. Ci sembra cioè oltremodo prioritario trovare gli strumenti per poter garantire e migliorare le condizioni di abitabilità delle vecchie case del paese, affinché esse possano (ri)acquistare interesse come abitazioni primarie. E arginare così il progressivo scadimento a luogo privilegiato per residenze secondarie, con tutte le conseguenze del caso in termini di svuotamento (e quindi di morte) del nucleo.
Questo ci sembra tanto più urgente quando pensiamo che mentre molte abitazioni del nostro villaggio diventano case di vacanza (disabitate per la maggior parte dell'anno), molti nostri giovani, ma non solo giovani, sono costretti a trasferirsi altrove perché non trovano una sistemazione al loro paese, In fondo è la popolazione, la gente che ci vive che fa vivere, e quindi in definitiva che valorizza un centro storico, quale che sia l'oggettivo valore storico e artistico. Che cosa c'è di più debilitante di un villaggio trasformato in museo all'aperto ?
Concretamente, riproporremmo l'argomento in Consiglio Comunale e cercheremo di fare in modo che quest'altra volta nulla venga tralasciato affinché la popolazione possa conoscere e apprezzare tutti i potenziali benefici offertici da un buon lavoro di pianificazione nell'ambito del nostro nucleo. Si tratterà in fin dei conti di fare finalmente ciò che andava fatto fin dall'inizio, con un iter che dovrebbe avere (almeno) le seguenti caratteristiche:
1) Adeguata opera di informazione della popolazione da parte di persone competenti.
2) Garanzie sulla serietà professionale degli eventuali esecutori.
3) Possibilità di controllo da parte della popolazione in ogni fase dell'allestimento del piano.
E se anche in questo caso il nostro legislativo rifiuterà il credito, allora forse, saremo autorizzati a parlare di incultura. Adesso no, in ogni caso.