Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino


Contatti: ottobre 1987, Numero 9
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Vai... Ponte di Spada: fine di un mito?
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Vai... Parrocchia - Comune: una disputa ottocentesca
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Elezioni federali

Plinio Bernardoni candidato al Consiglio nazionale.

Facendo il punto al termine della presente legislatura, una constatazione si impone: non abbiamo bisogno di nuovi programmi politici, ma di azione politica. La politica ha urgentemente bisogno di agire, non di esaminare; di decidere, non di frenare. Non ci possiamo più permettere di avere una seconda Tchernobyl o una seconda catastrofe chimica come quella di Basilea. L'inquinamento atmosferico ha raggiunto un livello allarmante: la salute delle nostre foreste si aggrava sempre più. Più di 3500 medici svizzeri hanno lanciato un appello urgente alle autorità cantonali e federali affinché prendano delle misure d'urgenza atte a far fronte alla situazione. Non solo la salute delle piante, ma anche quella delle persone, in particolare di quelle più deboli, cioè dei neonati, dei bambini in tenera età, degli anziani, delle donne incinte, é messa in pericolo. Occorre pertanto agire con fermezza e con urgenza.

LA POLITICA DEI PARTITI BORGHESI
Se a parole e nei loro proclami elettorali i partiti borghesi si dichiarano senza riserve per la protezione dell'ambiente e per la sicurezza sociale, alla prova dei fatti, cioè quando bisogna decidere, oppongono remore di ogni genere: ed avendo essi la maggioranza in parlamento bloccano o rendono inefficaci le misure che si adottano. Ad esempio, in occasione della discussione davanti alle camere federali sulle misure urgenti sulla lotta contro l'inquinamento atmosferico, la maggioranza borghese, pur approvando determinate misure, si é opposta a quelle più restrittive, sostenute dalla sinistra, come il razionamento della benzina o l'introduzione del limite di velocità a 100 km/h sulle autostrade e a 80 km/h sulle altre strade. In particolare poi, quando si tratta di misure che comportano oneri finanziari e restrizioni alla crescita economica indiscriminata, i partiti borghesi oppongono il loro veto.
Per evitare i rischi di una eventuale guerra allora non vi sono limiti di spese. L'esercito ad esempio ci costa all'incirca 3,5 miliardi di fr. l'anno e tali spese non sono ritenute eccessive dalla maggioranza borghese. Per contro, per il risanamento delle foreste e dell'ambiente in generale i fondi sono scarsi e le misure poco incisive. Nel corso dei prossimi anni, la Svizzera avrà portato a termine il programma della protezione civile. Noi siamo dunque pronti a parare dei rischi unicamente ipotetici, mentre ci troviamo senza alcuna difesa di fronte a dei rischi che sono reali ed effettivi che ognuno di noi può constatare.

LA TARIFFA ECOLOGICA
Le organizzazioni ecologiche hanno lanciato la loro "tariffa ecologica", una specie di classifica tra i consiglieri nazionali per rapporto al voto da loro dato in materia ecologica. Sulla base di 16 votazioni per appello nominale che concernevano importanti rivendicazioni nel campo della protezione dell'ambiente, la tabella ha dimostrato che il gruppo socialista è il più ecologico. Tra gli 11 parlamentari che hanno raggiunto il massimo dei punti, 7 appartengono al gruppo socialista. La stessa situazione la si può osservare nel campo sociale. In tale ambito persino delle proposte benviste dal Consiglio federale, hanno trovato l'opposizione in Parlamento della maggioranza borghese, la quale ad esempio ha apportato dei tagli nella legislazione sull'assicurazione malattia, nella revisione del diritto sui cartelli ed in quello delle S.A.

LA TARIFFA SOCIALE
Anche la "tariffa sociale" lanciata dal PS é indicativa di tale situazione. Prendendo in considerazione 10 votazioni per appello nominale concernenti importanti rivendicazioni sociali, é risultato che su 93 parlamentari che presero parte a tutte le votazioni, 32 ottennero il massimo dei punti. La ripartizione per gruppo é la seguente: 28 del PS, 2 dell'Anello degli Indipendenti, 2 del PDL/PSA/ POCH.
Come ben si può vedere, la coscienza sociale e quella ecologica non sono i punti di distinzione della maggioranza borghese alle Camere. Il paese necessita di un parlamento migliore, più innovatore, più aperto alle nuove idee. Per raggiungere questo obiettivo é necessario che il cittadino elettore dia ampio appoggio ai partiti di sinistra.

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Ponte di Spada: fine di un mito?

Giovedì 8 ottobre si è svolta l'attesa serata informativa sul Piano viario organizzata dal Municipio, presenti il signor Gianini, segretario del la Regione Valli di Lugano (RVL), e l'architetto progettista del Piano, signor Silvestro. Se abbiamo ben interpretato gli umori della sala (piuttosto affollata, tanto che é stato necessario il ricorso a sedie supplementari), il secolare entusiasmo per il collegamento con Tesserete si é notevolmente ridimensionato in questi i ultimi anni. Si sono infatti espressi contro la costruzione della strada praticamente tutti coloro che sono intervenuti nell'animata discussione. Presentiamo brevemente i principali motivi. dell'opposizione, riservandoci di tornare sull'argomento nel prossimo numero.
-- Il collegamento Dino-Tesserete va visto come parte del collegamento Viganello-Taverne, vera e propria tangenziale Nord dell'agglomerato luganese, con notevole aumento del traffico di transito.

-- Il nostro polo economico, sociale, culturale é Lugano, non Tesserete. In questo senso la stessa RVL é una costruzione artificiosa, e un collegamento con Tesserete, sicuramente necessario 50 anni fa, non ha più ragione di essere, dati gli alti costi ambientali.

-- Non esiste un piano globale del traffico per il Luganese che comprenda anche i trasporti pubblici. Si allarga una strada di qua, se ne costruisce un'altra di là, si scava una galleria senza un disegno prestabilito. Perché dovremmo essere noi a pagare le conseguenze di tanto dilettantismo? (traffico vuol dire inquinamento, pericoli, intralci stradali). Anche in Capriasca ci sono fortissime opposizioni (Cagiallo, Lugaggia, Vaglio, per esempio).

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Nuove ciclopiste in Ticino: in ottobre un'iniziativa

Il 19 ottobre inizierà nel nostro cantone la raccolta delle 7000 firme necessarie per convalidare l'iniziativa per la realizzazione di ciclopiste. Noi riteniamo importante sostenere e realizzare tutti quegli interventi che si pongono come alternativa al traffico motorizzato e che diano perciò la possibilità ad ognuno di scegliere liberamente come comportarsi al riguardo. Per questo motivo invitiamo tutti gli interessati a firmare e sostenere questa iniziativa. Ricordiamo che lo scorso agosto abbiamo inoltrato un'interpellanza per spingere il Municipio a sostenere una proposta della Pro Pregassona di realizzare un collegamento pedonale-ciclabile sul sedime della ex linea del tram Lugano-Cadro-Dino da Viganello a Cadro.

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Parrocchia - Comune: una disputa ottocentesca

Anche a Sonvico la rivalità tra Stato e Chiesa si è manifestata lo scorso secolo con avvenimenti estremamente violenti. La disputa vedeva contrapposti i liberali ai conservatori spesso guidati e sostenuti dal prete. Al riguardo si racconta persino del tentato avvelenamento del parroco di Sonvico don Moghini, a capo della parrocchia dal 1871 al 1907, da parte di un gruppo di liberali. Fortunatamente oggi i rapporti non sono più così tesi, gli interessi sono meno contrapposti e le virtù della tolleranza e del rispetto hanno fatto capolino anche da noi. Malgrado ciò quando i due poteri, quello laico e quello religioso, si trovano a discutere tra di loro, sembrano affiorare antichi timori, diffidenze e rancori. Lo scorso anno il consiglio comunale di Sonvico ha accettato all'unanimità un credito di fr 50'000.- da devolvere alla parrocchia per il restauro della chiesa di S.Martino. Una scelta giusta e doverosa: gli importanti ritrovamenti archeologici hanno confermato la bontà di questa decisione. Comunque non tutti sono stati soddisfatti, si sono sentiti mugugni e brontolii. Il Comune era contemporaneamente in trattative con la parrocchia per l'acquisto dei locali (cantine) sottostanti la casa comunale, ma non di sua proprietà, per poterli adibire ad archivio e per ristrutturare tutto il complesso. Purtroppo questi "negoziati" si sono protratti per lungo tempo senza approdare a nessun risultato. La parrocchia non vuole vendere, ma é disposta a cedere i locali per un certo periodo di tempo a patto che il comune si assuma l'onere di ristrutturazione e manutenzione del terreno antistante la casa parrocchiale, che dovrà essere messo a disposizione di tutta la popolazione. Il comune però non é disposto ad investire una forte somma di denaro per ristrutturare dei locali che non sono di sua proprietà senza inoltre un accesso indipendente (che anche questo non sarà di sua proprietà). La situazione e abbastanza chiara, il comune vuole acquistare i locali in questione prima di investire una notevole somma di denaro, inoltre vuole anche assicurarsi l'accesso a questi locali. La parrocchia proprietaria dei locali e del terreno, vuole creare un giardino per tutta la popolazione, ma ha esaurito tutte le sue risorse nella ristrutturazione della casa parrocchiale e non è più in grado di investire denaro per questo importante intervento.
Gli interessi non ci sembrano cosi discordanti, le possibilità di accordo ci sono e devono essere ricercate con tutto l'impegno dalle due parti. Gli interventi che potrebbero essere realizzati valorizzerebbero il territorio all'entrata del paese sia dal punto di vista sociale che architettonico.
Cosa si potrebbe realizzare?
La sistemazione del terreno prospiciente la casa parrocchiale in giardino aperto a tutti con giochi per bambini (dovrebbe avvenire nell'ambito dello studio per la realizzazione dei posteggi nella zona sottostante, in modo da riservare tutta la zona superiore ad uso della popolazione come luogo di ritrovo, di riposo e di svago senza la presenza di automobili). La sistemazione, come già progettato, della casa comunale, ridandole quelle caratteristiche architettoniche originali che valorizzerebbero la costruzione e tutta l'area circostante. La messa a disposizione delle cantine rinnovate per attività pubbliche in modo da trasformare la zona in un luogo vivo di incontri. L'accordo e la collaborazione tra parrocchia e comune potrebbe essere premessa d'altri interventi nell'interesse di tutta la comunità e dei due enti. Tra i tanti possibili vogliamo ricordare che sotto il portico della chiesa parrocchiale (parete sud) si ritiene che ci sia uno dei più grandi affreschi del Ticino non ancora scoperti rappresentante una "danza macabra". Vale inoltre la pena ricordare che l'archivio parrocchiale, che é uno dei più ricchi e importanti della regione, si trova da tempo in una situazione a dir poco precaria. Questi sono alcuni dei motivi per cui i due enti devono trovare un accordo per realizzare delle opere su cui in sostanza sono tutti concordi. Quelli seguenti potrebbero essere i punti su cui trovare una base di accordo.

1) La parrocchia e disposta a vendere le cantine sottostanti la casa comunale e il terreno adiacente ora di proprietà parrocchiale.
2) Il comune di impegna a trasformare questo terreno abbandonato in giardino da mettere a disposizione al pubblico.
3) Le cantine non dovranno essere usate unicamente per scopi burocratico amministrativi del comune, ma saranno messe a disposizione del pubblico quale sala di lettura, con la creazione di una biblioteca.
4) Il comune manifesta la propria disponibilità per quegli interventi di interesse generale con motivazioni prettamente culturali sostenendo la parrocchia, così come é avvenuto per il restauro della chiesa di S.Martino.

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Socialismo a Sonvico

Negli scorsi mesi si sono svolte due importanti assemblee per la sinistra del nostro Comune.

ASSEMBLEA DEL GRUPPO SOCIALISTA SONVICO-DINO.
Nella prima, tenutasi il 20 maggio si é discusso degli aspetti organizzativi, che in questo momento assumono una particolare importanza. Si é infatti deciso di ratificare una realtà di fatto che si protrae orami da molti anni, creando ufficialmente il GRUPPO SOCIALISTA, che in pratica continua la precedente attività della sezione del PST, raccogliendo al suo interno tutti quei compagni che sentono la necessità di lavorare ed impegnarsi per affrontare i problemi, grandi e piccoli che influenzano la nostra vita di ogni giorno e creano le premesse per la vita futura dei nostri figli (nucleare, smaltimento dei rifiuti, canalizzazioni, approvvigionamento idrico, uso razionale del territorio, ecc.).
Per affrontare e risolvere le varie questioni non esistono ricette pronte e sicure, tutto va studiato e analizzato con buon senso e apertura mentale. Ci rifacciamo al "socialismo" perché siamo convinti della necessità di porre alla base di tutto il nostro lavoro, il rispetto delle esigenze dell'Uomo, visto e considerato in armonioso equilibrio con la natura e con tutto ciò che lo circonda.
Siamo coscienti di non poter trasformare il mondo, ma riteniamo ugualmente importante dare il nostro contributo per introdurre quei piccoli elementi di socialismo, affrontando nel modo migliore i vari problemi e coinvolgendo i cittadini nelle decisioni e nella gestione di tutto ciò che li concerne.
Per poter far tutto ciò risulterebbe assai poco comprensibile e credibile l'esistenza di più gruppi o partiti che si richiamano al socialismo. Per questo l'assemblea ha accettato all'unanimità la relazione di un impegno unitario per lavorare in modo più razionale e produttivo sui temi concreti, senza disperdere le forze in inutili polemiche spesso sorte per meschini motivi personalistici.
Si è pure deciso di convocare un'assemblea della Sezione PST per permettere a tutti di esprimere eventuali dubbi o timori.

ASSEMBLEA DELLA SEZIONE PST SONVICO-DINO
Tutti sono stati concordi nel sostenere l'importanza di un lavoro unitario a livello comunale. E' stata riconosciuta la lealtà di tutti i compagni all'interno del GRUPPO SOCIALISTA e la capacità di lavorare fruttuosamente tutti insieme in un clima amichevole malgrado la diversa appartenenza partitica sul piano cantonale. Piena fiducia è stata inoltre espressa ai due municipali per l'impegno e la capacità con cui hanno lavorato.
E' stata inoltre espressa la volontà di non sciogliere la Sezione in quanto potrà svolgere attività di contenuto cantonale e nazionale. Per tutto quanto riguarda l'attività comunale i compagni del PST continueranno a lavorare all'interno del GRUPPO SOCIALISTA.
Riteniamo che la scelta della sinistra del nostro comune possa essere considerata anche come un invito alla dirigenza dei partiti della sinistra del cantone per ricreare un clima più disteso di dialogo per affrontare in modo unitario i grossi problemi a cui siamo confrontati e per denunciare chiaramente chi svolge una politica conservatrice volta unicamente a favorire gli interessi finanziari di chi detiene le leve del potere economico, in dispregio di scelte più razionali e umane in favore dell'ambiente e dei lavoratori.

Con lo storico risultato delle scorse elezioni cantonali di aprile e la conquista di due seggi in Consiglio di Stato da parte della sinistra è stato dimostrato che le cose possono cambiare. Il ruolo dei due consiglieri di stato socialisti è ora cruciale per la sinistra ticinese. Per questo auguriamo ai compagni Rossano Bervini e Pietro Martinelli un proficuo quadriennio di lavoro, e li invitiamo anche a porre tutta la loro disponibilità e il loro peso per ricreare un clima di distesa collaborazione nella sinistra ticinese

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