Se le idee non vengono divulgate non hanno alcuna possibilità di influire sulla realtà. "Il Quotidiano" di Toppi aveva buone idee da far circolare, ma economicamente era deboluccio: ed é fallito. "Il mattino della domenica" invece di soldi ne ha molti e grazie alla pubblicità può permettersi il lusso di praticare un principio democratico. Che tristezza: chi ha i soldi può essere "libero", chi non li ha deve soccombere.
IL NOSTRO GRUPPO A MAGGIORANZA CONTRO IL CONTRIBUTO COMUNALE AI PARTITI.
In una piccola realtà locale come la nostra c'è però la possibilità e il piacere di sfuggire a questa logica. Basta un po' di voglia e impegno, basta essere veramente convinti delle proprie idee ed è possibile informare e far politica contando unicamente sulle proprie forze. Per questo motivo siamo stati a maggioranza contro il contributo comunale ai partiti. E' con un pizzico d'orgoglio che possiamo affermare di finanziare autonomamente la nostra attività d'informazione senza far capo ai soldi dei contribuenti. Certo che non usciamo su carta patinata e non offriamo cene, ma noi abbiamo sempre privilegiato il contenuto alla forma. Siamo inoltre convinti che chiamare i simpatizzanti e la gente a finanziare volontariamente un gruppo politico, sia un ottimo sistema per spingerlo a lavorare con maggiore impegno e serietà. Per questi motivi, e forse anche un po' provocatoriamente in un momento in cui si é soliti promettere invece che chiedere, accludiamo una polizza di versamento. Ricordiamo che ogni anno la nostra Assemblea decide sul modo di utilizzare la somma che ci viene versata dal Comune. Il primo contributo é stato devoluto per opere di restauro nel nostro Comune e in favore delle vittime dell'ultima inondazione in Bangladesh. Attualmente abbiamo in cassa oltre 3'000 fr., compreso il contributo comunale di 1'300 fr. che abbiamo già deciso di non usare per le nostre attività d'informazione locale.
Certo che quando cantavamo questa canzone pensavamo ad un'altra Lega. Abituati da sempre a piccoli spostamenti percentuali, all'immobilismo, al conservatorismo delle scelte, siamo rimasti sconcertati dai risultati degli ultimi appuntamenti elettorali. Spesso tra noi socialistoidi ci chiedevamo come mai gli spazzini di Lugano votavano liberale. Certo, per ottenere il posto. Ma poi, almeno nel segreto dell'urna ... Sono evidenti i motivi che spingevano il signor Generali o il signor Morniroli a votare liberale: la difesa dei propri interessi, che non erano quelli degli spazzini di Lugano.
La rivolta degli spazzini
Finalmente. La gente, legittimamente e comprensibilmente ha sentito l'esigenza di cambiare. Stufa dei partiti mammasantissima, stufa dei disagi sociali ed economici, stufa delle chiacchiere sempre uguali dei politici.
Evviva la rivolta, evviva il coraggio di cambiare.
La volta buona per la sinistra.
Eh no, anzi. E non certo per colpa della gente. Come mai la rivolta non si é tradotta in una marea di voti alla sinistra, che da sempre difende gli interessi dei meno favoriti? Il meno che si possa dire è che in questi ultimi anni abbiamo dato uno spettacolo pietoso. I partiti che si richiamano al socialismo non sono riusciti a trovare un comune denominatore per portare avanti una lotta, un discorso, una proposta unitaria. Il misero risultato elettorale corrisponde alla credibilità che abbiamo saputo conquistarci.
Ricominciamo da zero
Finalmente, ora, dopo la débâcle, sembra che la via unitaria sia definitivamente imboccata. Sembra certo che a breve termine avremo un unico partito della sinistra. Ma era proprio necessario scendere così in basso per procedere su questa via? Un conforto per lo meno a Sonvico l'abbiamo: é da decenni, da sempre, che sosteniamo e pratichiamo una politica unitaria. E' comunque evidente che l'unificazione non dovrà ridursi a semplice operazione di vertice. C'è molto da rivedere nel modo di far politica nell'ambito della sinistra, ben al di là del problema dell'unità.
L'opposizione non è nata ora
Eccome! Ve lo ricordate il PSA vecchia maniera?
La lotta per la protezione degli inquilini. L'opposizione alle spese militari. Il miglioramento delle assicurazioni sociali (AVS, Casse Ammalati). Qualcosa, anche grazie ai socialisti, é stato fatto, ma questi ed altri problemi sono lungi dall'essere risolti. E gli schieramenti sono sempre i soliti. I militari continuano a spendere miliardi. Le banche cercano di ottenere sgravi fiscali col pretesto della competitività internazionale (800 milioni all'anno in meno per le casse federali), e nel contempo realizzano benefici record. Gli affitti continuano ad aumentare, anche a causa della speculazione edilizia, sempre sostenuta dalle medesime forze politiche. Per fortuna ci sono sempre i socialisti: chi ha lanciato l'iniziativa per dare alla popolazione il diritto di decidere sulle spese militari? e quella contro l'abolizione della tassa di bollo? Chi si é efficacemente opposto all'abolizione delle norme che limitano la speculazione basata sulla vendita selvaggia di immobili (fondi e costruzioni)? E l'iniziativa sull'Assicurazione Malattia prossimamente in votazione?
Alla rincorsa della Lega?
Non é facile capire come mai (al di là delle tristi vicissitudini della sinistra ticinese) le classi meno favorite e quindi più esposte, tendano, proprio in un periodo di crisi economica, a non appoggiare elettoralmente la sinistra. Anche 20 anni fa, del resto, quando una parte della sinistra praticava l'opposizione (troppo?) dura, precisa, rigorosa, documentata e propositiva, non ottenne risultati clamorosi. Sicuramente la sinistra non é riuscita a far passare il proprio messaggio, a comunicare le proprie idee in modo chiaro ed accattivante, non è riuscita a coinvolgere nel modo dovuto la popolazione. Un modo efficace per raggiungere questo obiettivo é quello attuato dal "Mattino":
attacchi personali con insulti e parolacce, proposte spesso ambigue e poco meditate, ma clamorose e accattivanti e che spesso toccano gli interessi e i problemi della gente. La Lega ha avuto il merito di sconvolgere il tradizionalismo politico del paese, di coinvolgere nuove persone e nuovi ceti alla politica, di farsi capire.
Alla ricerca di un nuovo modo di far politica
Bisogna sviluppare proposte concrete coinvolgendo la gente nelle scelte e nelle decisioni. Il Partito deve essere uno strumento per fare politica e non un centro di potere da difendere in ogni caso e contro tutti. Le proposte non devono avere la funzione di lusingare o accalappiare l'elettore, ma devono essere l'espressione di un progetto politico razionale e coerente. La diffamazione non può essere accettata in nessun caso, bisogna denunciare ogni malefatta senza guardare in faccia a nessuno, ma é necessario documentare le proprie affermazioni. In questi anni a Sonvico abbiamo lavorato seguendo questi principi. Siamo convinti di aver operato con grande apertura, disponibilità, approfondendo i problemi coi municipali, consiglieri comunali e membri del Comitato. Per noi la scelta socialista é una scelta storica di campo, ma anche di metodo.