Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino


Contatti: Marzo 1996, Numero 18
Vai... Strada di Logh, finalmente
Vai... La farina del sacco altrui
Vai... Tanto fumo e poco arrosto
Vai... Sentiero storico-naturalistico
Vai... L'albero più vecchio del nostro paese
Vai... Piccolo quartiere residenziale al campo delle Bozze
Vai... Rifiuti: che succede in casa liberale?


Strada di Logh, finalmente

Accettato il credito. Suspense fino all'ultima votazione: erano necessari 14 voti, ne sono arrivati 16, su 23 consiglieri presenti: PPD, Sinistra e Lega. No unanime dei liberali: non si sa perché. Stralciato il sentiero tra la piazza di giro e la cantonale (Uscita dell'autosilo): la strada resta a fonto cieco anche per i pedoni.

Il Municipio aveva chiesto un credito di fr. 1'615'000.-, la gestione aveva avanzato precise proposte per risparmiare fino a fr. 280'000.-
Respinta l'opzione (liberale) di tornare al progetto del 1989 di una strada a senso unico con sbocco in prossimità dell'uscita dell'autosilo, rimanevano il messaggio municipale (risparmi no, sentiero sì) e il nostro, quello di minoranza (risparmi sì, sentiero sì). La prima votazione eventuale esclude il messaggio (eh sì, per sorteggio, avendo le tre proposte ottenuto ciascuna 8 voti). La seconda elimina il nostro rapporto (ancora per sorteggio: sempre 8 a 8). La spunta il rapporto di maggioranza, sottoscritto dai rappresentanti PPD e da quello della Lega.

Il sentiero della discordia
Ore di discussione, a tratti accesa. A che proposito? Il tracciato? I costi? (un milione e sei è una bella somma) I contributi di miglioria? La moderazione del traffico? Macché: si è parlato quasi esclusivamente del collegamento pedonale tra la piazza di giro e l'uscita dell'autosilo. Ma era tanto importante? No di certo. Semmai le cose importanti relative alla strada di Logh sono passate in secondo piano, e questo già in Commissione, durante non poche sedute.
In realtà non si trattava di un sentiero qualunque: doveva infatti essere costruito sull'ormai famosa particella RT che attraversa la proprietà della Fondazione Opera Charitas. Con lo scioglimento del Consorzio RT il fondo, che ospita importanti strutture comunali (rete fognaria e acquedotto), passerà automaticamente al Comune. Tutti ormai sanno che sull'utilizzo e sulla proprietà di quel terreno tra i rappresentanti della Fondazione e quelli del Comune c'è una solida divergenza d'opinioni, che puntualmente si ritrova in Consiglio comunale.
Su come gli oppositori al sentiero (non più di nove) abbiano potuto imporsi su quelli che lo volevano (apparentemente almeno quattordici), preferiamo non esprimerci in questa sede. Non dev'essere comunque impresa da poco, visto che perfino il Giornalino di carnevale ha rinunciato anche solo ad accennarvi. Probabilmente i bravi redattori sono stati messi in crisi, come spesso accade quando la realtà supera l'immaginazione.
Un'altra cosa poteva succedere, e non ci sarebbe stato da ridere: la storia del sentiero ha rischiato di bloccare per altri due o tre anni la costruzione della strada. Ha prevalso, per fortuna, il buon senso.

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La farina del sacco altrui

L'affannosa ricerca dei voti il più delle volte trascina chi ha le mani in pasta a voler strafare e a commettere banali errori e scorrettezze, che portano ad un'informazione parziale e poco onesta.
Riteniamo che quanto si pubblica deve servire in primo luogo a dare al lettore quell'informazione necessaria per permettergli di capire, valutare e scegliere in modo sereno le eventuali alternative che gli si pongono. E' purtroppo sconsolante, leggendo le pubblicazioni di questi ultimi mesi, costatare che pur di farsi notare si somministrano alla gente bugie e mezze verità.
Uno degli articoli che ci hanno colpito è quello apparso su "Il Cittadino" n.3 dello scorso gennaio: "L'acqua rügina dal rübinet". Chiaro esempio di uso improprio dell'informazione a puro scopo di campagna elettorale.. L'inizio di questo articolo riporta in modo conciso, ma corretto, la prima parte della risposta data dal nostro municipale Roberto Malfanti, responsabile del dicastero acqua potabile, ad una interpellanza nel consiglio comunale di ottobre. Nella seconda parte invece, pur riprendendo informazione fornite ed elaborate dal municipale socialista nella medesima occasione, l'estensore dell'articolo, forse nella foga pre-elettorale, ha scambiato gli attori facendo passare per farina del sacco liberale la tesi documentata dall'Azienda acqua potabile (vedi verbali del consiglio comunale del 26 ottobre `95).
La scelta fatta nell'88 di sostituire progressivamente le vecchie tubazioni per migliorare la qualità dell'acqua era avvallata e sostenuta dalle consulenze del Laboratorio cantonale d'igiene e dalle cattive condizioni delle tubazioni erose e incrostate in modo eccessivo dalla ruggine. Oggi si ritiene che la causa dell'acqua rossastra va ricercata principalmente nella miscelazione irregolare delle due acque captate per il nostro acquedotto (Giairora e Val d'Usin).
In base alle nuove analisi si ipotizza che una loro miscelazione controllata potrebbe (il condizionale é d'obbligo in quanto i dati non sono ancora sicuri) risolvere il problema. La difficoltà è dovuta all'impossibilità di garantire una miscelazione omogenea nel tempo a causa dell'irregolare portata della sorgente di Giairora. In alcuni periodi dell'anno è in grado di garantire il fabbisogno di tutta la popolazione, mentre nei periodi di siccità la portata diventa quasi insignificante.
L'Azienda Acqua Potabile, in collaborazione con ditte specializzate e il Laboratorio Cantonale d'Igiene, ha presentato al Municipio un progetto per la soluzione del problema. Come prima fase si prevede la neutralizzazione dell'aggressività dell'acqua di Giairora (causa della corrosione dei tubi di ferro, ghisa e ferro zincato). Come secondo intervento si dovrà provvedere all'eliminazione dei solfati dall'acqua proveniente dalla Val d'Usin.
Tutto ciò è stato detto e sviluppato dall'on. Malfanti di fronte ai municipali e ai consiglieri comunali. Date a Cesare quello che è di Cesare.
Questo primo intervento potrebbe essere attuato nell'ambito dei lavori attualmente in corso per la realizzazione della nuova stazione di pompaggio (e non del bacino di raccolta come scritto dai liberali) che porterà l'acqua dalla sorgente di Giairora al già costruito bacino di Roncarisch, con evidenti risparmi per la concomitanza dei lavori

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Tanto fumo e poco arrosto

Il vecchio che rampogna
Qualche settimana fa un volantino chiedeva agli elettori se volevano far parte del "vecchio che rampogna" o del "nuovo che avanza". E' un vizio tutto italiano di questi ultimi anni presentare la propria formazione come novità rispetto ad un "vecchio" considerato in tutto negativo. Poi purtroppo finisce che non si dica chiaramente che cosa sia questo "nuovo", che è poi forse uguale o peggiore al "vecchio" demonizzato.

I vecchi socialisti
Il prossimo anno festeggeremo il mezzo secolo di fondazione della Sezione Socialista. È con una certa commozione che ritroviamo sui primi verbali i nomi dei vecchi socialisti, che a costo di grossi rischi personali (licenziamenti, ricatti sul posto di lavoro, angherie nel loro paese, ecc.) ebbero il coraggio di creare un'organizzazione ufficiale socialista nel nostro comune. A questi vecchi, che già avevano capito della necessità di lottare per un mondo più giusto, guardiamo con riconoscenza e ammirazione.

Tanto fumo e poco arrosto
Gestire un comune richiede amore per il proprio paese e voglia di lavorare anche al di sopra dei clamori e della pubblicità. Un vizio "vecchio", e questo sicuramente negativo, è quello di buttare il proprio tempo e le proprie forze nella propaganda (fumo), tralasciando di affrontare e studiare i problemi concreti (arrosto). Un esempio eclatante di questo "vecchio" lo abbiamo avuto con la vicenda del Piano finanziario del nostro comune, fatto allestire dal Municipio e sottoposto a tutti i partiti, per elaborare osservazioni e proposte in vista di affrontare nel modo migliore la difficile situazione finanziaria. Tutti gli altri partiti hanno parlato dell'importanza del Piano finanziario e della gestione finanziaria sui loro bollettini di partito, ma nessuno si è degnato di elaborare una riflessione di aiuto al Municipio su quanto aveva richiesto. L'unico gruppo politico che ha risposto è stato il nostro, che è stato anche l'unico che non ha pubblicato paginate sull'argomento.

Rampognare quando serve
Essere critici, controllare, biasimare, rampognare: anche questo é un ruolo importante per chi svolge politica. Tenere sotto controllo i nostri eletti è per loro uno stimolo importante a meglio operare e questo pur riconoscendo l'impegno e il tempo che le cariche richiedono. Riteniamo perciò utile per tutta la comunità essere vigili su quei temi importanti che incidono sugli interessi di tutti noi, senza voler essere eccessivamente polemici e pignoli su piccole questioni di forma. Ad esempio la questione da noi sollevata del mancato ricupero, malgrado il diritto garantito per legge, di crediti per imposte in caso di fallimento (in una occasione abbiamo perso oltre 10'000 fr.) la riteniamo particolarmente importante, perché ciò indurrà nel futuro il Municipio e la Cancelleria ad una maggior attenzione nella gestione del denaro dei contribuenti (che alcuni hanno definito sacro).

Un "vecchio" diverso
Noi non ci vogliamo presentare come una forza nuova, siamo orgogliosi del nostro mezzo secolo di vita, delle esperienze , delle proposte, delle conoscenze accumulate e del nostro modo di lavorare. Il nostro obiettivo non è la difesa degli interessi di partito. Anche quest'anno la nostra lista è denominata "Gruppo Socialista", perché vuole raccogliere tutte le persone progressiste e sensibili ai problemi sociali e ambientali e tutti coloro che lavorano con piacere e amore per il proprio paese. Chi apprezza il nostro modo diverso di lavorare lo potrà dimostrare concretamente anche la fine di aprile.

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Sentiero storico-naturalistico

Votato da tutti i consiglieri, contrario l'unico liberale presente.

Proposto ed elaborato dagli Amici del Torchio è stato introdotto nel Piano del paesaggio e giunge ora nella sua fase di realizzazione. Proposta di notevole importanza che permetterà di valorizzare umili, ma interessanti aspetti della nostra storia e nel contempo di osservare con occhio più attento i particolari elementi naturalistici presenti sul territorio. La proposta prevede la realizzazione di una prima tappa con il parziale ripristino di manufatti (ponte, passerelle, mulino, lavatoio, casinell, ecc.)
e la messa in evidenza di zone naturalisticamente rilevanti: la zona umida di Pönte-Ganon. Per il finanziamento sono previsti sussidi fino al 50%. Si pensa inoltre di poter usufruire dei Piani occupazionali, sussidiati da Cantone e Confederazione fin oltre il 90%, così da dar lavoro ai disoccupati della regione.

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L'albero più vecchio del nostro paese

Capita alle volte di imbattersi in alberi maestosi, segnati dai secoli, con il tronco marcato dal passare degli anni e dagli avvenimenti umani e naturali. Alberi che sono nati e sviluppati naturalmente quando ancora Sonvico era governata dai suoi antichi Statuti. Piante silenti ed enigmatiche che hanno visto trascorrere la vita dei nostri avi e sembrano racchiudere i segreti, le emozioni e le fatiche degli abitanti di queste terre. Studiandoli è possibile risalire alla loro età, analizzandone gli anelli si può scoprire l'andamento climatico stagionale. Anno piovoso e maledetto che non ha permesso di far seccare il fieno da raccogliere nella stalla, anno secco e arido che ha visto morire le giovani gambe di vigna, anno equilibrato che ha dato sicurezza e speranza al paesano.
Alcuni di questi alberi li si chiama ancora per nome. Punto di riferimento non solo toponomastico, ma portatori di storia e tradizioni andate ormai perse. "Ur Fò de Sant Isepp", che si incontra scendendo dal Pairolo, "ur Fò d'Albantin" verso Usin,"r'Alboron" a San Martino o "r'Pianton" a Cainell.
Quante volte vedendo alcuni di questi alberi ci si chiede: "Qual è l'albero più vecchio del nostro paese?" Il territorio che ci circonda è segnato in ogni sua parte dall'intervento dell'uomo. Ed ogni suo lembo è stato sfruttato per sopravvivere E' difficile immaginare le donne e i ragazzi che, ancora durante l'ultima guerra, salivano sui ripidi pendii dei Denti della Vecchia "fina su in dra Rugola o in dro Carpal" per strappare i pochi ciuffi d'erba che vi crescevano. E i nostri bisnonni che impiantavano i castagneti nella collina di San Martino, scavando per un franco una fossa profonda e larga un metro per ogni "arbor", il castagno nel nostro dialetto, la pianta per eccellenza che ha sfamato i nostri avi.
Quali essenze sono state portate dai nostri emigranti dall'Europa e dai paesi più lontani? Dal melo che produce piccoli frutti rossi profumati e succosi che si conservano fino ad inverno inoltrato provenienti da Olten e ancora presenti in diversi esemplari nelle noste campagne, al banano portato dall'Africa che ancora oggi possiamo vedere sotto "Ra Strada di Örte".
Ma qual é l'albero più vecchio del nostro paese? Sopra Rosone a Petrolze si possono ammirare alcuni dei più imponenti faggi presenti sul nostro territorio. Altri alberi si trovano, eroici e tenaci, sparsi qua e là nei nostri boschi.
Conoscerli, vederli, lasciarsi colpire dalle emozioni e dalla riflessione: anche questo è un modo per vivere ed amare un territorio ricco di storia, di vita e di tradizioni. Anche questo è un modo per capire l'importanza della protezione della natura in tutti i suoi aspetti.
Ma ... qual è l'albero più vecchio del nostro paese?

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Piccolo quartiere residenziale al campo delle Bozze

Una proposta intelligente e razionale a soddisfazione di tutti

L'esigenza più volte espressa dall'Associazione Sportiva di Sonvico di realizzare un nuovo campo sportivo meglio rispondente alle necessità odierne si è sempre scontrata con l'aspetto finanziario. Una proposta sul tappeto da più di un anno potrebbe risolvere questo aspetto e rispondere in parte ai bisogni di tutta la comunità di disporre di aree di terreno a prezzo vantaggioso per la costruzione di case d'abitazione.
Sull'area dell'attuale campo sportivo (circa 7'000 mq) viene proposto un insediamento residenziale in base ad un piano particolareggiato, ad esempio potrebbe venir realizzato un quartiere di una decina di case con la sistemazione dell'area esterna (strade, sentieri, orti, giardini, area svago, ecc.). Le abitazioni dovrebbero sorgere nel giro di pochi anni, si propone di privilegiare nell'acquisto dei lotti i domiciliati nel comune impossibilitati a realizzare un'abitazione perché privi di terreni in zona edificabile. Il costo del terreno sarà contenuto anche per permettere l'ottenimento del sussidio federale in favore dell'alloggio.
Questa proposta, elaborata dallo studio Bassi-Gherra-Galimberti, permette al Comune di non dover anticipare nessuna spesa, aspetto non trascurabile vista l'attuale situazione finanziaria, e di limitare quelle per le infrastrutture. Inoltre una parte delle nuove aree (svago) potrebbero essere aperte a tutta la comunità. L'Associazione Sportiva avrebbe invece un maggior profitto nella vendita del terreno, da investire nel nuovo campo di calcio (Ganon) struttura importante per l'intera comunità.
Il Municipio ha da tempo inoltrato le pratiche al Dipartimento del Territorio per la modifica di destinazione del terreno in ambito di Piano Regolatore, così da permetterne l'edificazione. Una risposta definitiva era stata promessa per la fine di febbraio.
Restiamo in fiduciosa attesa.

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Rifiuti: che succede in casa liberale?

Sono diverse le prese di posizione dei liberali di Sonvico a sostegno dell'impianto Thermoselect che, secondo loro, avrebbe il vantaggio di eliminare qualsiasi necessità di separare i rifiuti: "torneremo ad avere un solo sacco"(Il Cittadino n.2) dove si potranno buttare scarti di cucina, medicinali, carta, vetro, termometri. olii, ecc. Ci auguriamo che l'impianto in questione sia veramente in grado di smaltire ogni tipo di rifiuti senza produrre pericolose emissioni, anche se purtroppo la denuncia presso la magistratura di Verbania riguardante l'immissione di cianuri nel Lago Maggiore e il recente rapporto intermedio del Ministero tedesco dell'ambiente, che parlava in termini negativi di questa tecnologia, tenuto nascosto all'autorità cantonale dalla Thermoselect SA, non fanno ben sperare. Per persone profane in materia come lo siamo noi è difficile esprimere un giudizio sicuro, possiamo solo manifestare dubbi e speranze.
Ciò che invece ci interessa sottolineare è la nostra posizione in merito alla separazione dei rifiuti, che per noi (ci si chiami pure "pseudo ecologici") rimane una scelta giusta e da mantenere. Prima di tutto perché siamo convinti della necessità di uno sviluppo compatibile (la Conferenza di Rio ne ha ribadito l'importanza). Tutti sanno che stiamo consumando materie prime ad un ritmo troppo veloce che non permette il loro rinnovo e ne compromette la disponibilità per le generazioni future. Abbiamo una sola Terra, che é limitata e appartiene a tutti gli esseri viventi.
Riciclare quanto è possibile non è sicuramente una scelta rivoluzionaria che cambierà i destini dell'umanità, ci sembra solo questione di buon senso e un piccolo passo alla portata di tutti verso un mondo migliore. Perché non farlo? Inoltre ci sembra logico raccogliere separatamente quei prodotti velenosi che purtroppo dispersi giornalmente nell'ambiente mettono in pericolo la nostra vita. E' fuor di ogni dubbio che la soluzione migliore è quella di impedire la messa in commercio di materiali superflui e di spingere a riutilizzare gli imballaggi, ma influenzare il mondo della produzione combattendo il liberismo economico non è cosa sempre facile.
Come socialisti in Comune ci siamo battuti per dare la possibilità a tutti di eliminare i propri rifiuti separandoli. Oltre alla riorganizzazione completa della raccolta separata nel precedente quadriennio, su nostra proposta dallo scorso anno è possibile consegnare i propri rifiuti speciali (prodotti chimici, lacche, solventi, lampade al neon, lampadine, termometri, ecc.) direttamente agli operai comunali in occasione della raccolta dei rifiuti ingombranti e da alcuni mesi sono inoltre disponibili, così come richiesto in un'altra nostra mozione, i contenitori per la raccolta della plastica PET.

Piccole proposte per grandi ideali.

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