| Mezzo secolo della nostra Sezione da Contatti numero 20 |
La fondazione L'11 gennaio 1947 i socialisti di Sonvico e Dino si riunirono al Ristorante della Posta per costituire una sezione del Partito socialista svizzero. Il primo presidente, Silvio Soldati, imbianchino, fu una figura di spicco. Emigrato in California a S.Francisco, a Tucuman in Argentina, a Neuchâtel e a Parigi, entrò in contatto con diversi socialisti ticinesi, fra i quali John Canonica, padre del futuro presidente dell'Unione Sindacale Svizzera. Unitamente al capomastro Lonati di Lugano, lo stesso John Canonica presenziò alla fondazione della Sezione. Emigrazione A quel tempo la maggior parte degli uomini emigravano nella Svizzera interna. Restavano in paese le donne, con i bambini e gli anziani, che oltre a curare la famiglia, dovevano sobbarcarsi la gestione delle piccole aziende agricole: poche bestie e appezzamenti sparsi su tutto il territorio. Le difficoltà e la durezza della vita di allora sono ancora ben presenti nel ricordo di chi oggi è al beneficio della pensione. L'emigrazione ridusse anche le possibilità d'incontro dei membri della Sezione (nel febbraio del 1947 si contano 25 soci) che per i primi anni svolsero la loro attività principalmente nei mesi invernali e all'inizio della primavera. Bisogna aspettare fino al 1953 per trovare una riunione nel mese di giugno. Impegno sociale, antifascismo Le condizioni di lavoro poco rispettose della dignità e delle esigenze dei lavoratori avevano già spinto molti di loro verso gli ideali socialisti e le organizzazioni del movimento operaio. In particolare Silvio Soldati fu a capo della creazione della prima Cooperativa di Consumo (negozio Coop) e fu anche membro di un gruppo clandestino armato, i "Liberi e Svizzeri", costituito attorno al 1932 dal Consigliere di Stato Guglielmo Canevascini e legato in modo indiretto al PST, per contrastare le provocatorie azioni fasciste che dall'Italia avevano contagiato anche alcuni ambienti ticinesi. Da diversi anni venivano già presentate liste socialiste per l'elezione del Municipio e venivano posti dei delegati di sinistra per il controllo delle elezioni cantonali o nazionali. Il primo comitato Il primo comitato venne completato con Antonio Bassi senior, quale segretario-cassiere e i membri Francesco Caldelari, Angelo Ghirlanda, Valentino Malfanti, a supplente usciere venne incaricato Bruno Cerutti. Le prime attività erano rivolte principalmente all'organizzazione del Veglione Rosso, importante fonte di finanziamento, e agli incontri politici o comizi. Nel corso degli anni sono stati numerosi i dirigenti politici o sindacali che vennero a Sonvico: Edgardo Chiesa, Attilio Petralli, Piero Pellegrini, Guglielmo Canevascini, Domenico Visani, Federico Ghisletta, Dario Robbiani, Benito Bernasconi, Didier Wyler, e molti altri. Furono pure numerose le persone che in un modo o nell'altro parteciparono alla vita della Sezione: nei primi trent'anni contiamo 149 diversi nominativi. Chiaramente a sinistra Le votazioni, le elezioni e i congressi erano motivo di vivaci discussioni politiche ed ideologiche. Il segretario Antonio Bassi senior si distinse per la capacità nell'approfondire e sviluppare i temi politici e per il suo ruolo di mediatore. Molte anche le critiche da sinistra all'operato del partito: lucidi e taglienti furono gli interventi di Valerio Ghirlanda, da tutti conosciuto come "Ghel", Mario Piazza, Francesco Fassora e altri. Si contesta l'onnipresenza di Canevascini, l'imborghesimento dei dirigenti del partito svizzero, le posizioni poco coraggiose in occasione di votazioni popolari, "l'alleanza di sinistra" con i liberali a livello cantonale. La bandiera Estremamente vivace la discussione sul simbolo per la bandiera. C'era ad esempio chi contestava la presenza della Falce e Martello, considerata un simbolo comunista. Dopo numerose discussioni e la presentazione di tre diversi bozzetti elaborati da Aurelio Ghirlanda, il 13 febbraio del 1959, con votazione per appello nominale, si decise a maggioranza per la Falce e Martello, inserita nel Sol dell'Avvenire con il Libro. Temi comunali Dall'inizio degli anni '60 si cominciarono ad affrontare in modo più sistematico i problemi riguardanti la gestione del paese. Per le elezioni comunali venne preparato un manifesto da appendere in paese con i temi ritenuti più importanti: realizzazione dell'asilo infantile con introduzione della mensa, distribuzione acqua potabile, migliorie nell'abitato, ecc. Combattere lo strapotere conservatore Appare abbastanza chiaro un rapporto preferenziale con i liberali del paese per tentare di sovrastare l'egemonia conservatrice che per molti anni gestì da padrone il comune anche con uno stretto controllo degli elettori. In particolare per le elezioni patriziali c'era una chiara disponibilità a contrastare il partito di maggioranza, ma ci si ricorda anche di un accordo in occasione delle elezioni municipali del 1956, per permettere ai socialisti di conquistare un municipale in più con l'obiettivo di togliere la maggioranza assoluta al Partito Conservatore. Un risultato storico i socialisti lo ottennero nel 1973 eleggendo un socialista, Alessio Cerri, alla carica di Giudice di Pace, che da sempre, per oltre 150 anni era rimasta un feudo dei conservatori. Scissione cantonale e unità comunale La creazione del nuovo partito socialista (PSA), non venne vissuta in modo lacerante nel nostro comune. Malgrado le divisioni e le diverse visioni generazionali ed ideologiche tutti considerarono importante continuare a lavorare uniti a livello comunale. La Sezione socialista divenne ancora più chiaramente la casa comune per tutti i militanti di sinistra. Ciò fu senz'altro possibile per la chiara posizione di sinistra della sezione e per i forti legami di amicizia che ci sono sempre stati fra i suoi membri. Gruppo Socialista Sonvico-Dino A metà degli anni '80 le diversità ideologiche tra i due partiti socialisti cantonali si assottigliarono, ma rimasero profonde le divisioni fra le persone. Con una scelta sofferta, ma di grande coraggio e di grande idealità, i socialisti di Sonvico e Dino decisero nel 1987 di rompere i legami dai partiti cantonali e si costituirono anche formalmente come Gruppo socialista, indipendente e autonomo dalle strutture cantonali. Solo nell'autunno del 1993, risolti definitivamente i problemi fra i due partiti cantonali, venne ricostituita la sezione del PSS. Approfondimento, discussioni , impegno. Negli anni '70 iniziò un'attività politica di incontri e discussioni regolare ed approfondita. Si invitarono esperti per sviluppare temi specifici, si elaborarono proposte, si fece molta politica (creazione di una casa per anziani nell'Albergo Stazione a Dino, piano regolatore, piano particolareggiato, acquedotto, canalizzazioni, strade, restauro del Torchio delle noci, assunzione di un secondo operaio, corsi di nuoto nelle scuole elementari, raccolta separata dei rifiuti, valutazioni relative alla realizzazione del Ponte di Spada, regolamentazione delle residenze secondarie, ecc.) Si discusse inoltre di politica cantonale, nazionale e internazionale, di ideologia, dei massimi sistemi. Le discussioni erano spesso animate, si litigò pure, ma c'era il piacere di mettere a confronto le proprie opinioni. Contatti Da tempo si auspicava la creazione di un giornale informativo, solo nel 1978, con la creazione di vari gruppi di lavoro, si costituì anche la commissione giornalino. Da allora il giornale costituisce il collegamento più diretto con la popolazione che può essere meglio informata sulle nostre attività e sulle vicende del Comune. Un'esperienza da valorizzare. Con questa pubblicazione non è evidentemente stato possibile ricordare tutte le persone che hanno partecipato alla vita della Sezione, ci ripromettiamo di ritornare in modo più approfondito nel corso dell'anno. Vogliamo però rivolgere un pensiero di gratitudine a tutti coloro che hanno vissuto le vicende dei socialisti del nostro paese, perché con il loro piccolo o grande impegno hanno contribuito a lottare per creare un mondo più giusto, un mondo migliore, un mondo dove la dignità della persona venga considerata più importante del profitto. Purtroppo la lotta non è ancora vinta, spetta a tutti noi continuarla seguendo le orme tracciate dai nostri padri. |