Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino


Contatti: Giugno 1998, Numero 21
Vai... Municipio: bilancio di metà legislatura
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Vai... Quali prospettive per il negozio di Dino?
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Municipio: bilancio di metà legislatura

Accordi occulti e nuove maggioranze
E' vero che l'elezione del nuovo sindaco ha comportato anche manovre inedite?. A quanto si dice gli accordi occulti tra liberali e leghisti per sostenere il candidato liberale, non sono stati rispettati da una parte dei leghisti, che hanno presentato una propria lista. Con le conseguenti dimissioni del municipale liberale sconfitto nella corsa alla poltrona di sindaco, si è creata in Municipio una ben definita maggioranza liberal-leghista, con ambiziosi obiettivi di gestione del potere. Le ambizioni si sono però scontrate con una incapacità a gestire la cosa pubblica, che ha creato in questi primi anni disagi e malcontenti. A riprova di ciò vogliamo ricordare almeno alcuni episodi.

Strada di Logh e altro
Il credito per quest'opera pubblica, di cui si discute da troppi anni, era stato votato il 30 gennaio 1996. Nell'autunno dello stesso anno, visto che niente si muoveva, abbiamo sollecitato il Municipio a svolgere i passi necessari per passare alla fase operativa. Sembra che il tutto sia stato ¼ dimenticato! Solo in questi giorni (maggio '98) a più di due anni dalla concessione del credito, si è aperto il cantiere. Che efficienza! E le altre opere pubbliche? Poco o niente. Basti pensare al Piano particolareggiato, che dopo richieste di suggerimenti e aiuti rimane ben chiuso nei cassetti, e alla realizzazione del nuovo campo di calcio, che avrebbe potuto portare ad un piccolo allargamento della Zona edificabile in zona Bozze (vecchio campo).

Amministrazione e servizi esterni
Fra i primi interventi, il nuovo Municipio ha promosso una verifica amministrativa per procedere ad una revisione delle mansioni all'interno dell'Amministrazione e dell'Ufficio Tecnico. Le modalità di questa iniziativa, che se promossa secondo metodi sperimentati e sulla base di criteri ben precisi può rivelarsi utile, ha fatto sorgere in noi più di un dubbio. Ci sembra che l'operazione si sia risolta in una controproducente forma di pressione sugli impiegati che ha contribuito a creare un clima di lavoro negativo e demotivante, con chiare conseguenze sulla qualità del servizio. Nel novembre 1996 il Municipio ci informava che "in base alle prime indicazioni (di questa verifica N.d.R.) si può affermare che l'attuale organico è sufficiente per eseguire in modo razionale tutte le attività di una moderna e dinamica Amministrazione e soddisfare quindi le attuali esigenze di ogni cittadino della nostra comunità." La legittimità dei dubbi di allora è confermata dal concorso esposto all'Albo comunale in questi giorni, per la nomina di un ulteriore impiegato di cancelleria.
Anche con i servizi esterni si è palesata l'incapacità dell'Esecutivo d'intervenire e motivare in modo adeguato i dipendenti.

Risanare tagliando nella scuola
Per affrontare le difficoltà finanziarie il nuovo Municipio non è intervenuto contro le proposte "masoniane" di ridurre le entrate dei Comuni come da noi richiesto, ma ha pensato bene di tagliare le spese principalmente nel settore scolastico. Favorevoli ad un oculato uso dei nostri mezzi finanziari abbiamo rivisto i preventivi di spesa proponendo delle riduzioni in diversi settori senza eliminare completamente importanti servizi. Le proposte fatte proprie dalla Commissione della gestione sono poi state accolte dal Consiglio comunale che ha sconfessato così questo Municipio.

Arroganza e maleducazione
Purtroppo più volte abbiamo dovuto constatare atteggiamenti di particolare arroganza da parte del nuovo Municipio (o meglio della sua maggioranza) nei rapporti con chi ha visioni o proposte diverse.
L'esempio più emblematico è rappresentato dalle risposte che l'Esecutivo ha dato in merito a nostre domande relative alla tenuta del Rally di Lugano. Le scelte possono essere diverse, ma il rispetto per gli altri non può venire meno. Ricordiamo tra l'altro che una petizione contro questo tipo di competizioni è stata firmata da quasi la metà dei consiglieri comunali dei vari gruppi.

Una maggioranza da bocciare
Ancora numerose potrebbero essere le indicazioni negative, ci sembra però che queste siano sufficienti a dare l'idea del clima creatosi all'interno di questo Municipio a maggioranza liberal-leghista. Le ultime dure critiche rivolte all'Esecutivo in Consiglio comunale sembra che comincino a sortire qualche effetto. Ce lo auguriamo nell'interesse di tutta la comunità.

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Cooperativa: un ideale, un negozio da buttare?

Origini
Il primo spaccio cooperativo viene creato in Inghilterra nella cittadina di Rochdale verso il 1840 quando "la rivoluzione industriale mostrava il suo volto più feroce: sfruttamento dei minori, orari di lavoro massacranti, salari da fame, nessuna tutela sociale.(...) Il movimento cooperativo nasce in questo clima di forti tensioni, fra scioperi repressi nel sangue, pauperismo dilagante, lotta allo strozzinaggio del capitalismo selvaggio."

Alternativa ad una società ingiusta
L'idea di sostituire l'ingiusta economia capitalista con una società di produttori associati fondata su villaggi cooperativi si diffonde in vari paesi. Ma c'è anche chi vede la cooperazione come un semplice mezzo "di abbassare i prezzi di prima necessità, non di opporsi al sistema"

Espressione di pluralismo
Tra i fondatori delle associazioni cooperative troviamo anche liberali e conservatori illuminati. "Agli albori socialismo e radicalismo appaiono strettamente intrecciati (e d'altronde il socialismo nasce dall'ala sinistra dei liberali). (...) E' solo sulla base di questo consenso in tutti gli schieramenti che è possibile ancorare nel codice delle obbligazioni svizzero (1883) l'istituto della cooperazione."

Ticino
In Ticino l'attuale movimento cooperativo di consumo si sviluppa principalmente su impulso delle Cooperative di Bellinzona e Chiasso, nate dall'iniziativa delle locali sezioni socialiste, ma che sin dall'inizio dichiararono la loro neutralità politica e confessionale. Questo aspetto era una necessità per tutti gli affiliati all'Unione Svizzera delle Cooperative di Consumo (USC), costituita su principi rochdaliani (neutralità politica e confessionale, solida base finanziaria, effettivo minimo di 40 soci e facilità di associarsi).4 Queste caratteristiche furono essenziali per permettere al movimento cooperativo di consumo di trovare un appoggio in tutti i partiti politici e nei diversi ceti sociali.

Cambia la società, cambia la Cooperativa
Già a partire dagli anni '40 si fanno sentire i cambiamenti nella struttura del commercio alimentare con la creazione di grandi magazzini, discount e shopping center. Negli anni '60 il gruppo Coop inizia nella razionalizzazione riducendo le società e diminuendo i punti vendita.

Ancora la "nostra "Cooperativa?
Purtroppo non sono molte le persone che nel nostro paese sentono l'appartenenza alla società cooperativa così come era ancora sentita qualche decennio fa, quando si svolgevano le assemblee in paese e si partecipava ad un'associazione creata dai nostri padri. Le possibilità di controllo e di partecipazione appaiono ora formali e il legame personale si affievolisce sempre più.

Eppure...
Malgrado l'evoluzione di questi ultimi decenni il gruppo Coop è ancora quello, fra i grandi gruppi, che più di ogni altro ha cercato di mantenere una capillare diffusione su tutto il territorio nazionale, prestando attenzione alla qualità dei prodotti e ai modi di allevamento e di coltivazione (non solo in periodo di "vacca pazza" i prodotti Naturaplan sono i benvenuti), ai problemi ecologici (riciclaggio dei rifiuti) e anche alle questioni legate al sottosviluppo e al commercio equo (marchio Max Havelar per il cioccolato, il caffè, il tè e il miele).

Qualcosa è successo
Con le nostre iniziative e il massiccio appoggio della popolazione abbiamo raggiunto un importante obiettivo per rendere possibile il mantenimento del negozio di Dino. I dati relativi alla vendita in questi ultimi mesi sono confortanti e ci fanno ben sperare. La nota dolente ora riguarda il negozio di Sonvico.
Abbiamo avuto la prova che è possibile cambiare gli eventi, smentendo coloro che ci dicevano "Tanto fanno quello che vogliono". Per mantenere i negozi dobbiamo acquistare nel nostro paese, solo così manterremo un servizio essenziale anche per i nostri anziani e per tutte le persone non motorizzate, oltre a salvaguardare numerosi posti di lavoro.

Un ideale da non buttare
E' indubbio che molti elementi dello spirito originario del movimento cooperativo siano andati persi. Non è questo un buon motivo per affossarli del tutto. Molte cose sono cambiate in questi ultimi due secoli e per sopravvivere anche l'organizzazione cooperativa è dovuta cambiare, ma non dobbiamo dimenticare che essa ha sicuramente influenzato in modo positivo i progressi che tutti noi abbiamo vissuto. Ora forse sta un po' anche a noi, con la nostra partecipazione e la nostra fantasia ricreare nuovi ideali , nuovi modi di essere cooperatori e ricuperare sensibilità che sembrano perdute.

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Lettera a Coop Ticino

Sonvico, 22 settembre 1996

Egregi signori,
cogliamo prima di tutto l'occasione per ringraziarvi per l'interessamento alle iniziative della popolazione del nostro comune per mantenere aperti i negozi. In particolare, dopo il vostro non facile incontro avuto con la popolazione il 10 gennaio scorso, abbiamo apprezzato la vostra scelta di offrirci un'ulteriore opportunità per manifestare concretamente il nostro interesse al mantenimento del negozio di Dino.

L'informazione da voi fornita al nostro Municipio, riguardante l"evoluzione dello smercio in confronto all'anno precedente" dei negozi di Dino e Sonvico per i primi sei mesi di quest'anno, é sicuramente incoraggiante. In particolare a Dino negli ultimi tre mesi c'è stato un aumento dello smercio superiore al 20%. Il miglioramento dell'offerta con l'introduzione del banco dei prodotti freschi ha sicuramente contribuito a questo risultato. Per contro l'andamento nel negozio di Sonvico non è così positivo (stagnazione delle vendite). Se calcoliamo però la diminuzione complessiva in Ticino della vendita al dettaglio (meno 3% nel primo semestre) e la politica di Coop Ticino mirante alla riduzione dei prezzi (meno 0.7%) il risultato non appare più così preoccupante.

A nostro parere ci sono ancora importanti spazi per incrementare le vendite, valorizzando le possibilità di acquisto, sensibilizzando la popolazione sui valori cooperativistici e spingendola a ritrovare nuove motivazioni verso i negozi cooperativi. Ci sembra peccato che Coop Svizzera butti in parte alle ortiche un patrimonio secolare fatto di partecipazione, di coinvolgimento e di presenza capillare sul territorio. Pur coscienti dell'evoluzione delle modalità di vendita, siamo dell'avviso che Coop Svizzera debba sfruttare maggiormente la sua immagine di negozio di paese, di negozio di fiducia e qualità, vicino alle esigenze della popolazione.
Quella da noi iniziata potrebbe essere un'esperienza importante per rivitalizzare anche altri negozi e ritrovare ancora un forte consenso attorno al movimento cooperativo. Tutto ciò sarà possibile farlo mantenendo aperti i canali di discussione fra i consumatori-cooperatori e la direzione di Coop Ticino. L'inizio ci sembra positivo, sta alla buona volontà di tutti noi continuare su questa strada Come ulteriore segnale da parte nostra in questa direzione, vi inviamo oltre 60 adesioni alla Società Cooperativa, raccolte fra persone che vogliono segnalare la volontà di mantenere i negozi nel nostro comune. Questo vi permetterà anche una migliore penetrazione pubblicitaria e un migliore collegamento con tutti noi. Alcune persone già associate hanno voluto manifestare l'attaccamento alla Cooperativa consegnandoci il tagliando. Quelli da noi conosciuti sono già stati eliminati, per gli altri dovrete chiedere a Coop Svizzera di effettuare le necessarie verifiche.

Sicuri di aver dato un chiaro segnale positivo per il mantenimento del negozio di Dino, restiamo in attesa di una vostra definitiva decisione che sia favorevole all'interesse di tutta la comunità.

Con i nostri più cordiali saluti.

Per il Gruppo promotore della petizione per il mantenimento dei negozi nel nostro comune: Maurizio Cerri

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VOTAZIONE POPOLARE 5 - 6 - 7 GIUGNO: Iniziativa genetica

Per la sua complessità e per le molte problematiche ad essa legate, l'iniziativa genetica è il tema che più è stato dibattuto all'interno della sinistra elvetica. A livello nazionale il PSS la sostiene, considerando anche le posizioni insoddisfacenti della maggioranza borghese in parlamento, riguardanti le normative relative alla dispersione nell'ambiente degli organismi geneticamente manipolati e alla possibilità, ancor più inacettabile, di brevettare questo tipo di piante e animali.
Il PS cantonale ha invece valutato con preoccupazione le possibili conseguenze del divieto di ricerca nel campo medico e la restrittiva concezione ideologica del ruolo dell'uomo nei confronti della natura che caratterizza l'iniziativa. Per questo motivo il comitato cantonale del PS invita tutti ad esprimere il proprio voto secondo coscienza, senza dare indicazioni in merito.

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Quali prospettive per il negozio di Dino?

Una nostra interpellanza del maggio 1996 ha nuovamente spinto il Municipio a contattare la direzione di Coop Ticino per ottenere ulteriori informazioni. Oltre ai dati sull'andamento della vendita nei negozi, che ci ha permesso d'intraprendere una nuova campagna di sensibilizzazione e di pressione di cui acceniamo in questa pagina, abbiamo saputo che la Coop di Dino sarebbe sicuramente restata aperta ancora per tutto il 1997 e che una decisione definitiva sarebbe stata presa solo nella primavera del 1998. Il Municipio sottolineava però l'invito del direttore Chiccherio ha a non accogliere con toni trionfalistici questa notizia, in quanto la situazione dei punti vendita era (ed è) da considerare ancora precaria.
La primavera '98 è ormai quasi trascorsa e non siamo a conoscenza di decisioni in merito. Sappiamo però che il malcontento per la varietà della merce nel negozio di Dino è assai diffusa e di conseguenza la cifra d'affari non sarà cresciuta di molto. E' certo che se si vuole mantenere il negozio è necessario gestirlo nel modo migliore, ma è anche importante che i consumatori non lo abbandonino. Quale sarebbe il peso per tutta la comunità di Dino nel caso di una sua chiusura ?

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Referendum sul nuovo Regolamento comunale per la raccolta e l'eliminazione dei rifiuti

Il 10 febbraio del 1998 il Consiglio comunale di Sonvico ha approvato un nuovo regolamento per il servizio raccolta rifiuti che, tra le altre cose, prevede all'art. 26 cpv. 1 di applicare un supplemento di tariffa anche per i rustici abitabili (minimo fr. 50, massimo fr. 90). Contro questa decisione è stato promosso un referendum.

In consiglio comunale abbiamo espresso l'inadeguatezza dell'attuale e del futuro sistema di tassazione per finanziare questo servizio, considerato che colpisce indiscriminatamente tutti, senza tener conto dell'effettiva produzione di rifiuti di ognuno e senza considerare gli sforzi individuali nella separazione e nel riciclaggio di questo prodotto. Sistema che oltretutto colpisce allo stesso modo chi ha molte disponibilità finanziarie e chi vive di sola AVS. D'altra parte proporre una tassa sul sacco (che difficilmente verrebbe accettata) spingerebbe molti a disfarsi dei propri rifiuti disseminandoli sul territorio.

La controversia sull'art. 26 a nostro parere risulta di secondaria importanza rispetto all'impostazione generale. La proposta accettata dal Consiglio comunale (il nostro Gruppo non ha preso una posizione unanime) prevede un maggior contributo da parte dei proprietari di un rustico abitabile, ciò che porterà ad una diminuzione di quanto richiesto alle persone sole (minimo fr. 65, massimo fr. 270) a ai nuclei familiari (minimo fr. 105, massimo fr. 450). Le entrate globali dovranno comunque sempre coprire il 50% del costo totale di questo servizio. Per il 1998 si sarebbero dovuti incassare fr. 98'000.-
Per informare con precisione tutti i cittadini chiamati ad esprimersi, abbiamo invitato il Municipio ad indicarci come in concreto sarebbe variata la tassa per ogni categoria sulla base delle due varianti in discussione. Purtroppo il Municipio non ha ritenuto di elaborare queste informazioni che sarebbero state estremamente utili per permettere a tutti una decisione ben ponderata. Questa non è stata sicuramente una scelta di chiarezza e trasparenza.
Sul tema non diamo nessuna indicazione di voto e invitiamo ognuno a valutare e a scegliere liberamente sulla base delle poche informazioni disponibili.

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