Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino


Piano particolareggiato
Vai... Al Municipio di Sonvico: osservazioni sul Piano Particolareggiato 15 dicembre 1999
Vai... Piano particolareggiato del nucleo, Contatti, numero 22, marzo 2000

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Al Municipio di Sonvico: osservazioni sul Piano Particolareggiato 15 dicembre 1999

Egregio signor sindaco, gentile signora, egregi signori,
abbiamo esaminato con molta attenzione la documentazione riguardante il piano particolareggiato dei nuclei di Sonvico e di Dino.
L'obiettivo da voi posto di qualificare i nuclei valorizzandone gli elementi peculiari e più significativi che hanno permesso il costruirsi e l'evolversi di una ben precisa sostanza edilizia ed urbanistica ci appare fondamentale. Ci appare anche più che opportuna la scelta di non voler museificare i nostri villaggi permettendo un riutilizzo e un recupero cosciente e meditato delle varie costruzioni o dei vari gruppi di caseggiati. Scorrendo velocemente il piano relativo all'Indagine sulle destinazioni d'uso degli edifici del 1995 si notano già numerosi cambiamenti d'uso dei diversi stabili a dimostrazione che i nostri nuclei vivono ancora e possono e debbono essere usati per i bisogni reali di chi vi abita.

La serata pubblica di presentazione del progetto ha messo in evidenza la necessità di dare positive e interlocutorie risposte ai bisogni individuali dei singoli proprietari. Per far sì che la proposta da voi elaborata possa ottenere il necessario consenso e che l'intervento pubblico diventi concretamente un aiuto e un sostegno nelle scelte architettoniche individuali, che costituiranno un arricchimento sia per il singolo proprietario che per l'intera comunità, dovete continuare nella linea da voi tracciata. In particolare l'istituzione di una Commissione consultiva del Municipio per l'esame delle problematiche edilizie che riguardano la zona del PPN, appare come la più logica scelta per rendere operativi e realizzabili i vostri obiettivi. La composizione della Commissione e i primi interventi che essa realizzerà saranno probabilmente decisivi per la riuscita di tutta questa iniziativa.

Alla luce di queste considerazioni le nostre osservazioni saranno assai limitate.

Definizione dell'area (del nucleo)

Gli edifici presenti sui mappali 865 e 856 A non meritano di essere inseriti nell'area del nucleo? Il primo, già rilevato nella mappa del 1870, è direttamente collegato con le altre abitazioni del nucleo ed è situato proprio a lato di una colonna assai interessante. Il secondo, poco discosto, probabilmente risalente alla fine dell'800, appare in collegamento assai stretto con il nucleo anche per la sua tipologia.

Parte delle fortificazioni medievali presenti a Sonvico erano situate al di fuori dell'area del nucleo. L'indagine archeologica dovrà comprendere anche queste zone per poi valutare l'opportunità di un loro inserimento o di una loro valorizzazione.

Come già segnalato nelle nostre precedenti osservazioni rimarchiamo l'importante zona della Strada di örte (terrazzamenti creati con numerosi muri a secco, presenza di pollai, scalette in pietra, recinzioni varie, riale in parte incanalato e inserito in un canale sotterraneo costruito con volta in muratura a secco). Anche questa zona è in stretta relazione con il nucleo, sia per la sua utilizzazione, sia per la presenza di due sbocchi (uno pedonale, l'altro parzialmente veicolare verso ovest). Particolarmente delicata è la prima zona che si affaccia su edifici di indubbia importanza storica. In questo caso non si pongono problemi di visibilità del nucleo antico o di possibili conflitti ubanistici o architettonici?

Per possibili futuri interventi di valorizzazione degli aspetti viari e di riqualificazione urbanistica non varrebbe la pena inserire in quest'area anche alcune vie principali (Stradón- a partire dalla Cantonale, Stráda di Teciain, ra Madóna, Salita don G.Rovelli) autosilo compreso?

Protezione dei beni culturali e interventi pubblici

Purtroppo non abbiamo potuto avere delle indicazioni più precise sull'indagine archeologica e sul rilievo degli elementi di interesse storico, artistico e ambientale messa in opera dall'Ufficio cantonale dei beni culturali. Questa ricerca risulta evidentemente della massima importanza per la buona riuscita del nostro Piano particolareggiato. Inoltre come primizia a livello ticinese ci auguriamo che possa essere svolta nel modo più completo ed esaustivo, così da figurare come modello anche per gli altri comuni del nostro Cantone. Essa deve pure costituire uno strumento che favorisca la presa di coscienza dei proprietari del valore e del significato di alcuni edifici o parte di essi per la storia e l'identità di un'intera comunità.
Ci piacerebbe molto poter consultare questo studio prima della pubblicazione definitiva.

Oltre alle indicazioni già espresse nella nostra comunicazione del 19 ottobre 1996 aggiungiamo o riprendiamo le seguenti osservazioni espresse in forma interlocutoria quali elementi di riflessione.

Facciate da tutelare: forse una delle uniche botteghe artigiane rimaste allo stato originale è quella di fronte all'oratorio di S.Pietro (mappale n.497). E' una facciata o un elemento da salvaguardare?

La facciata nel cortile interno alla Cá di Prévet (mappale n. 552) merita indubbiamente di essere tutelata.

Sono pochi gli anziani che si ricordano dell'uso dell'Eira per la conservazione delle granaglie. Molti di questi edifici vennero usati nel passato come fienile e così tutt'oggi vengono declassati e catalogati. Il termine è rimasto nella nostra memoria storica solo come toponimo. E' ancora presente qualche significativa costruzione di questo tipo nei nostri due nuclei?

Il collegamento verticale che sale da ur Sass e prosegue fino alla Strécia de Castell viene considerato come uno dei collegamenti verticali di maggior importanza all'interno del nucleo, merita di essere segnalato nella sua interezza.

Alcuni dei passaggi in cui scorreva il riale Riarón all'interno del nucleo sono ancora ben visibili e meritano di essere valorizzati.

Il complesso degli edifici con corte addossati all'oratorio di San Pietro (case antiche e portale medievale) sono stati oggetto di rilievo per la realizzazione dell'Atlante dell'edilizia rurale in Ticino. Si tratta di un complesso che ben si presterebbe per un recupero ed una sua valorizzazione a beneficio di tutta la comunità. E' possibile un suo inserimento quale edificio soggetto a restauro architettonico? Ciò potrebbe favorire un suo recupero? E' realistico questo auspicio?

Sembra che la Casa della Ragione rischi di non più essere considerata come testimonianza iscritta nell'elenco dei beni protetti a livello cantonale. Essa rappresenta sicuramente un tassello importante per leggere nel tessuto urbano la nostra storia al tempo dei Baliaggi, e tutto ciò malgrado il deteriorarsi della costruzione e delle sue figure. E' necessario convincere i responsabili cantonali dell'importanza di mantenere questo elemento, considerati gli sforzi del Municipio nell'allestimento del nostro Piano particolareggiato e l'intenzione dello stesso di ripristinare la facciata di questo edificio. Se questo elemento dovesse essere declassato rischieremmo di perderlo definitivamente.

La proposta di un possibile e parziale allargamento della strada di Logh è opportuna? Non risulterebbe un intervento troppo pesante introducendo una strada carrozzabile estranea alla tipologia viaria attuale? Non costituirebbe un ulteriore passo verso una "motorizzazione" di questa via attualmente percorsa da un numero estremamente limitato di autoveicoli?

In questi mesi il Municipio è particolarmente impegnato in questo importante e qualificante studio. Spesso però piccoli elementi secondari, ma pur importanti, contribuiscono a rendere mento credibili grandi proposizioni. Nella serata di presentazione il prof. Foletti ha ricordato ad esempio l'importanza delle "palle di cannone" (sfere in granito murate in alcune nostre abitazioni di origine medievale) da lui censite. Due di questi oggetti sono da tempo depositati presso il magazzino comunale in stato di poco lodevole abbandono. Ci sembra assolutamente necessario trovare una dignitosa collocazione anche per questi elementi (al torchio è depositata una lastra tombale con probabili scritte etrusche) per mostrare anche noi come ente pubblico l'importanza e la necessità di valorizzare tutti quegli elementi significativi per la nostra storia.

Sempre disponibili e interessati a collaborare per approfondire questi temi vi porgiamo i nostri migliori saluti.

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Piano particolareggiato del nucleo

Un'iniziativa a favore di chi desidera risistemare i propri edifici e un atto di amore verso il proprio paese
Presentato alla popolazione il 24 novembre 1999

Le origini del Piano particolareggiato
Già in occasione dell'adozione del primo Piano regolatore il Consiglio di Stato richiedeva l'adozione di norme più precise per la protezione dei nostri nuclei e particolarmente quello di Sonvico inserito nell'Inventario federale dei nuclei degni di protezione. A seguito della bocciatura da parte del Consiglio comunale di una prima proposta di Piano particolareggiato vennero adottate delle norme provvisorie particolarmente restrittive e poco efficaci per regolamentare i vari interventi edilizi. Per porre rimedio a ciò il Municipio propose un nuovo studio accettato poi dal Consiglio comunale: "è volontà generale di riuscire a disporre di uno strumento pianificatorio costruttivo e non coercitivo, che permetta interventi edificatori, garantendo nel contempo un armonioso sviluppo dei nuclei." (1)

Sensibilità e realismo
Dopo un periodo di pausa lo studio venne ripreso nella primavera dello scorso anno dal nuovo capo-dicastero della pianificazione Marco Morganti (Gruppo socialista), succeduto al dimissionario Christian Castelli (Lega), che in stretta collaborazione con i municipali Lorenza Spinelli (PPD) e Danilo Castelli (PLR), elaborò con il pianificatore incaricato un'innovativa proposta che incoraggiasse il rinnovamento delle case nel rispetto di una visione generale che valorizzasse il nucleo. Le costruzioni esistenti sono state suddivise in diverse categorie a seconda del loro valore. In genere però non si è voluto introdurre delle norme rigide valide per ogni intervento, ma si è scelto di dare delle indicazioni di massima per rendere possibili interventi di risanamento non troppo costosi, che rispondano alle esigenze di chi vuol vivere nel nucleo, ma che mantengano comunque la peculiarità del nostro patrimonio storico-urbanistico.

La Commissione del Nucleo: un aiuto, un consulente:
Le nuove norme sono perciò assai più liberali di quelle precedenti e permettono deroghe maggiori di quanto sia possibile con il più comune regolamento edilizio. Per rendere operativi questi obiettivi il Municipio ha nominato una Commissione del Nucleo che dovrà emanare dei pareri sulle varie richieste edilizie all'indirizzo del Municipio, ma potrà anche fungere da consulente prima della presentazione di una domanda di costruzione definitiva.

Sonvico non è Ballenberg
E' importante sottolineare che quanto proposto con questa regolamentazione entra in parte in contrasto con alcune direttive federali (ISOS) che imporrebbero di salvaguardare le vecchie costruzioni agricole all'interno del nucleo. Come ha chiaramente ribadito il nostro municipale Marco Morganti non si vuole creare un grande museo, un nuovo Ballenberg, ma si vuole garantire la vivibilità del nucleo su standard moderni (art.44 NAPPN). Per questo non è più riproponibile il mantenimento delle numerose vecchie stalle come muta e defunta storia del nostro passato. Anche il capo dell'Ufficio dei Beni Culturali, dr. Giulio Foletti, ha ribadito che il suo Ufficio vuole dare prima di tutto delle indicazioni sul valore storico e artistico di alcune costruzioni, in modo che il Municipio, ma anche il privato, possa valutare come intervenire e cosa valorizzare. E' inutile mettere norme troppo rigide che impediranno poi di fatto una buona conservazione di questo patrimonio.

Un nuovo modo di lavorare
Tra gli aspetti positivi di questo studio teniamo a sottolineare la buona collaborazione stabilita all'interno del Municipio tra i municipali citati, che pur di partiti diversi, sono riusciti a collaborare per elaborare velocemente e con sensibilità uno strumento utile a tutti i privati e anche alla comunità. Ci auguriamo che l'iniziativa possa proseguire senza troppi intoppi e che questo nuovo modo di lavorare trovi sempre più spazio.

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(1) cfr. Rapporto della Commissione della gestione al M.M n.7/95

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