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Mondo - Segnaliamo| Un articolo di Ronny Bianchi

Officine di Bellinzona: una strategia alternativa


(La Regione, 12 marzo 2008)


A Berna pronti a giocare pure una strategia alternativa
di Ronny Bianchi


Allo stato attuale che possibilità ci sono di salvare le Officine FFS di Bellinzona? Onestamente credo che siano molto limitate. Quando una società prende decisioni strategiche di questo tipo, raramente torna sui propri passi, costi quel che costi. C’è però quel raramente. Considerando anche il ruolo – seppure indiretto – della Confederazione (dunque politico e non solo economico) in FFS Cargo, forse sarebbe possibile trovare una via d’uscita a condizione di porre sul piatto della bilancia un progetto altrettanto forte. Se il nostro Consiglio di Stato si recherà a Berna con rivendicazioni puramente politiche e regionaliste, potrebbe correre il rischio di ritornare in Ticino a mani vuote. Se invece, fosse in grado di presentare una strategia alternativa, chissà...
La strategia alternativa non la si può improvvisare, ma si possono però abbozzare alcune idee guida, così da chiedere, a chi di dovere, un ragionevole lasso di tempo (con effetto sospensivo), per approfondire e discutere un serio progetto di politica industriale per le Officine.

Quanto proponiamo di seguito è da considerare come una traccia di discussione, tanto per capire in che direzione ci si dovrebbe muovere. Dapprima una premessa: le Officine FFS di Bellinzona, hanno un’indubbia valenza regionale e in questo senso rientrano nell’ottica della nuova politica regionale, permettendo allo Stato un intervento diretto.
Una possibile via per salvare le Officine ci sembra potrebbe essere la seguente. Viene creata una società autonoma, dunque non più dipendente da FFS Cargo, nel cui capitale potrebbero entrare: il Cantone Ticino, il Cantone dei Grigioni, le maestranze e, se del caso, pure le Ferriere Cattaneo. Questa società avrebbe tutte le basi necessarie per svilupparsi: conoscenze tecniche importanti (il famoso know how) che deriva dalla decennale esperienza nel settore dei lavoratori e dei tecnici oggi impiegati a Bellinzona, il supporto di una società importante che opera in un settore parallelo e che pertanto possiede le conoscenze gestionali necessarie e il supporto politico di due cantoni, direttamente interessati a conservare i posti di lavoro ma, soprattutto, interessati a sviluppare un settore che potrà ulteriormente crescere in vista dell’apertura di Alptransit.
Ma questa nuova società potrebbe essere competitiva anche dal punto di vista economico? Se gestita secondo criteri aziendali seri, la risposta non può che essere positiva. Sappiamo che il problema delle Regie federali o ex, sono i costi troppo elevati rispetto al mercato, derivanti da errori gestionali del passato e anche presenti. Liberarsi da questo vincolo permetterebbe alla nuova società di ridurre sensibilmente i costi della gestione amministrativa. Il fatto poi che le maestranze entrerebbero a far parte della società, potrebbe dare un impulso alla produttività (come dimostrano casi simili), rendendo così l’impresa competitiva sul mercato svizzero, ma probabilmente anche rispetto a possibili concorrenti esteri.
La domanda centrale è però: ma poi il lavoro alla nuova società chi lo garantisce? Evidentemente nessuno: non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena. Ma questa è la sfida da raccogliere, importante per un cantone che non è abituato a prove di questo tipo. Tuttavia non ci sono motivi perché l’operazione non possa funzionare. Se la società fosse effettivamente in grado di essere competitiva, il primo cliente sarebbe proprio FFS Cargo ma, perché no, anche società estere (FS italiane) potrebbero ricorrere a Bellinzona per la manutenzione delle locomotive e delle carrozze.
Evidentemente molti punti devono essere valutati seriamente, ma crediamo che questa sia una delle sole strade percorribili per salvare 120 posti di lavoro e, forse, ben altro. E soprattutto crediamo che una soluzione che vada in questa direzione permetterebbe alla Berna ( politica) e a FFS Cargo di riconsiderare la posizione di Bellinzona e, come minimo, di concedere il tempo per finalizzare i diversi aspetti della nuova società.



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