| Socialisti da cent'anni | |||
| Una pubblicazione della Fondazione Pellegrini-Canevascini | |||
Il mondo cambia e si evolve ogni giorno. L'economista italiano Claudio Napoleoni ci ricordava che non siamo più confrontati dal dominio degli uni sugli altri (la storia non è più retta dal rapporto tra una classe sfruttatrice e una classe sfruttata) ma dal dominio delle cose sulle persone. Se ciò è vero è necessario rivedere le nostre analisi, le nostre forme di lotta, forse anche le nostre organizzazioni. La Fondazione Pellegrini-Canevascini, che ci offre un volume sui cento anni dei socialisti ticinesi, evidentemente non ha voluto affrontare un'analisi di questa portata, ma fedele al proprio impegno più che decennale, ci propone uno strumento di conoscenza, di facile e piacevole lettura, per orientarci nella storia del socialismo ticinese. La prima parte del volume si apre con un'agile cronologia degli avvenimenti ticinesi ed elvetici, introdotti da una presentazione di ciò che è successo a livello mondiale. In Ticino gli inizi sono caratterizzati dalla presenza di persone legate alla nuova linea ferroviaria del Gottardo e di rifugiati italiani, si passa poi dalle lotte d'inizio secolo fino alla prima guerra mondiale, in seguito con l'entrata in Governo di Guglielmo Canevascini si apre un lungo periodo in cui il partito svolge il ruolo di ago della bilancia fra le altre forze politiche, oltre che distinguersi per il proprio impegno antifascista. Con gli anni '60 si va verso la contestazione con la nascita del PSA e una crescita continua, seppur lacerante, della sinistra. L'ultimo decennio si conclude con la riunificazione. La seconda parte dell'opera presenta dei flash, illustrati da numerose fotografie, su alcuni temi che hanno caratterizzato la vita del Partito (la piazza, le lotte per il "cadreghino", la stampa, il volo Bassanesi, il tempo libero, la bandiera, i rifugiati, le case del popolo, il movimento, la cultura, il Ceneri, le donne,...). Il volume si conclude con un accurato e completo elenco degli eletti socialisti nelle istituzioni cantonali. L'opera è firmata in modo collettivo dai membri della Fondazione (Genasci, Gilardoni, Rossi, Simoni, Valsangiacomo Comolli, oltre alla collaborazione di Marco Schenk), ciò che marca in modo ancor più forte il clima d'impegno, di solidarietà, di amicizia che caratterizza questo importante gruppo, che ha il grandissimo merito di aver ricuperato, ordinato e messo a disposizione degli storici la documentazione delle organizzazioni del movimento operaio e dei partiti della sinistra. Tutto ciò in un paese abituato ad innalzare monumenti a persone dopo averne disperso e distrutto gli scritti che ne documentano l'opera e il pensiero: un modo per facilitare la manipolazione della storia. |