Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino


Raccolta firme per ATTAC, ottobre 1999

In occasione delle elezioni federali saremo presenti ai seggi per la raccolta di firme in favore della:


PETIZIONE ATTAC

(Azione per una tassazione delle transazioni finanziarie per l'aiuto ai cittadini)


ATTAC è un'associazione nata lo scorso anno in Francia, su iniziativa del mensile "Le monde diplomatique", per combattere l'aumento della miseria e della povertà, la crescita delle diseguaglianze e delle discriminazioni, la soppressione dei diritti fondamentali di grandi settori della popolazione (accesso all'acqua, alle cure mediche, alla formazione, all'uguaglianza, ecc.).
L'associazione considera importante capire i meccanismi che dirigono l'attuale modello di sviluppo del nostro mondo (mondializzazione finanziaria) per poterli contrastare.
La completa libertà di circolazione dei capitali ha portato ad un'esplosione delle transazioni finanziarie speculative. Ogni giorno 1500 miliardi di dollari sono negoziati sul mercato dei cambi alla ricerca del massimo profitto, senza portare alcun beneficio alle attività produttive e commerciali di beni e servizi.. Ciò accresce e favorisce le attività legate al capitale speculativo a tutto svantaggio di quelle legate al mondo del lavoro, dove si spinge sempre più verso la precarietà e la continua diminuzione dei diritti.
Per limitare questo perverso sviluppo l'economista americano James Tobin, premio Nobel per l'economia, ha proposto di tassare le transazioni speculative sul mercato delle valute. Anche fissata ad un tasso molto basso dello 0,05% la tassa Tobin sarebbe in grado di raccogliere circa 100 miliardi di dollari l'anno, che potrebbero essere utilizzati per la lotta contro la disuguaglianza, per lo sviluppo dell'educazione e della salute pubblica, per la sicurezza in campo alimentare e per uno sviluppo sostenibile. Questo meccanismo metterebbe inoltre un granello di sabbia negli ingranaggi della speculazione, dando nuova speranza alla popolazione di poter prendere in mano il proprio destino.
L'economista James Tobin


Accordo multilaterale sugli investimenti (AMI)
Sconfiggiamo il mostro

Il prossimo 30 novembre si terrà a Seattle una riunione dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc) per riproporre l'Accordo multilaterale sugli investimenti (AMI) affossato nel 1998 grazie alla mobilitazione di un'ampia parte della società civile. I negoziati sull'AMI erano iniziati nel 1995, nel più assoluto riserbo, in seno all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Ma come tutti i vampiri non ha sopportato la luce del giorno: una volta che il suo contenuto è stato reso pubblico l'opposizione non si è fatta attendere. Difensori dei diritti umani, dell'ambiente e associazioni culturali e politiche si sono unite per combattere un trattato che mirava a costruire un'economia mondiale unificata per soddisfare unicamente gli interessi dei grandi investitori, senza prendere in considerazione i bisogni e le esigenze della popolazione.
L'organizzazione mondiale del commercio vuole riproporre questo accordo ridisegnando un nuovo ordine mondiale. I governi dovrebbero in pratica garantire qualsiasi investimento eliminando ogni vincolo legislativo, pena grossi indennizzi.
Non sarà più possibile favorire imprese che assumono manodopera locale o sostenere regioni periferiche ed arretrate, un governo non potrà più impedire la vendita di prodotti considerati dannosi per la salute o l'ambiente.
Ogni impresa o investitore straniero avrà cioè il diritto di contestare quasi tutte le scelte politiche dei governi se considerate minacce potenziali sui profitti: dalle misure fiscali alle disposizioni relative all'ambiente, dalla legislazione del lavoro alle regole di protezione del consumatore.
I diritti, la salute, la dignità e la libertà dei popoli verrebbero sacrificati per gli interessi di pochi gruppi multinazionali.

Per chi desidera maggiori informazioni possiamo mettere a disposizione un articolo di Lori Wallach apparso su "Le monde diplomatique" dello scorso febbraio.