Sento i miei talloni contro il costato di Ronzinante
L'impossibilità di una rapida industrializzazione del paese e la necessità di puntare ancora sulla canna da zucchero allontanò la realizzazione degli obiettivi guevariani. Convinto di poter ormai lasciar camminare la rivoluzione cubana con le proprie gambe si ravviva in lui un bisogno che non si era mai spento : portare la rivoluzione in altri paesi.
Paesi dell'Est complici dell'imperialismo
Negli ultimi suoi impegni internazionali prende chiare posizioni. Di fronte alla XIX Assemblea Generale dell'Onu (11 dicembre 1964) denuncia il colonialismo e l'imperialismo americano e in particolare condanna il coinvolgimento dell'ONU nelle operazioni armate americane e belghe che avevano portato all'assassinio di Lumumba, primo ministro del Congo e che avrebbero portato poi alla creazione del sanguinario regime di Mobutu, sopravvissuto fino ai giorni nostri. Nel suo ultimo intervento pubblico ad Algeri (25 febbraio 1965) ricorda che "non può esistere socialismo se, nelle coscienze, non avviene un cambiamento che determini un nuovo atteggiamento nei confronti dell'umanità" e richiama l'obbligo dei Paesi socialisti a pagare lo sviluppo dei paesi arretrati e a non farsi "complici dello sfruttamento imperialista" acquistando materie prime a basso prezzo e vendendo macchinari a prezzo di mercato.
L'anno in cui non siamo stati da nessuna parte
Le illazioni sulla scomparsa del Che furono fantasiose e divertenti, solo nel 1994 venne pubblicato il suo "diario" della guerriglia in Congo. Un tentativo disperato, compiuto da un centinaio di cubani guidati dal Che, che avrebbero dovuto svolgere il compito di addestramento dei guerriglieri congolesi e non quello di sobbarcarsi una guerra contro mercenari e soldati regolari belgi. La missione si conclude alla fine del '65 con un completo fallimento, non essendo riusciti a coinvolgere né i contadini, né i combattenti africani.
Il sacrificio per la rivoluzione
La volontà del Che di proseguire in altri tentativi guerriglieri evidenziano ancora una volta come egli fosse consapevole di rappresentare, di fronte a tutta l'umanità, l'esempio del comunista rivoluzionario. Il suo rifiuto di privilegi, la scelta di porsi in tutti gli aspetti materiali allo stesso livello dei suoi compagni, mostrano come egli cercasse la purezza come metodo per costruire il socialismo. "Il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d'amore. E' impossibile concepire un rivoluzionario che non abbia queste qualità. (...) Bisogna lottare ogni giorno perché questo amore per l'umanità vivente si trasformi in fatti concreti, in azioni che servano d'esempio, che servano alla mobilitazione. Sappiamo che vi sono altri sacrifici davanti a noi e che dovremo pagare un prezzo per il fatto eroico di costituire un'avanguardia come nazione." Suo padre ricordando questo aspetto scrisse che "Ernesto aveva brutalizzato i suoi sentimenti". Lo stesso Che, confidandosi con un amico prima di lasciare Cuba disse : "Io vivo come se fossi spezzato in due".

In Bolivia
La scelta della Bolivia avviene anche su proposta di Fidel. Come per il Congo, il Che parte per lottare in un paese straniero senza essere invitato, con la speranza di creare un fuoco rivoluzionario che si espanda agli altri paesi latinoamericani. L'obiettivo finale è poi quello di combattere tutti uniti contro l'imperialismo americano. Le cose vanno diversamente, oltre a non ottenere il sostegno dei contadini, il Che non venne nemmeno appoggiato dal Partito comunista boliviano. Deboli, affamati ed ammalati i guerriglieri vengono braccati dall'esercito regolare sostenuto da truppe a da materiale statunitense.
La cattura e la morte
L'ultimo scontro a fuoco risale all'8 ottobre '67. Dopo 11 mesi di guerriglia il Che viene ferito e catturato. Mentre molti suoi compagni cadono uccisi. Rinchiuso nella scuola di La Higuera e interrogato spiega le motivazioni che l'hanno spinto a combattere : "Non vede in quali condizioni vivono i contadini ? Sono quasi dei selvaggi, vivono in uno stato di povertà tale che fa male al cuore a vederli ; hanno solo una stanza in cui dormire e cucinare e non hanno abiti da indossare, sono abbandonati come animali ...". Alla presenza di un agente della CIA il Che viene giustiziato alle 13 e 10 del 9 ottobre 1967. Le sue mani amputate sono conservate, mentre il corpo viene gettato in una cava segreta.
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