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Ernesto Che Guevara: Il "Santo" della Rivoluzione

Immagini tratte da: www.altern.org/juvgue



Ernestito
Nasce a Rosario, Argentina, il 14 giugno del 1928. Si trasferisce con i genitori nella capitale Buenos Aires. Fin da piccolo soffre di violenti attacchi d'asma che non lo abbandoneranno per il resto della sua vita. Nel 1946 si iscrive ad ingegneria per poi passare l'anno seguente alla facoltà di medicina.


I viaggi
All'inizio del 1950 in sella ad una bicicletta Norton sulla quale aveva applicato un motore cucciolo inizia a percorrere l'Argentina per migliaia di chilometri e s'imbarca come infermiere su diverse navi che toccano alcuni stati del suo continente. Un secondo suo peregrinare per l'America latina, documentato da un diario, lo intraprende con l'amico Alberto Granado, in sella ad una Norton 500 da loro battezzata "Poderosa" . Gli scherzi e le ragazze, l'emozione di vedere l'oceano, la miseria degli indios e i lebbrosari : sono elementi che marcano questa scorribanda di un ragazzo di 23 anni. Rientrato a casa in pochi mesi dà ben 15 esami e si laurea nel giugno del 1953.

Il Guatemala di Arbenz
Il mese seguente è nuovamente in partenza per vari paesi. In Guatemala assiste all'esperienza rivoluzionaria del presidente Jacobo Arbenz che, malgrado fosse stato democraticamente eletto, viene abbattuto nel luglio del 1954 da un sanguinoso golpe ordito dalla CIA e dalla United Fruit Company. Il nostro paese si rifiuta di accogliere il presidente Arbenz in fuga dal Guatemala, malgrado fosse di origine svizzera. Durante il golpe Ernesto collabora come medico volontario e s'impegna nell'addestramento militare, ma deve cercare riparo nell'ambasciata argentina, da dove poi se ne andrà in Messico. Ernesto fu molto critico nei confronti del presidente che si era rifiutato di armare il popolo in difesa del Paese.

L'incontro con Fidel
A Città del Messico lavora come allergologo e per vivere fa il fotografo. Nel luglio del '55 incontra l'esiliato cubano Fidel Castro, che dopo poche ore di discussione gli propone di unirsi al loro movimento guerrigliero in qualità di medico. Ernesto accetta subito. Inizia l'addestramento militare per la spedizione verso Cuba. Arrestato dalla polizia messicana il Che scrive ai genitori : "il mio futuro è legato a quello della Rivoluzione cubana ; o trionfo con lei o morirò lì".


Il Che
Non appena liberato i Che entra in clandestinità (i cubani gli appioppano questo soprannome per la sua abitudine di inframmezzare le frasi con quella tipica espressione argentina) e il 25 novembre del 1956 parte per Cuba sulla piccola nave Gramna con altri 81 uomini. L'inizio è disastroso, subito individuati dai soldati di Batista, il dittatore cubano, i guerriglieri si disperdono e molti cadono prigionieri e uccisi. Un mese dopo i 16 superstiti riusciranno a ritrovarsi per avanzare verso la Sierra Maestra.

Comandante Che Guevara
La guerriglia si organizza e ottiene l'appoggio dei contadini. Gli scontri si moltiplicano. Il Che, oltre ad organizzare piccole attività produttive e di propaganda per le necessità dei guerriglieri, dimostra le sue capacità di combattente e di medico. Fidel lo nomina Comandante, responsabile della "Seconda colonna dell'esercito guerrigliero". E' ferito più volte. In dicembre con un rasoio gli viene estratto da un piede un proiettile di carabina . Nel giugno del 1958 una grande offensiva dell'esercito batistiano che impiega diecimila uomini viene bloccata e i "barbudos" (i guerriglieri avevano promesso di non più tagliarsi la barba fino alla vittoria della Rivoluzione) conquistano decine di città.


Trionfa la Revoluciòn
Il primo gennaio 1959 Fulgencio Batista fugge dall'isola. Castro proclama lo sciopero generale ed occupa Santiago. A soli 25 mesi dallo sbarco del Gramna è il trionfo della guerra di liberazione e della rivoluzione cubana. Il guerrigliero è un riformatore sociale Dopo la vittoria militare inizia una nuova battaglia per combattere contro le miserie della nazione cubana (povertà, analfabetismo, struttura sanitaria per pochi privilegiati, razzismo, ecc.) con proposte che sicuramente avrebbero creato una violenta reazione da parte degli USA, che controllava il 75% del commercio e del mercato cubano. Il Che in febbraio è a capo del Dipartimento di istruzione delle Forze armate rivoluzionarie, e teorizza ancora, scandalizzando i teorici dogmatici dei vari partiti comunisti, che è l'esercito ribelle il primo e più importante strumento di lotta e non il Partito. "Il guerrigliero è un riformatore sociale". Partecipa all'elaborazione della riforma agraria che espropria i grandi latifondi e convince Fidel della necessità di non spezzettare la proprietà per poter meglio orientare lo sviluppo economico.

Ministro
Dopo un lungo viaggio in varie nazioni a capo di una delegazione economica viene nominato ministro dell'industria. L'intenzione di creare un'economia industriale diversificata e moderna si scontra con una mancanza di risorse economiche (nell'ottobre del 1960 inizia l'embargo commerciale degli USA contro Cuba) ed una generale impreparazione tecnica (gli USA avevano ritirato anche tutti i loro tecnici che erano a capo delle maggiori industrie del paese). Il Che vuole riscoprire il valore dell'uomo, consapevole del proprio ruolo, come fattore necessario del cambiamento rivoluzionario. E punta su una mobilitazione straordinaria del popolo cubano per superare le proprie arretratezze. La campagna di alfabetizzazione, che ha visto il coinvolgimento di tutto un popolo per estirpare l'analfabetismo, è forse uno dei migliori esempi per spiegare questa linea.

La Baia dei Porci
Le tensioni con Washington aumentano, e appare sempre più chiaro l'orientamento socialista della rivoluzione. Il 3 gennaio 1961 gli USA rompono le relazioni con Cuba e il 17 aprile, dopo mesi di addestramenti, fanno sbarcare un piccolo esercito di mercenari ed esuli cubani, che in poche ore viene reso inoffensivo. I 1200 mercenari vengono rimandati negli USA in cambio di una consistente fornitura sanitaria.

La crisi dei missili
Chruscev propone segretamente a Fidel Castro di installare dei missili con testata atomica sull'isola caraibica come garanzia contro una nuova invasione statunitense. Già a partire dal 6 settembre gli USA individuano sull'isola fortificazioni militari sovietiche, il confronto fra le due superpotenze si fa sempre più teso e si teme che si possa arrivare ad un conflitto nucleare. Al culmine della tensione i sovietici accettano la proposta del presidente Kennedy che promette di non invadere l'isola in cambio del ritiro dei missili. I cubani e il Che non vengono nemmeno consultati, risulta chiaro che il gioco fra le superpotenze permettere di sorvolare sugli accordi e sulla solidarietà rivoluzionaria.

L'Uomo nuovo
L'impegno nello studio e nella riflessione economica è incessante. Guevara sostiene che un'economia socialista deve fornire una serie di prodotti necessari a prezzi bassissimi e gli incentivi materiali devono essere forniti ai lavoratori principalmente sotto forma di servizi da erogare collettivamente (come l'accesso ad un centro culturale o sportivo) e non in denaro. Quando alla domenica partecipa al lavoro volontario per il taglio della canna da zucchero vuole mostrare il valore dello sforzo comunitario, il gusto della condivisione.


Sento i miei talloni contro il costato di Ronzinante
L'impossibilità di una rapida industrializzazione del paese e la necessità di puntare ancora sulla canna da zucchero allontanò la realizzazione degli obiettivi guevariani. Convinto di poter ormai lasciar camminare la rivoluzione cubana con le proprie gambe si ravviva in lui un bisogno che non si era mai spento : portare la rivoluzione in altri paesi.

Paesi dell'Est complici dell'imperialismo
Negli ultimi suoi impegni internazionali prende chiare posizioni. Di fronte alla XIX Assemblea Generale dell'Onu (11 dicembre 1964) denuncia il colonialismo e l'imperialismo americano e in particolare condanna il coinvolgimento dell'ONU nelle operazioni armate americane e belghe che avevano portato all'assassinio di Lumumba, primo ministro del Congo e che avrebbero portato poi alla creazione del sanguinario regime di Mobutu, sopravvissuto fino ai giorni nostri. Nel suo ultimo intervento pubblico ad Algeri (25 febbraio 1965) ricorda che "non può esistere socialismo se, nelle coscienze, non avviene un cambiamento che determini un nuovo atteggiamento nei confronti dell'umanità" e richiama l'obbligo dei Paesi socialisti a pagare lo sviluppo dei paesi arretrati e a non farsi "complici dello sfruttamento imperialista" acquistando materie prime a basso prezzo e vendendo macchinari a prezzo di mercato.
L'anno in cui non siamo stati da nessuna parte Le illazioni sulla scomparsa del Che furono fantasiose e divertenti, solo nel 1994 venne pubblicato il suo "diario" della guerriglia in Congo. Un tentativo disperato, compiuto da un centinaio di cubani guidati dal Che, che avrebbero dovuto svolgere il compito di addestramento dei guerriglieri congolesi e non quello di sobbarcarsi una guerra contro mercenari e soldati regolari belgi. La missione si conclude alla fine del '65 con un completo fallimento, non essendo riusciti a coinvolgere né i contadini, né i combattenti africani.

Il sacrificio per la rivoluzione
La volontà del Che di proseguire in altri tentativi guerriglieri evidenziano ancora una volta come egli fosse consapevole di rappresentare, di fronte a tutta l'umanità, l'esempio del comunista rivoluzionario. Il suo rifiuto di privilegi, la scelta di porsi in tutti gli aspetti materiali allo stesso livello dei suoi compagni, mostrano come egli cercasse la purezza come metodo per costruire il socialismo. "Il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d'amore. E' impossibile concepire un rivoluzionario che non abbia queste qualità. (...) Bisogna lottare ogni giorno perché questo amore per l'umanità vivente si trasformi in fatti concreti, in azioni che servano d'esempio, che servano alla mobilitazione. Sappiamo che vi sono altri sacrifici davanti a noi e che dovremo pagare un prezzo per il fatto eroico di costituire un'avanguardia come nazione." Suo padre ricordando questo aspetto scrisse che "Ernesto aveva brutalizzato i suoi sentimenti". Lo stesso Che, confidandosi con un amico prima di lasciare Cuba disse : "Io vivo come se fossi spezzato in due".




In Bolivia
La scelta della Bolivia avviene anche su proposta di Fidel. Come per il Congo, il Che parte per lottare in un paese straniero senza essere invitato, con la speranza di creare un fuoco rivoluzionario che si espanda agli altri paesi latinoamericani. L'obiettivo finale è poi quello di combattere tutti uniti contro l'imperialismo americano. Le cose vanno diversamente, oltre a non ottenere il sostegno dei contadini, il Che non venne nemmeno appoggiato dal Partito comunista boliviano. Deboli, affamati ed ammalati i guerriglieri vengono braccati dall'esercito regolare sostenuto da truppe a da materiale statunitense.

La cattura e la morte
L'ultimo scontro a fuoco risale all'8 ottobre '67. Dopo 11 mesi di guerriglia il Che viene ferito e catturato. Mentre molti suoi compagni cadono uccisi. Rinchiuso nella scuola di La Higuera e interrogato spiega le motivazioni che l'hanno spinto a combattere : "Non vede in quali condizioni vivono i contadini ? Sono quasi dei selvaggi, vivono in uno stato di povertà tale che fa male al cuore a vederli ; hanno solo una stanza in cui dormire e cucinare e non hanno abiti da indossare, sono abbandonati come animali ...". Alla presenza di un agente della CIA il Che viene giustiziato alle 13 e 10 del 9 ottobre 1967. Le sue mani amputate sono conservate, mentre il corpo viene gettato in una cava segreta.


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