Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino


Notiziario da Genova

domenica 22 luglio

La polizia sta sfondando il portone, stanno facendo irruzione
(Fonte GSF)

E' mezzanotte a Genova. E nelle due scuole (la media Giovanni Pascoli e l'elementare Armando Diaz) di via Cesare Battisti, la prima occupata dal centro stampa e dai servizi sanitario e legale del Gsf e l'altra adibita a centro di accoglienza e casa della radio ufficiale del contro G8, Radio Gap, sta per andare in scena il blitz delle forze dell'ordine.

La tensione è altissima, gli uomini in divisa penetrano prima nella scuola-dormitorio e subito dopo nel press-center. In quest'ultimo palazzo si trovavano alcuni medici del servizio sanitario, giornalisti dell'ufficio stampa e ragazzi feriti durante le manifestazioni di ieri. "La polizia ha cominciato a controllare i documenti - racconta un medico - poi ha sfasciato i computer e i telefoni".

Ma cosa cercano le forze dell'ordine? Le prime voci dicono droga, poi gente del black bloc rifugiata nel centro, infine armi. Alla fine, ma solo dal dormitorio della "Diaz", porteranno fuori qualche mazza, dei coltelli e quelli che le forze dell'ordine definiranno "fogli che contengono piani d'attacco".

Quello che accade dentro, però, è tenuto lontano dagli occhi di tutti. I giornalisti non vengono fatti entrare, gli avvocati del Gsf restano fuori, stessa sorte viene riservata ad un gruppo di parlamentari che esibiscono invano il tesserino. Nulla da fare. "Ho chiesto al capo della Digos di Genova - racconta il portavoce del Gsf Vittorio Agnoletto - di farmi vedere il mandato di perquisizione e lui mi ha risposto di passare più tardi, dopo una mezz'ora. Quello che è accaduto è una cosa non solo vergognosa ma al di fuori della Costituzione".

Nel frattempo all'esterno, un folto cordone di polizia si posiziona di fronte agli ingressi delle due scuole. Passano soltanto gli infermieri trasportando barelle con i feriti. Alla fine il bilancio sarà di 66 persone medicate nei vari ospedali genovesi, 12 delle quali ricoverate. Un bilancio molto più alto delle dichiarazioni della polizia che, a blitz concluso, parlava solo di una decina di feriti. "Molti ragazzi presentavano ferite di sangue rappreso" dice il responsabile delle relazione esterne del dipartimento per il G8, Roberto Sgalla.

I fatti più gravi sono accaduti dentro il dormitorio. La versione della polizia è che il primo agente entrato sarebbe stato aggredito con una coltellata fortunatamente andata a vuoto. Da lì sarebbe scattata la durissima reazione delle forze dell'ordine. La versione degli antiglobal è esattamente contraria: "Stavamo dormendo tranquillamente, ci hanno assaliti, picchiati e arrestati".

Quando gli agenti escono si portano dietro alcuni sacchi dove, sarebbe stato raccolto il materiale sequestrato: mazze di ferro, molotov, piombo, coltelli e tute nere. Oltre ai cinquanta giovani arrestati. Il Gsf precisa: "Non c'erano armi nel centro stampa".

Ma per Agnoletto l'obiettivo del blitz era un altro: la documentazione filmata raccolta dal Genoa Social Forum su quanto accaduto nei due giorni di scontri. "Loro vogliono quella documentazione - spiega - noi però l'abbiamo già inviata a una rete televisiva nazionale". A quanto risulta i poliziotti avrebbero delle cassette video con le immagini dell'uccisione di Carlo Giuliani. Cassette in parte inedite ma sicuramente e duplicate e in parte diffuse dalle emittenti televisive.

La polizia si allontana e i giornalisti possono finalmente entrare nel dormitorio. La scena che si presentata loro davanti è di totale devastazione: vestiti, libri, fogli, oggetti sparsi per terra e grosse macchie di sangue ancora fresco coprivano il pavimento. "Abbiamo visto arrivare i poliziotti in divisa. Sono stato circondato da almeno dieci agenti che hanno cominciato a manganellarmi e a prendermi a calci. Poi hanno fatto lo stesso agli altri ragazzi che erano lì" racconta un ragazzo che era dentro al momento del blitz.



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