Bellinzona, 25 luglio 2001
Riunito in assemblea il 25 luglio il coordinamento ticinese contro il G8 esprime il suo punto di vista sui fatti di Genova attraverso le seguenti osservazioni:
1. Un movimento ampio e pluralista ha dato vita a numerosi momenti di riflessione e di dibattito nelle settimana precedente alla manifestazione di sabato 21 luglio alla quale hanno partecipato numerose persone, molte più del previsto. Le politiche portate avanti dei grandi della terra creano miseria, disuguaglianze sociali e devastazioni ambientali che non sono più tollerate e incontrano ovunque movimenti di protesta e di resistenza. Proposte alternative alle politiche dominanti come, l'annullamento del debito, l'introduzione di una tassa Tobin, la produzione di farmaci non brevettati accessibili a tutti, il rafforzamento del servizio pubblico, per esempio, trovano sempre maggior eco tra la popolazione. Il cosiddetto movimento antimondializzazione ha dimostrato ancora una volta nelle strade di Genova la sua forza e le sue potenzialità, ha risposto positivamente all'appello del Genoa Social Forum partecipando in massa alla manifestazione pacifica di sabato 21 luglio. Il movimento non si è lasciato travolgere dalla tensione e dalla paura e ha vinto contro chi ha tentato di criminalizzarlo con l'unico obiettivo di dividerlo e indebolirlo. Anche in Ticino lo sforzo unitario del coordinamento anti G8 ha dato i suoi frutti portando a Genova più di 100 persone. Questo elemento, troppo spesso offuscato dai media molto più attenti a riferire sugli scontri e sulla violenza, deve invece essere valorizzato.
2. Durante le giornate del 20 e del 21 luglio la polizia ha lasciato scorrazzare per la città gruppuscoli di vandali impazziti, appartenenti al cosiddetto black bloc, attaccando sistematicamente, quando se ne presentava l'occasione, i cortei pacifici del Genova social forum. Le numerose testimonianze raccolte in questi giorni ci raccontano di atteggiamenti assolutamente ingiustificati da parte della polizia. Sabato, durante la manifestazione dei 200mila, le forze del "disordine mondiale" non sono riuscite a garantire lo svolgimento della manifestazione, che è stata spezzata in due tronconi da un intervento della polizia. I gas lacrimogeni (lanciati ad altezza d'uomo e sparati dal cielo tramite gli elicotteri) hanno disperso decine di migliaia di persone venute a manifestare il loro dissenso pacificamente. Secondo delle testimonianze poliziotti infiltrati nei ranghi dei black bloc hanno orchestrato parte dei disordini che hanno impedito lo svolgimento pacifico delle manifestazioni. Come non pensare che in tutto questo non vi sia un disegno delle forze di polizia o dell'intero governo Berlusconi e degli altri governi del G8? Come non pensarlo dopo che la sede del Genova social forum, la scuola Diaz e il centro stampa Indymedia, sono stati perquisiti e saccheggiati la notte tra sabato e domenica da parte delle forze dell'ordine, con l'arresto di decine di manifestanti, il pestaggio di altre decine e il sequestro di materiale video e fotografico che mostrava le responsabilità della polizia nei disordini? E come valutare le dichiarazioni di Berlusconi poco dopo la perquisizione che non vi è differenza tra manifestanti violenti e manifestanti del Genova social forum? L'intervento di Berlusconi è significativo di quanto vengano prese seriamente in considerazione, da parte di questo nuovo governo, le rivendicazioni legittime di milioni di persone. Ogni tentativo di ridurre il movimento alle azioni di qualche gruppo marginale violento deve essere denunciato.
3. Sono passati alcuni giorni dalla fine dell'incontro dei G8. Le ferite delle giornate del 20 e 21 luglio sono ancora aperte: un giovane manifestante, Carlo Giuliani, è stato ucciso dalle forze dell'ordine. Ma vi è altro: molti manifestanti inermi che partecipavano a manifestazioni pacifiche sono stati aggrediti e picchiati. I feriti sono più di 500. Alcuni manifestanti sono stati arrestati illegalmente e deportati in carcere senza poter prendere contatto con i propri familiari o avvocati. Alcuni sono stati torturati. Altri risultano essere scomparsi. Numerosissime sono le testimonianze di violenze gratuite e minacce su manifestanti inermi. Alcune donne denunciano minacce e violenze a sfondo sessuale. Un clima intimidatorio e repressivo era già iscritto nel dispositivo di sicurezza imponente quanto inefficace (creazione di una zona rossa, controlli alle frontiere, schedature...) messo a punto nelle settimane precedenti il vertice Queste sistematiche violazioni dei diritti individuali non si giustificano con la presenza a Genova di qualche centinaio di "casseurs ". L'atteggiamento delle forze dell'ordine deve quindi essere denunciato con determinazione e il governo italiano dovrebbe risponderne.
4. La battaglia contro le politiche neoliberali e la mondializzazione capitalistica non deve comunque fermarsi qui. Il movimento deve chiaramente riflettere su quanto successo e discutere su come garantire lo svolgimento di manifestazioni pacifiche contro la politica di liberalizzazione e privatizzazione portate avanti sistematicamente dai governi occidentali. Inoltre dovrà continuare lo sforzo di analisi e di elaborazione di proposte alternative. Altri appuntamenti sono già in agenda come la manifestazione di Ginevra del 10 novembre e il prossimo Forum sociale di Porto Alegre. L'unità creatasi in questi anni non potrà essere facilmente spezzata e Genova ha rappresentato solo un altro passo nella costruzione di un ampia opposizione sociale alla mondializzazione capitalista.
Tutti i documenti sulla manifestazione di Genova
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