Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino
 
 

martedì 7 maggio 2002, Serata informativa sulle aggregazioni comunali

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Nell'ambito del tema delle fusioni abbiamo ritenuto importante incontrarci con le Sezioni vicine per discutere del problema del traffico e delle strade in vista dell'attuazione del Piano dei trasporti del Luganese. Ne abbiamo parlato mercoledì 12 marzo a Sonvico con l'avv. Damiano Bozzini, l'ing. Gianni Brugnoli e l'arch. Ivano Ghirlanda


Aggregazioni comunali: Informazione alla popolazione di Cadro, Sonvico e Villa Luganese diramata dai rispettivi municipi all’inizio del mese di luglio.

Gentili signore, Egregi signori,
A partire dall'inizio del 2002 i Municipi dei Comuni di Cadro, Sonvico e Villa Luganese hanno intensificato i contatti alfine di creare le basi per possibili collaborazioni intercomunali in alcuni ambiti organizzativi e amministrativi dei nostri comprensori.
Per cercare di avere un'analisi esaustiva ed obiettiva circa i reali vantaggi di collaborazione, i tre Comuni hanno deciso di conferire un mandato ad una società privata specializzata in analisi aziendali, con i seguenti obiettivi :

- fornire ai Comuni una radiografia della situazione attuale (finanziaria, istituzionale, operativa e logistica), allestita secondo parametri univoci e paragonabili,

- elaborare una valutazione preliminare relativa a vantaggi / svantaggi e rischi / opportunità o meno di una eventuale possibile futura collaborazione.

La società a cui è stato conferito il mandato si è impegnata a consegnare il rapporto finale nell'autunno 2002.

Non appena saremo in possesso di ulteriori informazioni di interesse generale in questo ambito, sarà nostra premura informare la popolazione in merito ai futuri obiettivi.
Distinti saluti.

I Municipi di
Cadro, Villa Luganese e Sonvico


Estate 2007

Fusione: procedure arroganti e antidemocratiche!
Una procedura forzata non ha cappello democratico di Gian Marino Martinaglia e Antonio Rossini, per il GLIC, gruppo di lavoro interpartitico di Cadro
Dopo il ricorso presentato da cittadini di Muzzano al Tribunale amministrativo cantonale, anche Cadro ha esercitato il suo democratico diritto contro la procedura che ha dato avvio all’aggregazione con Lugano. Il motivo è l’anticostituzionalità della legge ticinese sulle aggregazioni e le gravi forzature che il Consiglio di Stato, già sconfessato per Muzzano, poteva evitare.
La legge mostra diverse pecche, ad es. permette di ricorrere a Lugano nel caso la sua istanza fosse respinta ma non a Cadro. Il Tribunale cantonale non è neppure entrato in materia e ha confermato l’impossibilità di ricorrere, cosa che di per sé connota negativamente una procedura che si vuole democratica! Ergo Tribunale Federale.
Nel frattempo il granconsigliere Saverio Lurati, ottima e preparata persona, ha presentato un’interrogazione dal titolo significativo “Siamo di
fronte ad una nuova forma di colonialismo?. Egli chiede precisamente al Consiglio di Stato come abbia potuto avallare una tale procedura e solleva interrogativi sul modo di operare di Lugano.
C’è evidentemente qualcosa che non va!
In tutti i Comuni che dovrebbero votare in settembre ci sono palesi forzature, ...
(leggi tutto l'articolo pubblicato su La Regione del 24 luglio 2007)

Dal nostro sito:
Contatti – novembre 2001
(leggi)
Contatti – marzo 2004 (
leggi)
Contatti – dicembre 2006 (
leggi)
La nostra
serata sulle aggregazioni (maggio 2002), l'invito a riflettere su quale futuro vogliamo realizzare (novembre 2003) e
la petizione (dicembre 2003)


martedì 7 maggio 2002 - Sonvico, Sala del Consiglio comunale, ore 20'15
Serata informativa sulle aggregazioni comunali (Davesco-Soragno, Cadro, Sonvico e Villa Luganese): un bel segnale
Un pubblico delle grandi occasioni (erano presenti più di 100 persone) per affrontare un argomento che coinvolgerà tutti.
L'aspetto che più è balzato all'occhio è il fossato tra il tema solitamente discusso dai politici e dai mass media per dibattere la questione delle "fusioni" (moltiplicatore d'imposta) e le sensibilità e le preoccupazioni espresse dal pubblico sul medesimo argomento (qualità della vita, ambiente, identità e democrazia).
Le autorità dei Comuni interessati hanno sicuramente materia su cui riflettere.


Rassegna della stampa


Corriere del Ticino, mercoledì 8 maggio 2002

AGGREGAZIONI - Intervengono Luigi Pedrazzini e Anna Biscossa sull'ipotesi di un "Cantone-Città"
"Grande Lugano" vista dai piccoli
A Sonvico un dibattito pubblico promosso dalle sezioni PS della valle

Meglio rimanere isolati o partecipare al disegno che sta prendendo corpo in questi mesi della "Grande Lugano"? È un interrogativo pesante e di non facile soluzione quello posto ieri a Sonvico dal consigliere di Stato Luigi Pedrazzini ospite, con l'architetto e urbanista Cristina Kopreinig-Guzzi, dell'economista degli Enti locali Pierre Spocci e di Anna Biscossa, presidente cantonale del PS, delle sezioni socialiste di Sonvico-Dino, Cadro-Villa Luganese e Davesco Soragno. Tema della serata - lo avrete intuito - le aggregazioni. Dentro o fuori, allora, dalla "Grande Lugano"? Pedrazzini ha lasciato in sospeso l'interrogativo che, sotto un'altra forma, chiama in causa il governo cantonale, che a sua volta deve chiedersi se sia utile per il Ticino favorire la crescita di un polo urbano d'importanza nazionale. Un'ipotesi per la quale il direttore del Dipartimento delle istituzioni sembra nutrire interesse soprattutto "per la capacità di questi centri di attirare iniziative economiche, ma anche sociali e culturali". La sala, però, non sembra convinta a giudicare dalle reazioni suscitate dalla proiezione sullo schermo della mappa che riproduce l'intera sponda sinistra del Cassarate inclusa in un'unica entità politica. Un obiettivo ambizioso, caro a Giorgio Giudici (il "parco del Cassarate dalla foce alle sorgenti" lo definisce il sindaco di Lugano) da raggiungere in tre fasi. Una prima tappa riguarda i Comuni di Gandria, Pambio-Noranco, Pazzallo, Pregassona e i quattro Comuni della Val Colla. In un secondo tempo si aggiungono Cureggia, Davesco-Soragno e Viganello, infine Grancia, Barbengo, Cadro, Sonvico-Dino e Villa Luganese. Un nuovo agglomerato di oltre 50 mila abitanti per un "Cantone-Città" che affascina e inquieta. Anna Biscossa dichiara apertamente la propria opposizione". Il PS sposa la politica delle aggregazioni dove si presenta la necessità (soprattutto nelle valli e nelle regioni periferiche dove è un problema persino comporre il Consiglio comunale) e dove se ne intravede l'opportunità in termini di condivisione di un progetto di sviluppo comune facendo astrazione dai benefici economici (moltiplicatore d'imposta). Perché no alla "Grande Lugano"? "Perché quando esisterà questa città sarà il vero Cantone?, dice Anna Biscossa. Nel polo Luganese si concentrano un sesto della popolazione e un terzo dei posti di lavoro. Un patrimonio nelle mani di un unico Municipio". Per Anna Biscossa il Ticino non è un Cantone-Città, ma una realtà che ha bisogno di uno Stato forte che sappia mantenere un'attenzione costante per quelle regioni che devono essere sostenute. Più tecnici, ma ugualmente interessanti, gli interventi di Spocci e di Kopreinig-Guzzi, il primo incentrato sui criteri che devono guidare un processo di aggregazione, il secondo improntato sulla componente territoriale e in particolare sul concetto che un territorio in espansione deve essere governato con una logica sovraccomunale. Centrale nella relazione di Luigi Pedrazzini la considerazione relativa alle fusioni da intendere non come fine, ma come premessa per impostare, su base più solida, una nuova politica comunale. Il direttore del Dipartimento delle istituzioni ha ricordato che i Comuni impegnati spontaneamente in un progetto di aggregazione sono 138. Se questi processi andranno a buon fine si formeranno 24 nuovi enti locali. Numerose le domande e le riflessioni del pubblico che hanno animato il dibattito moderato da Dario Ghisletta vice sindaco di Bellinzona.


Giornale del Popolo, mercoledì 8 maggio 2002

"Valutate bene da che parte stare"
Sonvico, Villa, Cadro e Davesco: ai margini o nel calderone della Grande Lugano?

Le fusioni vengono fatte per tre motivi: per necessità, per opportunità, per entrare nella Grande Lugano. Sedici i Comuni con i quali la Città ha intavolato trattative, per una dozzina le cose parrebbero fatte, alla finestra restano i Comuni sopra il Piano della Stampa; Davesco-Soragno, Cadro, Sonvico e Villa. Ieri sera le sezioni PS di questi Comuni hanno organizzato una serata pubblica per discutere di scenari e opportunità, di fusione a quattro o nel calderone di Lugano. 
"L'aggregazione - ha chiarito una volta ancora Luigi Pedrazzini, direttore del Dipartimento delle Istituzioni - è un tema che il Consiglio di Stato ritiene prioritario: oggi ci sono progetti che coinvolgono 138 Comuni, ne uscirebbero solo 24. Il Ticino è cambiato molto e decine di Comuni non sono più proprietari del proprio presente e tantomeno lo saranno del futuro. Alcuni amministratori non decidono di fatto più nulla. Vogliamo dare ai Comuni più centralità in ambito cantonale ma gli interlocutori devono avere peso". Le fusioni, il Cantone le vede anche per riequilibrare certe situazioni ("E' evidente la supremazia economica del Sottoceneri") anche se di fatto il meccanismo ha preso piede proprio a Lugano, e questo il Governo proprio non se lo aspettava, prevedendo che fossero le regioni periferiche a ricorrere per prime a questo strumento. La Grande Lugano che avanza un po' preoccupa. "Penso - ha proseguito Pedrazzini - che il Cantone debba spingere per le fusioni di necessità che riguardano i piccoli Comuni e restare alla finestra per quelle di opportunità (cioè non strettamente necessarie) e per la Grande Lugano". Queste ultime due varianti sono quelle a disposizione di Davesco (dove parrebbe le cose proseguano piuttosto spedite con la Città), Cadro, Villa e Sonvico (commissionata una perizia su pro e contro dei diversi scenari).
Anna Biscossa (presidente del Partito Socialista) s'è invece dichiarata molto preoccupata di fronte alla Lugano del futuro, che con 50mila abitanti (un sesto della popolazione e un terzo dei posti di lavoro a livello cantonale) diventerà una città dalle dimensioni svizzere trasformando "il Ticino in un Cantone-Città benché non abbia le caratteristiche di Ginevra e San Gallo dove invece un polo chiaro ha ragione di esistere. Credo che il Governo debba seguire molto da vicino i cantieri aperti dalla Città perché non sono paragonabili a nessuno degli altri in Ticino. Qui si parla non di una nuova Città che nasce nel Cantone, ma di una Città che diventa Cantone". Quelli che vi resteranno fuori, e in primis il Consiglio di Stato, si devono perciò difendere "con degli strumenti da individuare ma in ogni caso necessari".
Una serata, quella di ieri, che non ha fornito risposte proprio perché quelle spettano ad autorità e popolazione dei singoli Comuni. Le possibilità sono sostanzialmente tre: mantenere la situazione attuale, creare un Comune frutto di tre o quattro fusioni, accettare la corte della Città. Il dibattito in sala - moderato dal vice-sindaco di Bellinzona Dario Ghisletta ed animato anche dall'urbanista-architetto Cristina Kopreinig-Guzzi - ha confermato ciò che Pierre Spocci (economista agli Enti locali) aveva precedentemente illustrato. Cioè che gli umori della gente sono facilmente classificabili e riguardano un po' il borsello (moltiplicatore d'imposta), un po' il potere (perdita di seggi), un po' il cuore (scompare il "mio" Comune). La conta di una futura votazione consultiva chiarirà gli orientamenti della gente.
(r.g.) 



Lo stile volgare e aggressivo di Bignasca e del "Mattino", che tanto successo ottiene tra la popolazione ticinese, appare evidente anche da questo scritto del presidente della Lega dei ticinesi. Siamo in un paese libero ed ognuno può scegliere le modalità di comunicazione che meglio rispecchiano la propria educazione, il proprio modo di essere e le proprie scelte etiche. Informiamo il signor Bignasca che se desidera sapere chi ha invitato la presidente del PS Anna Biscossa a discutere delle aggregazione gli basta leggere il nome degli organizzatori della serata pubblicato in calce al volantino distribuito. Riteniamo inoltre che in una democrazia chiunque abbia il diritto di esprimere le proprie opinioni su qualunque argomento, capiamo che ciò possa dare fastidio al "lepenista" Giuliano Bignasca, di ciò siamo dispiaciuti e preoccupati, ma non meravigliati. (NdR)

Il mattino della domenica, 12 maggio 2002

DELLA SERIE: "E CHISSENEFREGA?!!!”
LA BISCOSSA E’ CONTRO LA GRANDE LUGANO!!!
II PS si schiera contro le fusioni nel Luganese perché ha paura di
perdere voti, potere e influenza!

Adesso vorremmo proprio sapere perché la presidente del Partito socialista 
Anna Biscossa dovrebbe avere qualcosa da dire sui progetti di aggregazioni comunali avviati nel Luganese! Vorremmo proprio che qualcuno ci spiegasse che cosa cacchio c'entra Anna Biscossa, che per giunta è residente nel Mendrisiotto, con le fusioni avviate da Lugano con i comuni della cintura urbana, che sono una scelta eminentemente locale!!! Anna la Rossa, prendendo parte a una serata pubblica sul tema aggregazioni nel Luganese (ma chi cazzo l'ha invitata?!), ha lanciato in toni allarmistici e allarmanti un messaggio negativo sulla Grande Lugano: "Qui non si parla di una nuova Città che nasce nel Cantone ma di una Città che diventa Cantone". Uella che gioco di parole! Delizioso per davvero! Il problema è che la Biscossa teme una eccessiva crescita di Lugano perché il Partito socialista a Lugano ha poco da dire, a parte il fatto che ha un ottimo rappresentante in Municipio! Perché il PS ha una delle sue roccaforti nell'amministrazione cantonale, nel senso che trova terreno fertile tra una certa cerchia di dipendenti pubblici e in particolare nei docenti e ha paura di perdere potere! Chiaro che una crescita di Lugano fa paura, a chi finora ha dormito sonni tranquilli e beati all'ombra della grande pianta protettrice che si chiama Cantone! Chiaro che a Lugano il PS non potrà fare opera di proselitismo e di clientelismo presso i dipendenti pubblici, e nemmeno nei comuni vicini! Le paure di Anna Biscossa si riducono a paura di perdere voti e influenza! Altro che stiamo attenti perché il futuro Municipio della Grande Lugano rischia di divenire più potente del Consiglio di Stato!!! D'altra parte la storia va avanti, anche se i socialisti o certi socialisti vorrebbero che si fermasse o che tornasse indietro ai tempi di Karl Marx!!! La storia va avanti, la società si evolve, il paesaggio umano, urbano, politico, geografico, cambia! Che Anna Biscossa lo voglia o no! Prendiamo comunque atto che la presidente del PS si schiera contro .le fusioni nel Luganese! Lei prenda atto che la cosa non ci tocca affatto e che le fusioni continueranno il loro iter, anche se la nuova Lugano diverrà una città con 50mila abitanti, che sono un sesto della popolazione, e con un terzo dei posti di lavoro dell'intero Ticino! In questo Cantone disgregato più di uno sminuzzato alla zurighese una città polo che faccia da traino è proprio quello che manca e che ci vuole, con tutte le garanzie di redistribuzione finanziaria ai comuni più sfavoriti!!! Che piaccia o non piaccia alla signora Biscossa!

Giuliano Bignasca


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