Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino
 
 
Solidarieta' con gli ecuadoriani minacciati d'espulsione (ottobre 2002)

56 ecuadoriani, uomini, donne e bambini sono stati fermati dalla polizia al momento dello sgombero del Maglio

Perche' legare la repressione contro il CSOA il Molino con  l'espulsione di 56 persone?

Nessun essere umano è illegale, sono le leggi ad essere inumane


Nel Canton Ticino, in Svizzera, vivono molti migranti ecuadoriani, in condizioni decisamente precarie e sotto il livello di povertà. Sono persone che suonano nelle strade e vendono prodotti di artigianato, cercando condizioni di vita migliori per i loro familiari in Ecuador. Le autorità della repubblica del Canton Ticino, così come le autorità federali svizzere invece di concedere permessi di permanenza e di lavoro, comprendendo gli enormi problemi dei migranti  e facilitandoli nella ricerca di migliori condizioni di vita, li reprimono costantemente. 
Gli ecuadoriani in Svizzera, come gli altri migranti, non hanno diritti (salute, istruzione e una vita degna) poiché sono considerati "illegali", secondo la legge del paese. Nel Ticino gli immigrati ecuadoriani hanno incontrato il Centro Sociale Il Molino di Lugano, l´unica struttura che si è compromessa per appoggiarli.

Il Molino è un centro sociale autogestito rivolto a coloro che cercano di creare alternative ad una politica ufficiale di esclusione e ad un mondo dove gli esseri umani sono ridotti a consumatori. E´ un progetto creato per gente di diversa nazionalità e cultura, tra cui gli "illegali" ecuadoriani. 
Il Molino e il Movimento dei Senza Voce hanno dato vita ad una lotta politica per la legalizzazione degli immigrati privi di documenti con le poche risorse finanziarie e logistiche a loro disposizione e con un progetto di costruzione di un centro di primo aiuto, senza nessun appoggio da parte dello Stato, che invece continua a reprimere, incarcerando e espellendo i migranti. 
Il 18 ottobre il centro sociale  il Molino è stato sgomberato dalla polizia e il centro di primo aiuto chiuso, impedendo così di portare a termine la sua costruzione.

31 compagni del Molino sono stati arrestati per diverse ore e 56 compagni ecuadoriani saranno espulsi nei prossimi giorni. Questa situazione è uno scandalo per un paese che si dichiara democratico e che sottoscrisse in Ginevra (nella stessa Svizzera!) la carta universale dei diritti umani, nella quale si afferma che tutti gli esseri umani hanno diritto alla casa, alla salute, all´istruzione. 
Esigiamo il rispetto di questi diritti, la legalizzazione di tutti i migranti in Svizzera, che stanno contribuendo al benessere del paese. 
Esigiamo le scuse ufficiali da parte delle autorità svizzere agli espulsi, il loro rientro e la fine della repressione dei centri autogestiti e di questa politica razzista e di esclusione da parte dello Stato Svizzero.

Inviate la seguente comunicazione a :

Embajada Suiza en Quito: 
Sanz 120 y Amazonas 
Edif. Xerox, p 2 
fax +593 2 2449314 (de las 9 a las 12) 
 vertretung@qui.rep.admin.ch 

Embajada Ecuatoriana en Suiza: 
Ensingerstrasse 48 
3006 Bern - Suiza 
fax +41 31 3512771 
 edesuiza@bluewin.ch 

Repubblica e Cantone del Ticino 
Patrizia Pesenti 
Dipartimento Sanità e Socialità 
Piazza del Governo 
6500 Bellinzona ? Suiza 
fax +41 91 8144405 
 dss-dir@ti.ch 
 

Inviare copia della protesta a::  movimentodeisenzavoce@bluemail.ch 



 
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