56 ecuadoriani, uomini, donne e bambini sono stati fermati dalla polizia
al momento dello sgombero del Maglio
Perche' legare la repressione contro il CSOA il Molino con
l'espulsione di 56 persone?
Nessun essere umano è illegale, sono le leggi ad
essere inumane
Nel Canton Ticino, in Svizzera, vivono molti migranti ecuadoriani, in
condizioni decisamente precarie e sotto il livello di povertà. Sono
persone che suonano nelle strade e vendono prodotti di artigianato, cercando
condizioni di vita migliori per i loro familiari in Ecuador. Le autorità
della repubblica del Canton Ticino, così come le autorità
federali svizzere invece di concedere permessi di permanenza e di lavoro,
comprendendo gli enormi problemi dei migranti e facilitandoli nella
ricerca di migliori condizioni di vita, li reprimono costantemente.
Gli ecuadoriani in Svizzera, come gli altri migranti, non hanno diritti
(salute, istruzione e una vita degna) poiché sono considerati "illegali",
secondo la legge del paese. Nel Ticino gli immigrati ecuadoriani hanno
incontrato il Centro Sociale Il Molino di Lugano, l´unica struttura
che si è compromessa per appoggiarli.
Il Molino è un centro sociale autogestito rivolto a coloro che
cercano di creare alternative ad una politica ufficiale di esclusione e
ad un mondo dove gli esseri umani sono ridotti a consumatori. E´
un progetto creato per gente di diversa nazionalità e cultura, tra
cui gli "illegali" ecuadoriani.
Il Molino e il Movimento dei Senza Voce hanno dato vita ad una lotta
politica per la legalizzazione degli immigrati privi di documenti con le
poche risorse finanziarie e logistiche a loro disposizione e con un progetto
di costruzione di un centro di primo aiuto, senza nessun appoggio da parte
dello Stato, che invece continua a reprimere, incarcerando e espellendo
i migranti.
Il 18 ottobre il centro sociale il Molino è stato sgomberato
dalla polizia e il centro di primo aiuto chiuso, impedendo così
di portare a termine la sua costruzione.
31 compagni del Molino sono stati arrestati per diverse ore e 56 compagni
ecuadoriani saranno espulsi nei prossimi giorni. Questa situazione è
uno scandalo per un paese che si dichiara democratico e che sottoscrisse
in Ginevra (nella stessa Svizzera!) la carta universale dei diritti umani,
nella quale si afferma che tutti gli esseri umani hanno diritto alla casa,
alla salute, all´istruzione.
Esigiamo il rispetto di questi diritti, la legalizzazione di tutti
i migranti in Svizzera, che stanno contribuendo al benessere del paese.
Esigiamo le scuse ufficiali da parte delle autorità svizzere
agli espulsi, il loro rientro e la fine della repressione dei centri autogestiti
e di questa politica razzista e di esclusione da parte dello Stato Svizzero.
Inviate la seguente comunicazione a :
Embajada Suiza en Quito:
Sanz 120 y Amazonas
Edif. Xerox, p 2
fax +593 2 2449314 (de las 9 a las 12)
vertretung@qui.rep.admin.ch
Embajada Ecuatoriana en Suiza:
Ensingerstrasse 48
3006 Bern - Suiza
fax +41 31 3512771
edesuiza@bluewin.ch
Repubblica e Cantone del Ticino
Patrizia Pesenti
Dipartimento Sanità e Socialità
Piazza del Governo
6500 Bellinzona ? Suiza
fax +41 91 8144405
dss-dir@ti.ch
Inviare copia della protesta a:: movimentodeisenzavoce@bluemail.ch
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