| Storia di un leader. Vita di Guglielmo Canevascini 1886-1965 (2001) |
Recensione apparsa su ARCHIVIO STORICO TICINESE, n.132, Bellinzona,
dicembre 2002,
Storia di un leader: Vita di Guglielmo Canevascini 1886-1965La presenza di Guglielmo Canevascini nella vita politica e sociale del Cantone Ticino è stata rilevante per quasi due terzi del ventesimo secolo. L'attività, intensa e combattiva, del socialista verzaschese (nasce nel 1886 nel comune di Tenero-Contra all'imbocco della valle) ha influito su molte realizzazioni e in situazioni e vicende diverse, che hanno segnato la storia contemporanea locale. Enumeriamone alcune:
Già solo questa elencazione
spiega l'utilità storiografica di una biografia del Canevascini nel contesto
degli studi contemporaneistici regionali. A ciò si aggiunga che
l'offerta archivistica, sulla storia dei partiti e dei loro dirigenti, oggi è
tale da rendere possibile solo una biografia socialista; troppo poco esiste, o
è accessibile, per altri politici, che pure in questo libro si incontrano, si
incrociano, collaborano e si scontrano con Canevascini. Chi scorra l'ampio e
documentato volume di Nelly Valsangiacomo, il suo indice dei nomi e il catalogo
delle fonti usate, può perfettamente rilevare la pochezza dei fondi
archivistici dei politici conservatori e di quelli di parte liberale-radicale.
Lo stato delle fonti accessibili, e la scarsa disponibilità dei protagonisti o
dei loro eredi, producono un panorama alquanto paradossale per cui, mentre già
esiste un' analitica ricostruzione delle vicende di un partito nato nel 1969 e
defunto nel 1991 (la Storia del Partito socialista autonomo di Pompeo
Macaluso edita nel 1997), non esiste ancora una storia del partito
liberale-radicale degna di questo nome. Le carte canevasciniane, per
contro, sono ora accessibili (ma una parte è stata distrutta, scrive
Valsangiacomo a pag. 411) grazie al prezioso lavoro della Fondazione intitolata
a Piero e Marco Pellegrini e a Guglielmo Canevascini, che sta ordinando tutto un
corpus archivistico del socialismo e del sindacalismo ticinesi. Nel render conto di questo
volume occorre ancora ricordare che Canevascini medesimo sembra aver voluto
predisporre, raccontando ai giovani socialisti, e al registratore, la propria
esperienza di vita poli- tica, la sua autobiografia (pubblicata, con abbondanti
e puntuali annotazioni, a cura del Gruppo di lavoro della Fondazione
Pellegrini-Canevascini, nel 1986), con la quale Valsangiacomo è costretta a
misurarsi in diversi capitoli del libro. Il libro-tesi di dottorato
presentata a Friborgo e approvata il 3 maggio1999 -si compone di quattro parti,
quattro stagioni della vita del protagonista: la prima è caratterizzata dal
quindicennio che Canevascini vive da organizzatore sindacale, la seconda è
dominata dall'opera governativa che, con la parentesi dell'emarginazione del
decennio 1935-1945, si prolunga nel secondo dopoguerra, la terza - e qui la
suddivisione cessa di essere cronologica per diventare tematica - è la stagione
dell'antifascismo militante, la quarta è il dopoguerra fino alla mancata
elezione in Gran Consiglio. Il lavoro pubblicato da
Valsangiacomo soddisfa il titolo che gli è stato dato, la Storia di un
leader. Infatti l'autrice, mentre si trattiene dalla tentazione di scrivere,
attraverso la vita del protagonista, la storia del partito o del paese (cui
peraltro fa riferimento, più per la prima parte del secolo che non per la
seconda), lavora molto proprio sul tema della leadership che il
Canevascini ha esercitato, stando soprattutto dentro al Consiglio di Stato, sul
partito socialista, ne esamina i pregi e ne coglie i limiti. Soprattutto ne
analizza e discute le difficoltà terminali, cioè l'incapacità del leader di
staccare, di costruire la propria successione, di dare spazio ad altri (che
peraltro non sembrano molto attrezzati per prenderselo: dopo tutto Canevascini,
se si eccettua il biennio 1940-42, non ha mai assunto la presidenza del
partito). Mi sembra merito importante
dell'autrice quello di aver saputo, pur disponendo di fonti, scritte e orali,
abbondanti sulla vita interna del partito socialista, distillarne l'essenziale,
offrendo degli scontri e dei litigi interni una descrizione misurata,
respingendo la tentazione dell'eccesso di citazioni, ma anche quella
dell'occultamento di una realtà spesso sgradevole. L'autrice si misura con il
suo personaggio anche ad altri livelli, illustrandone il carattere, sanguigno,
rissoso, provocatorio negli scontri politici e sindacali giovanili, autorevole
nell' attività amministrativa, «patriarca più che dittatore» ma accentratore
(pag. 439), ingenuo nei rapporti personali (la «incredibile, cieca, illimitata
fiducia nei confronti dei compagni» per la quale «si ritroverà anche spesso
indebitato», pag. 168). Fornisce diversi elementi, brani, citazioni, per
tracciarne pure un profilo critico dal punto di vista degli affetti familiari e
dei rapporti con le donne, la prima moglie (silenziosa e paziente governante di
una casa decisamente troppo frequentata, pag. 318,407), le amanti, la compagna
con la quale conclude la sua esistenza. Valsangiacomo mette opportunamente in rilievo un aspetto rilevante in Canevascini: si tratta del forte attaccamento alla civiltà italiana (detto allora «italianità»), che lo accompagna per tutta la vita, dalla formazione sindacale a contatto con i lavoratori e gli esuli italiani di fine ottocento, alle simpatie manifestate all'«Adula» di Teresa Bontempi, dagli entusiasmi interventisti del 1915 (che gli creano problemi con i lavoratori italiani, pag. 107), alla battaglia per le rivendicazioni culturali ed economiche del Ticino nei confronti dello stato federale (le «Rivendicazioni ticinesi»), dall' appassionato quasi istintivo impegno contro il fascismo - che non gli impedisce, nel Ventennio, la frequentazione dell'Italia e della Liguria in particolare - fino alle conferenze tenute in Lombardia nei primi mesi del 1946. Merita di essere ripresa la confessione scritta in una lettera del 1945 riferita al rientro in patria dei fuorusciti: «con la vostra partenza è cominciato il mio esilio», «la mia vita è piu legata ai compagni italiani che non a quelli della Svizzera interna» (pag. 361). Silvano
Gilardoni
Giornale del Popolo, giovedì 8 febbraio 2001 Il potere che non logora
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NELLY VALSANGIACOMO COMOLLI Storia di un leader: Vita di Guglielmo Canevascini 1886-1965 Fondazione Pellegrini-Canevascini e Fondazione Miranda e Guglielmo Canevascini, s.l., 2001, 480 pp. Il volume puo' essere ordinato direttamente presso la Fondazione:
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NELLY VALSANGIACOMO COMOLLI Storia di un leader: Vita di Guglielmo Canevascini 1886-1965 Indice Ringraziamenti
PRIMA PARTE
SECONDA PARTE
TERZA PARTE
QUARTA PARTE
CONCLUSIONE
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