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Contributo
apparso sul quotidiano "Giornale
del popolo", 3 giugno 2003
pagina
di Françoise
Gehring
Tracce
della memoria. Sono una realtà gli Archivi Riuniti delle Donne-Ticino
Le pagine della storia declinate al femminile
L'altra
metà del cielo ritrova i sentieri della memoria. Per raccontare, per far
rivivere i fatti della vita che sono anche fatti storici. Intervista a
Franca Cleis, promotrice dell'iniziativa di dare una casa, quindi spazio e
visibilità, alle testimonianze ticinesi.
Aprirà
le sue porte al pubblico in autunno, quando il paesaggio del Ticino
assumerà non solo i colori della stagione, ma anche quelli della memoria.
Una memoria non solo da sfoglIare, ma da recuperare. Stiamo parlando della
"casa" degli Archivi Riuniti delle Donne Ticino. La sede di
Melano propone un ambiente ideale che, come annuncia l' Associazione (cfr.
articolo sotto, ndr), consente dl «conservare le testimonianze della
creatività femminile- che saranno a disposizione di ricercatrici e
ricercatori -e di promuovere la produzione culturale delle donne». Si
tratta dunque di proporre «nuovi sentieri della me- moria per documentare
e raccontare la storia delle donne del nostro paese». Il progetto, che
nasce da un desiderio di Franca Cleis, è sostenuto anche dalla Divisione
Cultura del DECS (Dipartimento educazione, cultura e sport) che ha già
stanziato un contributo finanziario per sostenere l'avvio degli Archivi,
che potranno anche contare su un'importante donazione da parte di Franca
Cleis. Gli Archivi Riuniti delle Donne- Ticino sono dunque figIi del
desiderio e della volontà di riportare alla luce delle pagine di storia e
di storie non solo dimenticate, ma spesso anche poco conosciute. Eppure la
storia, quella scritta con la S maiuscola è fatta anche di cronaca, di
episodi, di fatti della vita. Non solo di battaglie. Non solo di dominio.
Chi
meglio di Franca Cleis poteva prenderci per mano e accompagnarci sui
sentieri della storia declinata al femminile?
Franca
Cleis, la storia delle donne del Ticino ha trovato casa. Ma che cosa sono
esattamente gli Archivi Riuniti delle Donne-Ticino?
A trovare casa in verità sono gli Archivi Riuniti delle Donne-Ticino,
grazie alla nostra Presidente Renata Raggi-Scala. Una nostra sostenitrice,
Margherita Scala-Maderni, viste le difficoltà di reperire una sede, ci ha
messo generosamente a disposizione un'ala di una sua casa in un magnifico
parco, casa Maderni a Melano. Sede ideale per la nostra biblioteca, e per
i documentj dei fondi già raccolti, e per quelli che verranno ad
aggiungersi numerosi, cosi come noi speriamo.
Qual
è la storia di questi Archivi e che importanza hanno per comprendere il
movimento di liberazione della donna e l'attuale storia delle donne?
Conoscere il
passato può voler dire capire meglio il presente e immaginare il futuro.
Gli Archivi Riuniti delle Donne-Ticino sono nati da un mio desiderio,
subito condiviso e sostenuto con entusiasmo da tante altre (studiose e
appassionate), che hanno permesso di fondare l'Associazione, che gestirà
la biblioteca e il centro di documentazione. Il mio desiderio è nato
dalla mia esperienza di donna... ormai dal lungo passato. A partire dagli
anni Ottanta ho cominciato a ricercare nel campo della scrittura femminile
della Svizzera italiana, per arrivare poi al mio libro Ermiza e le altre.
Durante questo lavoro rni sono resa conto di come le tracce delle donne
siano labili, di quanto fosse. andato irrimediabilmente perso e di come
l'Archivio storico cantonale, in fatto di donne, fosse/è sguarnito.
D'altra parte il suo compito sembra non sia questo. Quando arrivavo su
un'autrice della quale mi volevo occupare a fondo, la strada veniva sempre
interrotta dal buco nero: "tutto è andato perso". Penso a
quello che riguarda per esempio un'educatrice dell'800 di grande statura:
Angelica Cioccari-Solichon, oppure ad Erminia Macerati, l'autrice di Casa
nostra, il libro che ogni donna ticinese ha avuto come manuale
scolastico di formazione alla vita. Due donne la cui politica di gestione
della casa ha cambiato il volto del Ticino. Per non parlare del film (il
primo film ticinese) prodotto nel 1928 in occasione della SAFFA per
testimoniare il lavoro delle donne del Ticino del primo Novecento. Opera
d'avanguardia e d'importanza storica notevolissima.
Ma anche documenti
di tempi più recenti: quelli che riguardano ad esempio una protagonista
del movimento femminile: Ines Bolla, o quelli relativi alla scrittrice
verzaschese Anna Gnesa. Quindi ho pensato che bisognasse far qualche cosa
per salvare il salvabile, come del resto vedevo da anni fare saggiamente
da altre donne in Svizzera (penso a Marthe Gostelì), in Italia (penso a
Elvira Badaracco e Annarita Buttafuoco), e in tante altre nazioni.
Quali
volti, quali storie, quali tracce si possono trovare negli Archivi Riuniti
delle Donne-Ticino?
Gli Archivi sono
appena nati e cresceranno se le altre donne si faranno promotrici di
raccolta e di cura. Abbiamo già alcuni fondi che costituiscono il nostro
“capitale": una biblioteca di più di 2000 volumi di libri
scritti di mano femminile, narrativa, saggistica, edizioni rare (mia
donazione); il fondo documentario della Federazione Associazioni Femminili
Ticinesi, il mio fondo relativo alle autrici della Svizzera italiana (250
fascicoli), e alcuni fondi archivistici privati e di associazioni
femminili. Naturalmente il nostro scopo è, ora che abbiamo una sede, e
che siamo diventate effettivamente operative, di scavare in ogni dove e
soprattutto di sensibilizzare le persone a non "buttare carte",
ma di depositarle presso di noi dove verranno custodite, ordinate e messe
a disposizione delle studiose che le vorranno utilizzare per le loro tesi,
e per scrivere la storia, o meglio le storie...
Succedeva ogni anno
che venissero da me delle giovani interessate a lavorare sull'opera
femminile nella società, e che non trovano i documenti per .farlo. Adesso
ci saranno. Anche queste pagine di storia potranno essere indagate.
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Obiettivi
Ritratto e compiti dell' Associazione
Prima
la raccolta poi la cura e i racconti
Priorità in
primo piano: promuovere la ricerca e la scrittura della storia delle donne come
contributo, di crescita; organizzare dibattiti di approfondimento.
È
ancora Franca Cleis a spiegarci qual è lo scopo dell'Associazione. «L'Associazione
Archivi Riuniti delle Donne-Ticino si propone di raccogliere, conservare e
catalogare in modo sistematico opere, diari e materiali diversi che documentino
le esperienze di vita quotidiana delle donne; di ampliare la biblioteca e la
documentazione dei fondi esistenti e di metterli, a disposizione del pubblico;
di individuare e acquisire archivi di scrittrici, di artiste, di donne impegnate
nel lavoro politico e per il progresso civile del nostro paese; di promuovere la
ricerca e la scrittura delle storie delle donne del e nel cantone Ticino; di
organizzare incontri e dibattiti di approfondimento e di studio della storia
delle donne; di rendere visibile l’opera femminile nella socIetà del passato
e del presente».
L'Associazione
è presieduta da Renata Raggi-Scala, che è anche presidente della FAFT
(Federazione associazioni femminili Ticino) ; vicepresidente Franca Cleis. Del
Comitato fanno anche parte Yvonne Camenisch (storica), Marina Ortelli (docente),
Emida Caspani (documentarista), Anita Testa-Mader (ricercatrice), Nelly
Valsangiacomo (storica), Sonja Cavadini (documentarista), Monica Cerutti
(docente) Consulenti esterne sono Diana Rüesch (storica ed archivista) e
Stefania Bianchi (storica ed archivista).
La sede degli Archivi Riuniti delle Donne- Ticino si
trova a Melano (Casa Maderni, Via Cantonale) e sarà aperta al pubblico a
partire dal prossimo mese di ottobre.
Altre infonnazioni utili:
tel./fax: 091/648.10.43; e-mail: archivi@archividonneticino.ch;
sito web: www.archividonneticino.ch.
Per contatti rivolgersi anche a: Renata Raggi-Scala (091/966 71 31) e Franca
Cleis(091/647 25 16). |
Prospettive
Quando il passato è recente
Recuperare
i fatti della vita, sollevare zolle per dare voce all'altra metà del cielo.
Ricordando personaggi come Angelica Cioccari-Solichon, la prima donna a
difendere la parità di salario.
Riprendiamo il filo
del discorso, e della vita, ripercorrendo i nomi, gli esempi.
Franca
Cleis quali dei personaggi del passato ha avuto un grande importanza per le ticinesi?
Il passato del
Ticino, come cantone, è una storia recente: in fondo sono solo due secoli sul
quale si sono scritti molti libri maschili.
Il passato di questo
angolo di terra lombarda ha radici profonde. Se vogliamo parlare di una donna
che ha fatto molto per le donne del Ticino non ho dubbi a indicare in Angelica
Cioccari-Solichon (1827-1912) una grande educatrice, protagonista politica della
storia del nostro paese. Angelica Cioccari-Solichon (fra l'altro) è stata la
prima a progettare una scuola professionale per le fanciulle del popolo nel.
1854 (affinché le ragazze potessero decidere in prima persona del loro futuro};
è stata la prima donna a scrivere (1855) un libro di testo per la scuola, un
libro di economia domestica, che in realtà fu invece di divulgazione
scientifica per le ragazze e cinquant'anni dopo adattato per i maschi.
Angelica fu la prima
donna che pubblicamente prese la parola per sostenere la parità di salario tra
donne e uomini. Fu una donna che, senza diritto di voto, s'impegnò in consessì
politici per portare g!i uomini a riflettere
su quello che fosse veramente il bene per il Paese, per esortarli a costruire
una società più giusta e di pace superando le barriere "partitiche",
e le lotte di potere. Angelica Cioccari-Solichon è passata alla "storia
ufficiale" come una maestrina, che coadiuvava il marito nelle sue
"esperienze editoriali". In realtà la sua opera e il suo impegno
quotidiano, condiviso con molte altre, fu opera di civilizzazione di un paese
povero, superstizioso e affamato.
La storia delle donne è spesso fatta di tante storie,
spesso poco note perché la storia degli uomini è passata su di esse come un
rullo compressore. Come possiamo, oggi, scrivere o riscrivere la nostra storia,
quella dell'altra metà del cielo?
Giuseppina
Bertoni-Torriani chi era costei? Si scriveva ad esempio che «nessuna.delle
questioni filosofiche, politiche e sociali dibattute in quella grande epoca di
incubazione che fu la prima metà del secolo XIX, le fu estranea...».
Marietta
Torricelli-Crivelli chi era costei? Si scriveva ad esempio «donna notissima
nell'intero Cantone per le molte opere di carità da lei compiute. Fu tra
l'altro, una delle fondatrici della Società di Mutuo Soccorso Femminile di
Lugano e attivissima collaboratrice della "Pro Juventute", e della
"Pro Senectute", ed in modo speciale durante la guerra svolse
grandissima attività umanitaria».
Secondo me, la
storia è passata come un rullo compressore non solo sulle donne; ma su molte
cose. È una storia che si scrive su "fatti storici", che non sono la
vita, ma guerre e battaglie. Quindi per le donne non si tratta di
"raddrizzarla", ma di sollevare zolle. Potare è lavoro autunnale.
Vangare, seminare... germogli, gemme, fiori, foglie tenere sono
"lavori" primaverili. L'altra metà del cielo è occupata in questo:
lavori primaverili che si spera daranno i giusti frutti. La storia delle donne
(dicono) è una scienza possibile.
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