| Dizionario storico della Svizzera |
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Contributo apparso su "area", settimanale di critica sociale, 4 aprile 2003 ANNO VI, N. 14 Nel
“Dizionario storico della Svizzera” molte voci su movimento operaio e
socialismo di
Chiara Orelli Uno dei punti di
forza del Dizionario storico della Svizzera (Dss)
-si tratta, lo
ricordiamo, di un'opera enciclopedica che illustra in 12 volumi per ognuna
delle edizioni tedesca, francese e italiana la storia della Svizzera dalla
preistoria all'età contemporanea e di cui è apparso qualche mese fa il
primo volume – consiste nel permettere una conoscenza allargata della
storia e della storiografia del nostro Paese attraverso il superamento
dell'ostacolo linguistico legato alle fonti. Lo studioso e il lettore
comune, non legato a interessi specialistici, possono spesso per la prima
volta accedere a informazioni e notizie fino a ora difficilmente
recuperabili perché depositate in studi e ricerche, sovente di settore e
"di nicchia", scritte in tedesco o in francese e con diffusione
praticamente inesistente a sud delle Alpi. Inoltre, pur nella
necessaria sintetizzazione implicita in opere di questo genere -che
vogliono fornire un quadro di riferimento generale che consenta al lettore
che desideri approfondire di elaborare propri successivi percorsi di
ricerca - il DSS cerca di dare adeguato spazio, accanto alla storia più
tradizionale, quella territoriale, istituzionale e politica, anche alla
storia sociale e alla storia delle idee. Alcune delle voci tematiche dello
stesso primo volume (ma molte altre sono previste per i volumi successivi)
permettono : ad esempio un primo ma ricco approccio alla storia del
movimento operaio e del socialismo in Svizzera. La voce"
Anticomunismo" (che rinvia a sua yolta alla nozione di
“Comunismo” cui il Dss dedica una voce che verrà pubblicata nel terzo
volume ma che già ora è disponibile nella versione elettronica del Dss,
all'indirizzo www.dss.ch, e che è stata
scritta da una delle studiose più accreditate di storia sociale svizzera,
Brigitte Studer, permette ad esempio di inquadrare il fenomeno storico
dell'anticomunismo in Svizzera in un contesto più generale, ma anche di
scoprire come la prima manifestazione nel nostro paese dell'anticomunismo
risalga al 1843, a brevissima distanza dunque dalla stessa apparizione del
termine comunismo, quando Johann Caspar Bluntschli, membro del governo
zurighese e autore del rapporto ufficiale sul comunismo in Svizzera, fece
arrestare Wilhelm Weitling, protosocialista messianico accusato di idee
"comuniste". Altre voci, ad
esempio quella relativa al "Capitalismo", approfondiscono
questioni di metodo e di prospettiva storiografica (quale l'importanza
scientifica del concetto di capitalismo nel contesto svizzero, eccetera),
non dimenticando tuttavia alcuni riferimenti puntuali a figure e momenti
significativi, ad esempio, della lotta anticapitalistica (sarà allora
magari curioso apprendere che il democratico Karl Bürki, cui è dedicata
una dettagliata scheda biografica, definì nel 1888 il capitalismo «il
sovvertimento dell'ordinamento nazionale. un vero incubo»). Ma ancora nel primo
volume sarà utile non solo fare riferimento alle voci "
Anarchismo", "Antifascismo" (quest'ultima, redatta dallo
storico Mauro Cerutti, offre numerosi riferimenti alla Svizzera italiana e
ai rifugiati italiani), ma anche a numerose voci biografiche che mettono
in luce donne e uomini che a vario titolo ebbero un ruolo di rilievo nella
storia del movimento operaio e del socialismo. Si va dunque dal
ticinese Emilio Agostinetti (la voce è dello storico Pasquale Genasci).
impiegato delle ferrovie, socialista e sindacalista ben noto al mondo
sindacale cantonale; al lucernese Josef Albisser, primo presidente
ufficiale, agli inizi del Novecento, del partito socialista svizzero, che
era avvocato e il cui studio legale ebbe il soprannome di "Vaticano
rosso"; al rifugiato italiano Cesare Alessandri, direttore de L’Avvenire
del lavoratore (insieme ad Angelica Balabanoff, cui pure è dedicata
una voce); e a molti altri. |
Un
pomeriggio di studio con Nicola Tranfaglia In
occasione del bicentenario cantonale, il Dizionario storico della Svizzera
organizza una giornata di studio dal titolo Le parole della storia. Strumenti
enciclopedici e lessicograrafici
per.la ricerca storica. Il convegno, che si terrà giovedì 10
aprile 2003 dalle ore 14.00
all’Archivio di Stato a Bellinzona vuole sottolineare l'importanza
dell'edizione italiana del Dss attraverso un incontro tra studiosi italiani e
svizzeri, che riflettono sulla tradizione storiografica e lessicografica dei due
paesi, sui rapporti e i contatti reciproci e sulla portata d un'opera
multilingue di questa natura, unica enciclopedia storica in italiano pubblicata
fuori d’Italia. Alla giornata parteciperanno tra gli altri David Bidussa,
direttore della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, Frediano Sessi,
cocuratoredel Dizionario della Resistenza Einaudi, e i professori Alberto De Bernardi,
docente di storia contemporanea all'Università di Bologna e Nicola Tranfaglia
professore di storia dell’Europa all'Università di Torino ed editorialista de
L’Unità .
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Cronistoria
del progetto Dizionario storico della Svizzera Sin dal XVII secolo, molte sono le opere lessicografiche che hanno tentato di riunire le conoscenze sulla storia della Confederazione: gli esempi più significativi sono Hoffmann (1677), von Waldkirch (1721), il celebre Leu (1747-1765), Holzhalb (1786-1795) e, ultimo in ordine di apparizione, il Dictionnaire Historique et Biographique de la Suisse / Historisch-Biographisches Lexikon der Schweiz, pubblicato da Victor Attinger dal 1921 al 1934. Sotto gli auspici dell'Accademia svizzera di scienze morali e sociali e della Società svizzera di storia, nel 1988 è stata creata la Fondazione Dizionario storico della Svizzera (DSS), che ha come obiettivo la pubblicazione di un nuovo dizionario che tenga conto delle ricerche storiche recenti e venga realizzato in una forma accessibile a un vasto pubblico. Il finanziamento è garantito dalla Confederazione in virtù della legge sulla ricerca. Le edizioni Edizione a stampa Edizione su supporto informatico I contenuti Un progetto informatizzato I collaboratori |
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