Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino
Dizionario storico della Svizzera

Contributo apparso su "area", settimanale di critica sociale,  4 aprile 2003 ANNO VI, N. 14 


Nel “Dizionario storico della Svizzera” molte voci su movimento operaio e socialismo

Compagni dal 1872
Un quadro spesso sorprendente emerge dai primi volumi dell’opera. Molte fonti disponibili per la prima volta in italiano

di Chiara Orelli
Redattrice responsabile dell'edizione italiana del Dss

Uno dei punti di forza del Dizionario storico della Svizzera (Dss) -si tratta, lo ricordiamo, di un'opera enciclopedica che illustra in 12 volumi per ognuna delle edizioni tedesca, francese e italiana la storia della Svizzera dalla preistoria all'età contemporanea e di cui è apparso qualche mese fa il primo volume – consiste nel permettere una conoscenza allargata della storia e della storiografia del nostro Paese attraverso il superamento dell'ostacolo linguistico legato alle fonti. Lo studioso e il lettore comune, non legato a interessi specialistici, possono spesso per la prima volta accedere a informazioni e notizie fino a ora difficilmente recuperabili perché depositate in studi e ricerche, sovente di settore e "di nicchia", scritte in tedesco o in francese e con diffusione praticamente inesistente a sud delle Alpi.

Inoltre, pur nella necessaria sintetizzazione implicita in opere di questo genere -che vogliono fornire un quadro di riferimento generale che consenta al lettore che desideri approfondire di elaborare propri successivi percorsi di ricerca - il DSS cerca di dare adeguato spazio, accanto alla storia più tradizionale, quella territoriale, istituzionale e politica, anche alla storia sociale e alla storia delle idee. Alcune delle voci tematiche dello stesso primo volume (ma molte altre sono previste per i volumi successivi) permettono : ad esempio un primo ma ricco approccio alla storia del movimento operaio e del socialismo in Svizzera.

La voce" Anticomunismo" (che rinvia a sua yolta alla nozione di “Comunismo” cui il Dss dedica una voce che verrà pubblicata nel terzo volume ma che già ora è disponibile nella versione elettronica del Dss, all'indirizzo www.dss.ch, e che è stata scritta da una delle studiose più accreditate di storia sociale svizzera, Brigitte Studer, permette ad esempio di inquadrare il fenomeno storico dell'anticomunismo in Svizzera in un contesto più generale, ma anche di scoprire come la prima manifestazione nel nostro paese dell'anticomunismo risalga al 1843, a brevissima distanza dunque dalla stessa apparizione del termine comunismo, quando Johann Caspar Bluntschli, membro del governo zurighese e autore del rapporto ufficiale sul comunismo in Svizzera, fece arrestare Wilhelm Weitling, protosocialista messianico accusato di idee "comuniste".

Altre voci, ad esempio quella relativa al "Capitalismo", approfondiscono questioni di metodo e di prospettiva storiografica (quale l'importanza scientifica del concetto di capitalismo nel contesto svizzero, eccetera), non dimenticando tuttavia alcuni riferimenti puntuali a figure e momenti significativi, ad esempio, della lotta anticapitalistica (sarà allora magari curioso apprendere che il democratico Karl Bürki, cui è dedicata una dettagliata scheda biografica, definì nel 1888 il capitalismo «il sovvertimento dell'ordinamento nazionale. un vero incubo»).
Altre ancora, come la voce dedicata alle "Case del popolo", prendono in esame alcuni aspetti organizzativi propri delle organizzazioni operaie (ma converrà indubbiamente fare riferimento dapprima alla voce "Operai", disponibile su internet, per un inquadramento complessivo), o forniscono interessanti complementi di informazione a voci più generali. È questo il caso della voce "Compagno", che rinvia alla più genrale voce "Movimento operaio ". L’articolo deI Dss fornisce  alcune interessanti notizie, in particolare di natura storico-linguistica, che vanno proprio nella direzione di quella storia comparata evocata in apertura. Vi si apprende ad esempio come il termine "compagno" sia documentato in italiano per la prima volta negli atti della prima Conferenza nazionale delle sezioni italiane dell'Internazionale (agosto 1872), mentre l’equivalente termine tedesco, "Genosse", in Svizzera interna sostituì negli anni 1880-90 il termine di "Bürger" (cittadino}, in uso dal 1848, così come quello di "compagnon" il "citoyen" postquarantottesco.

Ma ancora nel primo volume sarà utile non solo fare riferimento alle voci " Anarchismo", "Antifascismo" (quest'ultima, redatta dallo storico Mauro Cerutti, offre numerosi riferimenti alla Svizzera italiana e ai rifugiati italiani), ma anche a numerose voci biografiche che mettono in luce donne e uomini che a vario titolo ebbero un ruolo di rilievo nella storia del movimento operaio e del socialismo. Si va dunque dal ticinese Emilio Agostinetti (la voce è dello storico Pasquale Genasci). impiegato delle ferrovie, socialista e sindacalista ben noto al mondo sindacale cantonale; al lucernese Josef Albisser, primo presidente ufficiale, agli inizi del Novecento, del partito socialista svizzero, che era avvocato e il cui studio legale ebbe il soprannome di "Vaticano rosso"; al rifugiato italiano Cesare Alessandri, direttore de L’Avvenire del lavoratore (insieme ad Angelica Balabanoff, cui pure è dedicata una voce); e a molti altri.
Un quadro multiforme e variegato. dunque. quello messo in luce dal Dss: in cui compaiono persone. temi. luoghi del movimento operaio (si pensi ad esempio alle parti dedicate alle lotte operaie nella voce dedicata alla città di Bienne, che comparirà nel secondo volume in corso di stampa) spesso nuovi e sorprendenti.

Un pomeriggio di studio con Nicola Tranfaglia

In occasione del bicentenario cantonale, il Dizionario storico della Svizzera organizza una giornata di studio dal titolo Le parole della storia. Strumenti enciclopedici  e lessicograrafici per.la ricerca storica. Il convegno, che si terrà giovedì 10 aprile 2003 dalle ore 14.00 all’Archivio di Stato a Bellinzona vuole sottolineare l'importanza dell'edizione italiana del Dss attraverso un incontro tra studiosi italiani e svizzeri, che riflettono sulla tradizione storiografica e lessicografica dei due paesi, sui rapporti e i contatti reciproci e sulla portata d un'opera multilingue di questa natura, unica enciclopedia storica in italiano pubblicata fuori d’Italia. Alla giornata parteciperanno tra gli altri David Bidussa, direttore della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano, Frediano Sessi, cocuratoredel Dizionario della Resistenza Einaudi, e i professori Alberto De Bernardi, docente di storia contemporanea all'Università di Bologna e Nicola Tranfaglia professore di storia dell’Europa all'Università di Torino ed editorialista de L’Unità .

 

Cronistoria del progetto Dizionario storico della Svizzera
Tratto da: Dizionario storico della Svizzera [pubblicazione elettronica DSS)

Sin dal XVII secolo, molte sono le opere lessicografiche che hanno tentato di riunire le conoscenze sulla storia della Confederazione: gli esempi più significativi sono Hoffmann (1677), von Waldkirch (1721), il celebre Leu (1747-1765), Holzhalb (1786-1795) e, ultimo in ordine di apparizione, il Dictionnaire Historique et Biographique de la Suisse / Historisch-Biographisches Lexikon der Schweiz, pubblicato da Victor Attinger dal 1921 al 1934. Sotto gli auspici dell'Accademia svizzera di scienze morali e sociali e della Società svizzera di storia, nel 1988 è stata creata la Fondazione Dizionario storico della Svizzera (DSS), che ha come obiettivo la pubblicazione di un nuovo dizionario che tenga conto delle ricerche storiche recenti e venga realizzato in una forma accessibile a un vasto pubblico. Il finanziamento è garantito dalla Confederazione in virtù della legge sulla ricerca.

Le edizioni
Il DSS è un'opera di riferimento fondata su basi scientifiche. Presenta le tematiche e i fatti più importanti della storia svizzera, dalla preistoria ai giorni nostri. La classificazione in ordine alfabetico della materia consente al lettore di accedere facilmente all'informazione e alla bibliografia essenziale di corredo a ogni argomento.

Edizione a stampa
Il DSS esce simultaneamente nelle tre lingue ufficiali, tedesco, francese e italiano. Ogni edizione registra circa 40'000 voci, ripartite in 12 volumi, equivalenti a più di 50 milioni di segni tipografici. Numerose illustrazioni originali, carte e diagrammi forniscono un complemento di informazione ai testi. Nel giugno del 1999 la Fondazione DSS ha firmato un contratto di edizione con la casa editrice Schwabe & Co. di Basilea, a cui è stato affidato l'insieme dei lavori. L'edizione italiana è pubblicata da Armando Dadò di Locarno, quella tedesca (Historisches Lexikon der Schweiz) da Schwabe e quella francese (Dictionnaire historique de la Suisse) da Gilles Attinger di Hauterive. Se la dotazione finanziaria lo consentirà, è prevista l'uscita di un volume all'anno.
È inoltre prevista un'edizione ridotta in romancio in un volume, il Lexicon istoric retic (LIR). Le prime voci sono apparse nell'autunno del 1999 negli Annalas de la Societad Retorumantscha. Da allora, gli Annalas pubblicano annualmente su una trentina di pagine nuove voci geografiche di particolare interesse per i Grigioni.

Edizione su supporto informatico
Nell'anno giubilare 1998, il Consiglio di fondazione del DSS ha deciso di dare il via alla pubblicazione elettronica del Dizionario (e-DSS). L'accesso, dapprima riservato ai soli collaboratori (estate 1997), è pubblico dall'autunno del 1998, anno in cui è stata messa a punto una versione più aggiornata e corrispondente ai nuovi bisogni. Nell'e-DSS confluiscono tutte le voci elaborate dalle redazioni di lingua e l'intera lista delle voci; l'apparato iconografico trova spazio unicamente nella versione a stampa. La consultazione dell'e-DSS è rimasta gratuita anche dopo l'uscita dell'opera cartacea.

I contenuti
Vengono affrontati i diversi periodi della storia dell'uomo sul territorio dell'odierna Confederazione: dalle prime tracce della sua presenza, in epoca preistorica, ai principali avvenimenti dell'epoca contemporanea. Lo spazio riservato dal DSS alle diverse ere non è in funzione della loro durata temporale, ma dell'importanza del materiale storico conservato. Così, il lungo periodo di più di centomila anni che va dal Paleolitico all'inizio del Medio Evo corrisponde a circa il 10% della materia trattata; il breve periodo che dalla prima guerra mondiale conduce ai nostri giorni, ne occupa circa il 20%. Il DSS riunisce quattro categorie di voci : quelle riguardanti le biografie, le famiglie, la geografia (comuni, cantoni, Paesi stranieri, signorie, baliaggi, siti archeologici, ecc.) e i temi particolari (fenomeni e concetti storici, istituzioni, avvenimenti, ecc.). L'intera materia, ripartita in ogni categoria sulla base di una percentuale stabilita in precedenza, è arricchita da una consistente parte illustrativa. La lunghezza degli articoli è variabile: si passa dagli articoli biografici di poche righe a quelli di fondo, che fanno il punto su una particolare tematica e si sviluppano lungo più pagine

Un progetto informatizzato
La complessità di un'impresa quale quella della redazione di un nuovo dizionario storico della Svizzera non è oggi immaginabile senza l'aiuto dell'ordinatore. L'intero lavoro di preparazione svolto dalla redazione centrale, il progetto stesso dell'opera e l'allestimento della lista delle voci sono stati portati a compimento grazie all'aiuto dei mezzi informatici. Nella fase di realizzazione del DSS, l'informatica occupa una parte centrale: la gestione della produzione (amministrazione, relazioni con gli autori, traduttori e consulenti scientifici, ecc.) è basata su un software appropriato. Per la preparazione dei testi si fa ricorso alle tecniche di punta offerte dalla moderna editoria elettronica. Dal 1992 tutti gli scritti sono strutturati con un editore di testi conforme alle norme internazionali ISO-SGML. Questa procedura consente di garantire la coerenza del dizionario e di automatizzare la preparazione dei testi per la stampa. Essa ha inoltre il grande vantaggio di poter essere facilmente convertibile.

I collaboratori
La redazione centrale, di cui fanno parte una trentina di specialisti, è affiancata da un centinaio di consulenti scientifici, attivi nelle Università svizzere e straniere, e negli archivi del Paese. Più di 2500 autori, storici e storiche fra i più qualificati, scrivono gli articoli. La traduzione nelle altre lingue nazionali è curata da circa 100 collaboratori. Circa il 30% dei collaboratori è costituito da donne.