| Silvano Toppi, "Dagli asparagi all'eternità" | |
I "controfuochi" di Toppi di Orazio Martinetti Recensione apparsa sul Giornale del Popolo del 27 dicembre 2001 (Arti Lettere Spettacoli) Il neoliberismo e il suo rovescio Il titolo è enigmatico ("Dagli asparagi all'eternità", edizioni Messaggi Brevi, Bellinzona), ma la materia affrontata è concretissima: storie di economia ordinaria, quotidiana, osservata dal basso, dalla parte dei cittadini-produttori-consumatori. Silvano Toppi ha raccolto in un volumetto considerazioni, osservazioni rapide e incisive, stati d'animo, indignazioni. L'intento: smascherare le messinscene del neoliberismo, il nuovo credo che vorrebbe svincolare il mercato da ogni controllo democratico. Un libretto che sicuramente non passerà inosservato. Raccolte in un volumetto alcune brevi ma sapide storie di economia ordinariaI "controfuochi" di ToppiFra lavori scritti su commissione e tesi di laurea, non c'è molto spazio, nel nostro cantone, per l'espressione libera, slegata da secondi fini, come può essere la carriera universitaria o politica. La scrittura militante è guardata con sospetto, perché non ha padroni, è irriverente e non è mossa dall'esigenza di dover confermare tesi preconfezionate in altra sede. Silvano Toppi non ha mai vezzeggiato il potere e questo, come noto, gli ha procurato qualche guaio. I suoi interventi sanno sempre smuovere le opinioni solidificate; suscitando anche reazioni opposte, consensi entusiastici o rifiuti netti. Toppi non brilla nell'arte della mediazione, dell'affermazione subito seguita da qualche attenuazione e distinzione, da sfilze di "forse" e "chissà". Tirar dritto per la propria strada è difficile in un paese come il nostro, dove tutti si conoscono e ogni sgarro viene punito con il purgatorio. E questo vale sia a destra che a sinistra: cambiano le aree d'influenza ma non i metodi. Toppi è un economista. Ma di una razza un po' particolare: economista-umanista, sulle orme del suo maestro Basilio M. Biucchi, ch'era sì professore di economia (a Friburgo), ma non disdegnava le scorrerie nei territori del giornalismo, della storiografia e della traduzione. Su questa linea, Toppi ha appena pubblicato presso le edizioni "Messaggi brevi" di Bellinzona un libretto, intitolato, un po' enigmaticamente, "Dagli asparagi all'eternità", memore, probabilmente, di un'opera di Achille Campanile del 1974: "Gli asparagi e l'immortalità dell'anima". Ma qui gli asparagi sono gli ortaggi che i tedeschi non vogliono raccogliere ma desiderano mangiare (i frontalieri polacchi, per contro, li coglierebbero volentieri, ma non possono, perché la Germania non li lascia entrare). L'eternità è invece l'universo dei massimi sistemi, che a volte sconfina nella teologia economica, con la santificazione delle categorie del neoliberismo, il nuovo verbo. Dunque un continuo andirivieni dalle merci alle teorie, dallo spazio micro a quello macro, dal concreto all'astratto, dalla terra al cielo. Da buon keynesiano (e schumpeteriano), Toppi punta la sua artiglieria contro i demolitori dello stato sociale e i profeti delle privatizzazioni; sul piano teorico, contro il neoliberismo (niente briglie al mercato) e la finanziarizzazione delle attività economiche: il capitalismo d'azzardo, parente stretto del capitalismo dei casinò, nei confronti del quale anche il Ticino avverte un'incontenibile attrazione. Prova nostalgia per gli imprenditori che non si lasciano irretire dal luccichio della "new economy", per coloro che si ostinano ad utilizzare il risparmio per compiere nuovi investimenti e quindi per consolidare/allargare l'impresa. Lo stesso imprenditore che sognavano i suoi maestri: innovatore, illuminato, disposto a rischiare, ma non al tavolo da gioco. L'autore immagina uno stato "amico", non sordo alle domande di equità sociale e di solidarietà che salgono dal basso; una società civile che tuteli lo spazio pubblico e osteggi la tendenza a mercificare ogni sfera, inclusa quella dei sentimenti. Vengono in mente i "controfuochi" del sociologo francese Pierre Bourdieu, al suo catalogo di argomenti approntato "per resistere all'invasione neoliberista" e per creare "un nuovo movimento europeo". Nel mirino di Toppi c'è tutto questo, compresi gli scenari delineati nel Libro bianco e i vezzi linguistici, l'anglo-italiano dei manager e dei consulenti finanziari. Ne è uscita una galleria di riflessioni e di osservazioni, a volte compiute, altre appena abbozzate; un piccolo ritratto del "Ticino cambiato", urbanizzato, inserito nel circuito internazionale, anglofilo eppure un po' xenofobo, felice di navigare nel ciberspazio infinito ma avvinghiato alle sue frontiere fisiche. Un Ticino ancora tutto da scoprire, di cui Toppi ci offre una prima, rapida ecografia. |