Partito
Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino
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Segnaliamo |
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11 settembre 1973 – 11 settembre 2003 |
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Trent’anni fa Salvador Allende, presidente socialista del Cile, democraticamente eletto, moriva nel palazzo presidenziale de La Moneda, bombardato dalle forze aree militari e accerchiato dall’esercito. La sua colpa fu di aver tentato di realizzare democraticamente e nelle piena legalità la via cilena al socialismo, ridando al proprio popolo dignità e giustizia, nazionalizzando le miniere di rame e garantendo ad ogni bambino mezzo litro di latte al giorno. La Giunta militare golpista, sostenuta attivamente dagli Stati Uniti d’America, diede inizio ad una sanguinosa caccia al “sovversivo”, con incarcerazioni, sequestri, torture, stupri e assassini. Lo stadio di Santiago del Cile venne immediatamente trasformato in un campo di concentramento. Centinaia di migliaia di uomini e donne dovettero fuggire in esilio dal loro paese. Il generale traditore, che guidò il colpo di stato e la giunta militare, vive impunito nel proprio paese. Per ricordare l’esperienza cilena di Unidad Popular, per discutere e riflettere sull’influenza che quegli avvenimenti ebbero sulla sinistra e valutare quali insegnamenti possiamo trarre ancora oggi, proponiamo un incontro. SABATO 13 SETTEMBRE
2003 Massagno, dibattito con la partecipazione di:
Cesar Cabrera, profugo cileno, all’epoca rappresentante del governo di UP nella zona carbonifera Maurizio Chierici, giornalista, esperto dell’America latina e autore del libro "Lungo viaggio d’addio", Baldini&Castoldi Silvano Gilardoni, storico, professore al Liceo di Lugano, allora membro della direzione cantonale del PdL Pietro Martinelli, già Consigliere di Stato, allora attivo nei movimenti di solidarietà con i profughi cileni e membro del Gran Consiglio per il PSA La serata moderata da Reto Ceschi, giornalista RSI, sarà introdotta da un filmato rievocativo degli avvenimenti dell'epoca.
Organizza: PS - Comitato Regionale del Luganese Patricia
Verdugo, Salvador
Allende. Anatomia di un complotto organizzato dalla Cia
(Baldini Castoldi, pp. 206, euro 12,90) “La
batalla de Chile” Maurizio
Chierici: la scoperta delle Americhe Maurizio Chierici: ",Gli smemorati amici di Pinochet" sulle riforme economiche dei “Chicago's boys” - l'UNITA' - 3.2.2003 Memoria
Viva http://www.desaparecidos.org/chile/ Nel posto giusto al momento sbagliato.
Intervista a Vincenzo Sparagna. (Arcoiris TV, guarda e ascolta l’intervento – ADSL) 11 settembre 1973 - 11
settembre 2006, nessuno dimentica il macello cileno fomentato
dalla "più grande democrazia occidentale". Forte
è l'augurio che l'assassino Pinochet venga
condannato per i suoi crimini e che non sia garantita l'impunità
al premio Nobel per la pace Henry Kissinger. |
L’UDC Schifferli e Pinochet La prima filiale costituitasi fuori dal Cile della Fondazione “Presidente Augusto Pinochet Ugarte” è nata in Svizzera l’8 marzo 1999. Tra i suoi quattro membri fondatori troviamo l’avvocato Pierre Schifferli, che si fregia del titolo di Direttore. Schifferli, domiciliato a Cologny, è candidato alle prossime elezioni nazionali a Ginevra per l’UDC. La filiale svizzera s’impegna a “far conoscere le realizzazioni e i principi di Governo delle Forze Armate e dell’Ordine”. Infatti “la libertà e lo sviluppo che il Cile conosce oggi, lo deve in gran parte alla gestione del Capitano Generale Augusto Pinochet Ugarte e alle Forze Armate e dell’Ordine”. “Con quanto è successo il 16 ottobre 1998, continua il comunicato, quando il Presidente Onorario della Fondazione don Augusto Pinochet Ugarte (…) è stato sequestrato dalle forze di polizia del Governo Laburista del primo ministro Anthony Blair a Londra, la Fondazione si è inevitabilmente assunta la funzione di Garante della salute fisica e psichica dell’Onorevole Senatore ed è entrata in azione per garantirgli la miglior difesa giuridica possibile e per diffondere massicciamente l’informazione relativa all’operato delle Forze Armate e dell’Ordine nel periodo dall’11 settembre 1973 all’11 marzo 1990, con lo scopo di porre rimedio ad una ignoranza senza precedenti nella storia dei paesi europei, a causa della distorsione della verità operata da agenti politici e dai loro mezzi di comunicazione durante questo periodo storico.” “La
Svizzera, parimenti disinformata sul periodo del Regime Militare e
del suo Capo, il Capitano Generale e Presidente della Repubblica,
don Augusto Pinochet Ugarte, conta un gran numero di cittadini che
non si lasciano influenzare volentieri nei propri principi
politici e morali dagli attivisti di parte socialista comunista,
che esercitano un vero e proprio terrore sulla coscienza della
popolazione svizzera. Pertanto manca una Organizzazione Guida che
mostri i veri fatti storici (…). Per tutti questi motivi e
in virtù dell’importanza per la pace sociale non
solamente del Cile, ma anche dell’America Latina e di tutto
il Mondo Libero, dell’operato delle Forze Armate e
dell’Ordine, i cittadini svizzeri citati hanno deciso di
costituire una filiale della Fondazione …(…) Jost
Schnyder Meyer, Tetro (Cile) Guido
Uboldi, Opfikon (Apparso su “solidarités”, n.31, 25 agosto 2003, - libera trad. m.c.) |
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Lugano, CSA il molino, al
macello Spazio socio-culturale
autogestito Giovedì 11 settembre L'entusiasmo ( El
entusiasmo) Cile, 1980 : Isabel e Fernando aderiscono al progetto del loro amico Guillermo: l'utopia comunitaria di una repubblica indipendendte in opposizione al capitalismo ultra- liberale messo in pratica dalla giunta Pinochet. Dieci anni più tardi, alla fine della dittatura militare, la coppia si installa ad Arica, città alla frontiera con il Perù, per crfeare un' agenzia di turismo d'avventura. L'impresa prospera ma Fernando, preso dal suo entusiasmo, si lega ad una multinazionale e si lascia inebriare dalle chimere della mondializzazione. Isabel rifiuta di essere odtaggio di questa nuova vita. Il loro figlio Miguel custodisce preziosamente nella sua camera una bozza di progetto di Repubblica Indipendente. Ricardo Larrain, autore del notevole la frontiera, porta qui il suo sguardo sulla nuova generazione cilena, straziata tra la voglia di andare avanti e il bisogno di fare luced sul passat. Con una fotografia luminosa, di un paesaggio da fine del mondo, quasi erreale, con uno stile sciolto vicino al racconto epico, "L'Ethousiasme" sviluppa un fuori campo politico che supera di gran lunga le inquietudini. Venerdì 12 settembre 21.00 Cile: ostinata memoria, a trentanni dal colpo di stato di Pinochet in Cile; tavola rotonda e confronto 11/0 di Kean Loach Corto firmato da Kean Loach: un profugo cileno scrive alle vittime dell'11 settembre 2001 e ricorda un altro 11 settembre, quello del 1973, quando gli americani, le vittime odierne, aiutarono Pinochet a sovvertire il governo democraticamente eletto di Salvador Allende avviando un regime di terrore colpevolmente affocato nel silenzio dei media. |
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PATRICIA MAYORGA L'INTERNAZIONALE FASCISTA e i rapporti segreti con il regime di Pinochet. È il sottotitolo di questo avvincente volume della giornalista cilena Patricia Mayorga, esule in Italia dal 1975. Si tratta della ricostruzione dei legami tra la dittatura del macellaio di Santiago e l'estrema destra italiana, attraverso l'analisi degli intrecci che ruotano attorno a un fatto, spesso dimenticato: l'attentato subito a Roma, il 6 ottobre 1975, da Bernardo Leighton, uno dei fondatori della democrazia cristiana cilena, avversario di Salvador Allende, ma oppositore della dittatura. Esiliato nel 1974, Leighton aveva scelto l'Italia, sperando nell'appoggio della Dc locale, che però non riuscì [non volle?] a proteggerlo dai killer di Pinochet. Un'inchiesta accurata, di cui si sentiva il bisogno. Carta 33 2003 TOMÁS MOULIAN A TRENT'ANNI dal colpo di Stato del '73, con il quale comincio la dittatura di Pinochet, il libro di Moulian, sociologo e autore di diversi saggi sulla difficile transizione dalla dittatura alla democrazia [seguendo la «via cilena» al socialismo] è un'ottima occasione per ripercorrere la storia recente del paese sudamericano. Soprattutto per sconfessare le teorie per cui il Cile è l’esempio dell'efficacia delle teorie neoliberiste. Esiste, come sappiamo, l'altra faccia della medaglia. Ricostruendo gli anni di Pinochet il libro racconta il raffreddamento dei rapporti sociali indotto dal trionfo del mercato, l'indebolimento della partecipazione alla vita politica e l’importanza della coscienza storica come «arma» per il cambiamento sociale. Carta 34 2003 |
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