| (Estratti dal catalogo citato)
6.Piviale
Velluto di seta cesellato a un corpo, fondo raso.
Manifattura milanese, 1569, 142,5 X 290 cm. Sonvico,
chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.
Il Libro dei conti della parrocchiale documenta un intervento di riconfezione
"per far ridare alla moda il piviale rosso" avvenuto nel 1779. Le condizioni
di conservazione del velluto sono buone. Il motivo che lo orna è
strutturato da maglie romboidali arabescate che includono motivi vegetali
stilizzati e piccole cornucopie. Il piviale fu acquistato dal curato Ambrogio
Ravizzolli nel 1569. Il ricordo di questo importante dono fu poi registrato
dallo stesso cura- to sulle pagine iniziali di un messale quattrocentesco,
attualmente conservato presso l'archivio parrocchiale di Sonvico. L'effige
a ricamo del santo titolare della parrocchiale applicata sullo scudo è
riconducibile stilisticamente alla produzione lombarda della fine del Quattrocento.
La tecnica di esecuzione corrisponde però a realizzazioni più
tarde. Il piviale, completo del ricamo applicato, è descritto in
tutti gli inventari conosciuti della parrocchiale posteriori al 1597 .
Bibliografìa:
Galizia Annalisa, Arredi tessili tra Quattrocento
e Seicento nelle pievi comasche sotto gli svizzeri. Il caso della parrocchiale
di Sonvico, Archivio Storico Ticinese, n.127, anno XXXVII, Bellinzona,
giugno 2000, p. 28;
Rovelli Giovanni, Arte sacra nelle chiese di Sonvico1947,
tavv.46-47.
Arredi tessili tra Quattrocento e Seicento nelle pievi comasche sotto
gli svizzeri. Il caso della parrocchiale di Sonvico, Archivio Storico Ticinese,
n.127, Bellinzona, giugno 2000
1. Tunicella
Velluto di seta tagliato operato a un corpo, fondo raso (n.r.).
Manifattura italiana, secondo-terzo quarto del XV secolo, 100 X 140
cm.
Sonvico, chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.
La tunicella è confezionata con ritagli di velluto abbastanza
ben conservato, nonostante alcune lacerazioni a livello delle spalle e
segni d'usura che lasciano apparire la tonalità violacea della trama
di fondo (1). La confezione della veste, elencata in tutti gli inventari
a partire dal 1597 , non è originale. Un intervento di riconfezione
è documentato alla fine del Settecento.
Il velluto è decorato con un motivo ad incastro disegnato dal
fondo in raso, composto da grandi foglie polilobate dal profilo arrotondato
poste su tronchi ondulati, circondate da foglie simili, più piccole
e allungate. Si tratta di un tessuto raro sia per quanto riguarda il colore
blu che per la decorazione. Disegni tessili di questo tipo (2) vengono
generalmente datati tra il secondo e il terzo-quarto del Quattrocento,
pur non sussistendo, per il momento, nessun tessuto datato in modo preciso.
Una cronologia utile viene dalle rappresentazioni in pittura e scultura
di tessuti simili, come il drappo scolpito da Donatello e Michelozzo nel
monumento funebre Cossa (Firenze, Battistero, 1425- 1428), e i dipinti
di Konrad Witz (Rottweil, c. 1400-1410; Ginevra o Basilea 1445-1446), che
riproduce il motivo sulle vesti dei personaggi e nei fondi dorati.
Bibliografìa:
Galizia Annalisa, Arredi tessili tra Quattrocento
e Seicento nelle pievi comasche sotto gli svizzeri. Il caso della parrocchiale
di Sonvico, Archivio Storico Ticinese, n.127, anno XXXVII, Bellinzona,
giugno 2000, p. 25;
(1) Nella chiesa parrocchiale è conservata
una seconda tunicella identica (100 X 138 cm).
(2) Errera Isabella, Catalogne d’etoffes
anciennes et modernes, Bruxelles (1907) 1927, no 118 e 123;
Mayer Thurrnan Corista C., The Robert Lehman Collection
XIV European Textiles, New York e Princeton 2001, no 24;
Tessuti serici italiani 1450-1530, catalogo della mostra
a cura di Buss C., Milano 1983, no 1;
Drappi, velluti, taffetà e altre cose. Antichi
tessuti a Siena e nel suo territorio, catalogo della mostra a cura di Ciatti
M., Siena 1994, no 4;
MET, inv. 46.109.5. |
Sonvico, aprile 2002
Amici del torchio e Parrocchia di Sonvico
Invito ad una visita guidata alla Pinacoteca Züst di Rancate
all’esposizione:
I riti e le stoffe. Vesti liturgiche e apparati processionali nel
Canton Ticino dal XV al XIX secolo
Paramenti liturgici e apparati processionali risalenti a un periodo
tra il XV e il XIX secolo formano la spina dorsale di una mostra intitolata
«I riti e le stoffe» allestita alla Pinacoteca cantonale Giovanni
Züst di Rancate in collaborazione con l'Ufficio cantonale dei beni
culturali. L'esposizione è dedicata agli arredi tessili conservati
nelle chiese del territorio ticinese: è la prima volta che in Ticino
viene proposta una rassegna comprendente esclusivamente piviali, pianete,
stendardi e stoffe preziose. L'intento è quello di presentare, sulla
base di studi e inventari scientificamente condotti, alcuni esempi di un
patrimonio scarsamente conosciuto ma considerevole per il suo valore storico
e artistico. Alcuni esemplari sono conservati ancora nelle sagrestie del
Cantone. Un progetto di ricerca condotto da Annalisa Galizia, assistente
all'Università di Ginevra, ha permesso di meglio conoscere questo
patrimonio. Grazie a un competente contributo di padre Giovanni Pozzi,
la mostra vuole anche promuovere la conoscenza di questo patrimonio con
una lettura aggiornata del suo significato simbolico.
Nella mostra sono esposti anche alcuni paramenti proveniente dalla
parrocchia di Sonvico, i quali sono stati oggetto di uno studio approfondito
pubblicato nel giugno del 2000 (ANNALISA GALIZIA, Arredi tessili
tra Quattrocento e Seicento nelle pievi comasche sotto gli svizzeri. Il
caso della parrocchiale di Sonvico, Archivio Storico Ticinese, n.127, Bellinzona).
La Parrocchia di Sonvico e gli Amici del Torchio colgono questa particolare
occasione per invitare tutti gli interessati ad una visita guidata
che si svolgerà venerdì 3 maggio a partire dalle ore 18.00.
Vi proponiamo la trasferta da Sonvico con un pulmino. Il contributo
per le spese di trasporto e per il biglietto d’entrata è di fr.
20.- (i posti sono limitati). La visita guidata è offerta. La partenza
è fissata alle ore 17.15 all’autosilo di Sonvico. Il rientro è
previsto per le ore 20.30 circa.
Per motivi organizzativi vi chiediamo di iscrivervi entro
il 30 aprile telefonando a Danila Nova (091 943 37 39) o a Maurizio Cerri
(091 943 42 01)
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