Partito Socialista Svizzero Sezione Sonvico-Dino

Repertorio toponomastico ticinese: Sonvico


Il Municipio di Sonvico e l’Archivio di Stato del Cantone Ticino vi invitano alla presentazione

del volume della collana «Repertorio toponomastico ticinese. I nomi di luogo del Cantone Ticino» dedicato a Sonvico, che si terrà

giovedì 10 novembre 2005 alle ore 18.00,

presso la Sala del Consiglio comunale di Sonvico.

Prenderanno la parola Lorenza Spinelli-Bignasca, sindaca di Sonvico, Stefano Vassere, responsabile del Repertorio toponomastico ticinese presso l’Archivio di Stato, e Danila Nova-Toscanelli, del gruppo dei curatori.

«Viaggio nei nomi»

Nell’ambito della pubblicazione del volume, gli Amici del Torchio propongono una mostra che illustra alcune attività legate

ai nomi di luogo, che si terrà a Sonvico, al Torchio delle noci, dal 10 al 27 novembre 2005.

Orari di apertura:
giovedì 10 novembre dopo la presentazione ufficiale
mercoledì 19.30-20.30
sabato e domenica 15.00-17.00

La pubblicazione potrà essere ritirata o acquistata anche al Torchio delle noci nel periodo della mostra.

Maurizio Cerri, Danila Nova-Toscanelli, Francesco Sassi, Stefano Vassere (a cura di), Repertorio toponomastico ticinese: Sonvico, Edizione: Archivio di Stato, Bellinzona, 2005

Il Repertorio toponomastico ticinese si occupa di salvaguardare e studiare il patrimonio dei toponimi ticinesi, mettendone a punto elenchi comunali arricchiti da un apparato storico-documentario e da approfondimenti sull’origine dei nomi. Il volume dedicato a Sonvico contiene le schede relative a oltre 1000 nomi di luogo e una settantina di fotografie in parte d’epoca.


Corografia del Comune di Sonvico. Castelrotto nell'anno 1870. Geometra Giuseppe Devincenti,

Una copia è custodita presso l'Archivio comunale di Sonvico ed una presso l'Archivio di Stato di Bellinzona (Clicca sull'immagine per ingrandire)


Il comune di Sonvico fa parte del circolo omonimo, nel distretto di Lugano, nel settore meridionale del territorio del cantone Ticino; conta una frazione: Dino.
La sua popolazione è di circa 1720 abitanti, 8 dei quali ancora occupati nel settore primario. L’uso del dialetto è superiore alla media cantonale. Nell’Ottocento il comune fu oggetto di consistenti fenomeni di emigrazione verso l’Oltremare, la Francia, l’Algeria, l’Italia e il resto della Svizzera.
La superficie del territorio comunale è di 1109 ettari, di cui 886 occupati da superfici boscate, 105 occupati da superfici agricole utili, 74 occupati da superfici di insediamento, e 44 da superfici improduttive.
L’altitudine del territorio comunale si estende dai circa 347 metri sul livello del mare nelle zone meridionali della Stámpa, ai 1491 metri del Sass Gránde al confine con il territorio nazionale Italiano.


La Regione, venerdì 11 novembre 2005

Sonvico e i suoi luoghi
Presentato il 19simo volume del Repertorio toponomastico ticinese I toponimi provengono in gran parte dall’archivio parrocchiale

Il Repertorio toponomastico ticinese è giunto al suo diciannovesimo volume con Sonvico. A cura di Maurizio Cerri, Danila Nova-Toscanelli, Francesco Sassi e Stefano Vassere, l’opera è stata presentata ieri alle 18 nella sala del Consiglio comunale, alla presenza della sindaca Lorenza Spinelli- Bignasca davanti a 200 persone. L’archivio di Stato del Cantone Ticino procede con la raccolta, la catalogazione e la valorizzazione del patrimonio di nomi di luogo tradizionali. Il progetto sfocia in due collane, il Repertorio toponomastico ticinese e l’ Archivio dei nomi di luogo.
Complessivamente sono apparse finora una quarantina di monografie corrispondenti ad altrettante realtà comunali. La pubblicazione dei volumi avviene in stretta collaborazione con gli enti locali (comuni, patriziati, enti privati ecc.) che partecipano attivamente, sia fornendo indicazioni sul reperimento di fonti utili al lavoro, sia coprendo le spese di pubblicazione, com’è avvenuto per Sonvico. Il lavoro dei ricercatori dell’Archivio di Stato è durato diversi anni e il Comune ha voluto accompagnarlo a un nuovo stradario completo, comprendente anche Dino, allestito sulla base delle antiche denominazioni locali. Il Repertorio toponomastico ticinese unisce ai toponimi approfondimenti di storia locale di natura linguistica, etimologica, geografica ed etnografica. Responsabile della collana è Stefano Vassere: «Sonvico dispone di un archivio parrocchiale molto ricco, circa 2000 documenti antichi dai quali abbiamo estratto i nomi di luogo». Che sono circa un migliaio, tra edifici, terreni, insediamenti montani, corsi d’acqua, fontane, elevazioni, crinali ecc., in gran parte datati, e la cui origine risale fino al basso Medioevo. Accurata pure la ricostruzione dei tratti del particolare dialetto di Sonvico, un dialetto ancora molto diffuso, più che altrove, sia nella regione che sull’intero territorio cantonale. Un capitolo particolare, curato da Paolo Ostinelli, è dedicato allo straordinario fondo parrocchiale. Il volume, illustrato, contiene 3 cartine, conta 192 pagine ed è in vendita al prezzo di 30 franchi. Alla pubblicazione è stata affiancata una mostra che illustra alcuni aspetti – il latte, il bosco, la canapa e la scuola – legati ai nomi di luogo. L’esposizione si tiene al Torchio delle noci e rimarrà aperta fino al 27 novembre (mercoledì dalle 19.30 alle 20.30, sabato e domenica dalle 15 alle 17).


Azione, martedì 17 gennaio 2006, Anno LXIX, N. 3


Strade gelate e parole calde

di Giovanni Orelli


Torniamo, ariostescamente a casa: “a me piace abitar la mia contrada”. Vorrei consigliare, in clima di perigliose strade gelate, tre viaggi “cartacei”: due nel Sottoceneri, uno Sopra…

Repertorio toponomastico ticinese: Sonvico, a cura di M. Cerri, D. Nova-Toscanelli, F. Sassi, S. Vassere, + …, Arch. di Stato, Bellinzona, 2005, fr. 30.

Ci si fermerà, qui, appena un attimo non sulle belle fotografie ma su poche voci. Nulla di nulla dirà ai più il toponimo (nome di luogo) ra Ca dra Reson, la Casa della Ragione, ma se uno legge la spiegazione del nome cambierà in fretta idea, non senza un brivido nel filo della schiena, perché a Sonvico, “… fin verso il 1870-80 si continuò ad esporre i ragazzi sorpresi a rubacchiare in campagna legandoli a un apposito anello infisso nel muro della ca dra reson” (p.72). Meraviglioso Ottocento pedagogico, imparentato con il biblico “Rompigli le costole fin che è giovane”. Il lettore potrà passare delle graziose note sulla berlina per ragazzi indegni del 6 in condotta alle meno allarmanti notizie sul torchio (ur Torce; p.83). Si viene anche a sapere che, per la tradizione orale, il tronco principale lungo 10 metri e pesante 5 tonnellate “fu trasportato in questo luogo dalle formiche”.

Si lascia al lettore curioso la scoperta di altre voci curiose (vedere, per es., i Alboron, p. 106, o ur Badin, 107: nome dato al bracciante agricolo, anche con valore, cioè disvalore, spregiativo – come nel leventinese bogia che è di parecchio ancora peggio). Nulla dico qui per la nota Madonna d’Arla, se non che il nome viene, dicono, dal latino harula, porcile, e da hara, stalla. Mai e poi mai l’avrei immaginato.

...



«Il nostro cantiere resta aperto!»

Questo lavoro ha avuto inizio con la preparazione dello Stradario del Comune, pubblicato nel 1998, ed è poi stato ripreso da un diverso gruppo di lavoro nell’estate dell’anno seguente. La ricerca ha vissuto momenti di grande attività alternati a pause anche lunghe. Il secondo gruppo di lavoro, che ha operato sul territorio mantenendo sempre stretti contatti con Stefano Vassere, responsabile del Repertorio toponomastico ticinese presso l’Archivio di Stato del Cantone Ticino, è formato da Maurizio Cerri, già docente nelle scuole elementari di Sonvico e attualmente insegnante presso le scuole professionali cantonali, Danila Nova-Toscanelli, già docente di scuola media e curatrice dell’archivio parrocchiale di Sonvico fino al 2004, Francesco Sassi, docente presso le scuole medie di Pregassona.
Tutti e tre abbiamo sviluppato, pur con percorsi diversi e complementari, un medesimo interesse per il nostro territorio e per gli aspetti antropologici e sociali della realtà del nostro paese. In altre occasioni avevamo collaborato a diverse iniziative di ricerca e di valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale.

Insieme abbiamo cominciato con l’interrogare persone che per la loro esperienza sono state più legate alla terra, riunendo un vasto materiale scritto e sonoro (registrazioni). Con alcuni di loro abbiamo percorso il territorio, raccogliendo ulteriori informazioni ed elaborando le descrizioni dei vari luoghi. Abbiamo poi ricuperato in modo abbastanza esauriente il materiale d’archivio (grazie anche all’aiuto del responsabile della sezione antica presso l’Archivio di Stato Paolo Ostinelli, che ha letto i documenti fino al 1528); infine abbiamo ricuperato fotografie significative.
È stato un itinerario non privo di ostacoli, dubbi e perplessità, che ci ha permesso di scoprire molte cose, di scavare nel nostro passato, di rivivere l’umanità e la petite histoire dei nostri predecessori; inoltre è stato un percorso ricco di contatti umani preziosi. Tutta l’operazione non deve essere interpretata come una chiusura sulla nostra realtà, quasi a volerla esaltare contrapponendola a quella esterna, bensì vuole essere anche un invito a riflettere sulle nostre attuali responsabilità nei confronti del nostro territorio e dei beni ricevuti.

Questa esperienza ha rafforzato in noi la consapevolezza dell’irripetibilità del nostro lavoro. Con la scomparsa di alcuni dei nostri informanti più anziani sono andati persi anche alcuni elementi della storia della nostra collettività, che per quanto possibile abbiamo tentato di salvaguardare. Ecco perché questa ricerca è stata per noi un viaggio nelle nostre radici, nella memoria collettiva, nella costruzione di relazioni, nella volontà di donare a tutti uno strumento per costruire un mondo migliore di apertura, tolleranza e dialogo. Un’operazione del genere non può essere esente da imperfezioni e carenze; sicuri di non essere stati esaustivi lanciamo perciò un appello alla popolazione, che ci faccia giungere ulteriori informazioni, osservazioni, confutazioni o conferme per completare il nostro lavoro. Il nostro cantiere resta aperto!

Maurizo Cerri
Danila Nova-Toscanelli
Francesco Sassi

Scorci di Sonvico (guarda)


Le altre pubblicazioni


Vai alla pagina principale