Contributo apparso su Area
, quindicinale di critica sociale, 1 novembre 2002, ANNO V
Storia di un bastione
di Sabina Zanini
Cadro è una delle più salde roccaforti socialiste del
Cantone. Un bastione ben difeso dalla sinistra da quando fece il suo ingresso
sulla scena politica del Comune nel lontano 1922. Il prossimo 15 novembre
si festeggerà a Cadro l’ottantesimo anniversario della fondazione
della sezione del Partito socialista di Cadro e Villa Luganese. Una sezione
vecchia quanto la sua bandiera (cfr. riquadro accanto). Una lunga storia
di cui vogliamo brevemente ripercorrere le tappe. Come approdarono le idee
socialiste a Cadro? Come tanti comuni ticinesi anche questo conobbe una
forte emigrazione soprattutto verso l’America e la Francia. Molti altri
andarono a lavorare come stagionali in Svizzera romanda o tedesca. Fu così
che la maggior parte degli emigranti, arrivando Oltralpe nel periodo tra
le due guerre mondiali, si interessarono ai problemi sindacali e politici.
Diversi emigranti cadresi, gessatori e muratori, aderirono ad un sindacato
di impostazione socialista perché era già stato introdotto
l’obbligo per tutti gli operai di sindacalizzarsi. Le loro principali rivendicazioni
all’interno del movimento sindacale stavano non tanto nell’aumento di stipendio
bensì alla riduzione delle ore lavorative a parità di salario.
A quei tempi il tempo di lavoro in Ticino era di dieci ore contro le otto
a Zurigo. Sulla base di questi ideali venne fondata la sezione socialista
di Cadro nel 1922. Quando il fascismo consolidò il suo potere in
Italia, fino al culmine dei consensi nel 1936, questa sezione visse il
momento di maggiore unità. I gruppi socialisti vivevano nella paura
costante dell’avanzata della dittatura fascista che, con tutte le sue infiltrazioni,
aveva generato leghe e fasci italiani anche in Svizzera.Gli animatori principali
della sezione di Cadro e Villa Luganese nel 1922 furono Luigi Righini di
Cadro e Francesco Pesenti di Villa Luganese. Righini era insegnante di
disegno e amico del Canevascini, in quel tempo segretario delle Cooperative
di consumo, di Libera stampa e della Camera del lavoro. Righini aveva 24
anni quando con un altro gruppo di emigranti fondò la sezione del
Ps di Cadro e Villa Luganese.Nel 1922 Giuseppe Merenda è eletto
sindaco. Un sindaco di “estrazione di sinistra”, come recitano gli annali
dell’epoca. Da quella data fino al 2000 Cadro avrà sempre e soltanto
sindaci socialisti. A quell’epoca le principali famiglie socialiste erano
proprio le famiglie patrizie che vantavano molti emigranti. Tanti socialisti
uscirono da famiglie tradizionalmente conservatrici, così come da
famiglie liberali. Nel febbraio del 1928 l’assemblea comunale, composta
da 82 cittadini, nominò sindaco all’unanimità Luigi Righini.
Che, dato importante, fu il primo eletto sulle liste del partito socialista.
Dal 1942 al ’46 fu sindaco Enrico Ferrari. Il successore fu carica Battista
Pedrazzi fino al ’52. Nel quadriennio 52-56 è il turno di Cirillo
Maggiorini, socialista, riconfermato successivamente fino al 1964. Nel
1957 viene introdotto il Consiglio comunale, convocato per la prima volta
il 26 novembre dello stesso anno. Nel 1964 succede a Maggiorini nella carica
di sindaco il socialista Franco Bulani. Carica che manterrà fino
al 1972. Per il quadriennio successivo (1972-1976) sarà sindaco
Virgilio Giovannoni, sempre per il Ps. Dal 1976 al 2001 è stato
Antonio Rossini sindaco socialista, ultimo di una serie di sindaci di sinistra
che iniziò nel lontano 1922.
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Diverse notizie storiche riportate in questo articolo sono tratte
da «Un’istituzione ed un villaggio: l’asilo “Manera” di Cadro»
di Gian Piero Bianchi, municipale Ps a Cadro
Un'altra festeggiata
L’anniversario della sezione del Partito socialista di Cadro e Villa
Luganese coincide ad un 'altra ricorrenza: l'inaugurazione della bandiera,
avvenuta nel lontano 1923. La bandiera fu voluta e finanziata dai fratelli
Pesenti di. Villa Luganese. Ha una particolarità questa bandiera.
L 'ex sindaco Rossigni, custode del prezioso cimelio, ce l'ha mostrata:
è l'unica bandiera di una sezione socialista ticiriese che porta
cucita in campo rosso la falce e il martello. Un simbolo quasi completamente
dismesso, non solo dalla sinistra nostrana. Ma i socialisti di Cadro ci
tengono a fare notare questa particolarità. Rossini ricorda il monito
di un muratore e sindacalista della Valcolla:«Ricordati iche quando
a Berlino, sulla porta di Brandeburg,; non sventolerà più
la bandiera con la falce e il martello sarà il principio della finede
della classe operaia europea, perché non ci sarà più
la bilancia che tiene in equilibrio le forze del mondo». Quella bandiera
non sventola più. La profezia si è avverata? Ognuno avrà
una sua riposta.
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Festa per l'ottantesimo anniversario
della sezione Ps di Cadro
Venerdì 15 novembre alle 19.30
Ristorante Sport di Cadro
Saranno presenti alla serata la consigliere di Stato Patrizia Pesenti,
la presidente della sezione ticinese del Partito socialista Anna Biscossa,
la granconsigliere Iris Canonica e il municipale di Lugano Giovanni Cansani.
Animerà la festa il duo musicale "Compagni di viaggio".
Le prenotazioni per la serata devono essere fatte entro giovedì
7 novembre annunciandosi ai seguenti numeri:
Arcasio Camponovo: 091/9431592
Manuela Roncoroni: 091/9434105
lrma Zocchi: 091/9432841
Gli ex sindaci: "Per essere forti bisogna essere uniti"
Una solida tradizione socialista a Cadro. Una tradizione che i tre ultimi
sindaci Cirillo Maggiorini, Franco Bulani e Antonio Rossini ricordano volentieri.
Una domenica mattina si sono resi disponibili a passare qualche tempo ripercorrendo
le memorie di quel che fu. Dopo tutto, visto l’importante anniversario,
è lecito abbandonarsi alle commemorazioni. A cosa dobbiamo il forte
radicamento del socialismo a Cadro? «L’idea socialista nel nostro
comune si è affermata come espressione di un paese di emigranti».
È Antonio Rossini che parla. E aggiunge a riprova di quanto affermato,
«a Cadro c’è addirittura una strada dedicata agli emigranti».
La forte emigrazione in questo comune, come in tanti altri del Cantone,
ha giocato un ruolo importante nel determinare le sorti politiche dei suoi
rappresentanti. Per molto tempo le elezioni vennero fatte tacitamente visto
che la maggior parte degli abitanti erano lontani. Ma quando Luigi Righini
fu eletto primo sindaco socialista di Cadro il paese era ripopolato. «Le
elezioni avvennero in febbraio», spiega Franco Bulani, «uno
dei momenti dell’anno in cui gli emigranti stagionali, in gran parte muratori,
tornavano a casa». Erano pochi quelli che potevano rimanere al villaggio,
«fondamentalmente si trattava di quelli che avevano qualche mucca
che bastava a garantire la propria sussistenza».Bulani ricorda volentieri
le «forti personalità» che caratterizzavano tutta una
schiera di sindaci socialisti eletti a Cadro. Alcuni dei quali avevano
pure dei buoni contatti col potere cantonale. «Ad Enrico Ferrari,
sindaco socialista di Cadro dal ’42 al ’46, avevano proposto di candidarsi
per il Consiglio di Stato ma ha rifiutato», racconta Bulani. Si parla
di socialismo e Bulani sbotta «qualcuno una volta mi ha rinfacciato
che nel Partito socialista ci sono dei milionari, gli ho risposto di tenerseli
pure i milionari ma di ridarci gli emigranti». E proprio a causa
dell’emigrazione i socialisti acquisirono nuovi aderenti rompendo «la
tradizione di diverse famiglie da sempre liberali o democristiane».
«E poi», interviene Rossini, «c’erano i socialisti detti
della cotta o della parrocchietta». Quelli che la domenica andavano
a messa. Una sorta di compromesso. D’altra parte a quei tempi, ricorda
Bulani, «bisognava nascondere Libera Stampa perché le suore
dicevano che era il giornale del demonio». Mentre altri si vergognavano
quasi di andare in posta a ritirare quel giornale rosso.Cosa ricordano
della loro esperienza di sindaci? È Bulani ad intervenire per primo:
«un tempo il sindaco doveva occuparsi di tutto, faceva il segretario
comunale e faceva pure le veci di una sorta di giudice di pace perché
quando qualcuno litigava in paese si andava a chiamare il sindaco per sedare
i diverbi». Quindi Bulani si ricorda di cene interrotte per correre
a dividere due che litigavano oppure di interventi con tanto di pala e
badile per ripristinare danni causati dal maltempo. Era diverso anche il
modo di gestire le finanze comunali. «Il Comune veniva amministrato
come le proprie cose», sottolinea Bulani, «con la paura del
debito, proprio era inconcepibile l’idea di fare degli investimenti e poi
dovevi render conto della tua gestione ad una generazione di anziani».
Eppure, aggiunge Rossini, a quei tempi occorrevano «coraggio e intuizione»
per fare il mestiere di sindaco. «Ora le cose sono più complicate,
ci sono più cavilli giuridici e la gente pretende molto di più».I
tempi della divisione del Partito socialista come furono vissuti a Cadro?
Era rappresentato sia il Partito socialista ticinese (Pst) che il Partito
socialista autonomo (Psa). Non solo. Era presente anche il Partito del
Lavoro (Pdl). Però quando era questione di presentarsi alle elezioni
politiche comunali ci si accordava sempre per una lista congiunta. Rossini
spiega che «a quei tempi l’etichetta “socialismo” era riferita ad
un’area di sinistra: in questa valle siamo sempre stati molto uniti e non
abbiamo vissuto le divisioni che i socialisti conobbero a livello cantonale».
Una volta soltanto venne presentata per il Municipio una lista intitolata
al Psa ma «non raggiunse un numero sufficiente di voti per eleggere
un proprio rappresentante». Insomma a Cadro credono nella necessità
di un’unità a sinistra. Un discorso sempre attuale, in prospettiva
delle ormai prossime elezioni cantonali di aprile. «Per essere forti
bisogna essere uniti», ribadisce Rossini. E ricorda un fatto molto
importante, a riprova di una concezione che non è puramente retorica:
«la prima assemblea cantonale per la riunificazione della sinistra
è stata organizzata proprio a Cadro dalla nostra sezione».
Un anno dopo ci furono i congressi dei due partiti che portarono alla riunificazione.
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